SENZA TAGLI ALLA SPESA STANGATA DA 3 MLD
Notizie e politica - 05/08/2014 13:38

Senza tagli alla spesa pubblica improduttiva, nel 2015 gli italiani rischiano di subire un aumento automatico delle imposte di 3 miliardi di euro. Lo rileva la Cgia secondo la quale tutto ruota attorno alla cosiddetta "spending review". Secondo il Def approvato nella primavera scorsa, nel triennio 2014-2016 c'è l'impegno del Governo di tagliare a regime la spesa pubblica per un importo di 32 miliardi di euro. Per l'anno in corso, segnalano dalla CGIA, l'obbiettivo è di raggiungere una riduzione delle uscite di 4,5 miliardi di euro.   La situazione, per la Cgia, diventa ancor più impegnativa  per gli anni a venire. Nel 2015 il Governo ha deciso  di tagliare la spesa pubblica di 17 mld di euro, con un impegno minimo da raggiungere che non potrà essere inferiore ai 4,4 mld di euro.    Nel caso il Governo non sia in grado di centrare questo obbiettivo minimo, scatterà la cosiddetta "clausola di salvaguardia". In altre parole, a fronte del mancato taglio della spesa, i contribuenti saranno chiamati a sopportare un aggravio fiscale di 3 mld di euro, a seguito della riduzione delle agevolazioni/detrazioni fiscali e all'aumento delle aliquote, mentre i ministeri dovranno razionalizzare la spesa per un importo di 1,44 miliardi di euro.

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