52.000 TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI A RISCHIO ESONDAZIONE
Notizie e politica - 28/11/2014 13:17

In Veneto, tra i Comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare, circondati da abitazioni e a pochi metri dal canale Vicenzone, si possono vedere i capannoni di proprietà della Ditta Cedro srl, contenenti 52.000 tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, lì abbandonati dall'azienda C.&C. S.p.A. Dal 2004.

 

LA BOMBA ECOLOGICA

Nel dicembre 2010 e marzo 2011 avviene l'allagamento nel centro storico di Battaglia Terme (PD) a pochi metri dai capannoni della C.&C. S.p.A.

Per pochi centimetri di acqua le 52.000 tonnellate di rifiuti tossici, altamente nocivi, non sono stati sommersi dall'acqua inquinando irreparabilmente le falde, i fiumi, le coltivazioni Venete fino a raggiungere anche la laguna di Venezia.

Il canale Battaglia e il canale Vigenzone sono gli scolmatori rispettivamente del Bacchiglione e di una parte della zona termale e quindi, per loro natura, sono soggetti a ondate di piena. E se la prossima volta l’esondazione raggiungesse i capannoni della C.& C. S.p.A. trascinando e diffondendo irrimediabilmente i suoi rifiuti nel territorio?

 

CHI PAGA LA BONIFICA?

Le istituzioni locali e i cittadini sono da anni attivi perché l'area venga bonificata, ma il costo ricade interamente sui soldi pubblici. Si parla di oltre € 10.000.000.

Il Sindaco di Pernumia, ci racconta che la C.&C. S.p.A. ha patteggiato e l'azienda proprietaria del terreno/capannone, secondo sentenza del TAR - 2005, non ha alcuna responsabilità alla bonifica dell'area. Una prima analisi sembra però mostrare che oggi, un cambio della normativa entrata in vigore nel 2006, responsabilizzi in solido anche il proprietario del terreno, anche se estraneo ai fatti. In poche parole sembra che oggi, il Comune di Pernumia, possa fare una nuova ordinanza di asporto rifiuti e che la Cedro S.r.l. non possa esimersi (per quanto estranea ai fatti) dal procedere allo smaltimento dei rifiuti.

Il Sindaco di Pernumia, Luciano Simonetto, si è impegnato ad attivare l'ufficio legale del Comune per verificare la possibilità giuridica di percorrere tale strada.

 

QUANDO AVVERRA' LA BONIFICA?

Data l'emergenza il Sindaco e i cittadini ritengono indispensabile provvedere contemporaneamente all'asporto immediato del materiale e la bonifica dell'area. L'importo previsto è superiore a € 10.000.000, troppo ingente per le casse dei piccoli Comuni dell'area. È indispensabile (e peraltro previsto per legge) il contributo della Regione Veneto e del Ministero dell'Ambiente.

Con queste parole Maurizio Conte, assessore all'Ambiente della Regione Veneto, già in precedenza dimostratosi attento alla questione (stanziati € 500.000), si è impegnato entro fine legislatura (primavera 2015) a chiudere un accordo con il Ministero dell'Ambiente affinché stanzi quanto necessario alla definitiva bonifica dell'area: “...crediamo si possa chiudere entro la fine legislatura almeno un accordo con il Ministero che possa stanziare queste risorse”.

 

La nostra redazione continuerà a parlare del problema anche per mantenere accesa l'attenzione di cittadini e istituzioni. Purtroppo la C.&C. S.p.A. è solo uno dei tanti casi irrisolti.

TV7 Triveneta

www.gruppotv7.com

52.000 TONNELLATE DI RIFIUTI TOSSICI A RISCHIO ESONDAZIONE

In Veneto, tra i Comuni di Battaglia Terme, Pernumia e Due Carrare, circondati da abitazioni e a pochi metri dal canale Vicenzone, si possono vedere i capannoni di proprietà della Ditta Cedro srl, contenenti 52.000 tonnellate di rifiuti tossici e nocivi, lì abbandonati dall'azienda C.&C. S.p.A. Dal 2004.

 

LA BOMBA ECOLOGICA

Nel dicembre 2010 e marzo 2011 avviene l'allagamento nel centro storico di Battaglia Terme (PD) a pochi metri dai capannoni della C.&C. S.p.A.

Per pochi centimetri di acqua le 52.000 tonnellate di rifiuti tossici, altamente nocivi, non sono stati sommersi dall'acqua inquinando irreparabilmente le falde, i fiumi, le coltivazioni Venete fino a raggiungere anche la laguna di Venezia.

Il canale Battaglia e il canale Vigenzone sono gli scolmatori rispettivamente del Bacchiglione e di una parte della zona termale e quindi, per loro natura, sono soggetti a ondate di piena. E se la prossima volta l’esondazione raggiungesse i capannoni della C.& C. S.p.A. trascinando e diffondendo irrimediabilmente i suoi rifiuti nel territorio?

 

CHI PAGA LA BONIFICA?

Le istituzioni locali e i cittadini sono da anni attivi perché l'area venga bonificata, ma il costo ricade interamente sui soldi pubblici. Si parla di oltre € 10.000.000.

Il Sindaco di Pernumia, ci racconta che la C.&C. S.p.A. ha patteggiato e l'azienda proprietaria del terreno/capannone, secondo sentenza del TAR - 2005, non ha alcuna responsabilità alla bonifica dell'area. Una prima analisi sembra però mostrare che oggi, un cambio della normativa entrata in vigore nel 2006, responsabilizzi in solido anche il proprietario del terreno, anche se estraneo ai fatti. In poche parole sembra che oggi, il Comune di Pernumia, possa fare una nuova ordinanza di asporto rifiuti e che la Cedro S.r.l. non possa esimersi (per quanto estranea ai fatti) dal procedere allo smaltimento dei rifiuti.

Il Sindaco di Pernumia, Luciano Simonetto, si è impegnato ad attivare l'ufficio legale del Comune per verificare la possibilità giuridica di percorrere tale strada.

 

QUANDO AVVERRA' LA BONIFICA?

Data l'emergenza il Sindaco e i cittadini ritengono indispensabile provvedere contemporaneamente all'asporto immediato del materiale e la bonifica dell'area. L'importo previsto è superiore a € 10.000.000, troppo ingente per le casse dei piccoli Comuni dell'area. È indispensabile (e peraltro previsto per legge) il contributo della Regione Veneto e del Ministero dell'Ambiente.

Con queste parole Maurizio Conte, assessore all'Ambiente della Regione Veneto, già in precedenza dimostratosi attento alla questione (stanziati € 500.000), si è impegnato entro fine legislatura (primavera 2015) a chiudere un accordo con il Ministero dell'Ambiente affinché stanzi quanto necessario alla definitiva bonifica dell'area: “...crediamo si possa chiudere entro la fine legislatura almeno un accordo con il Ministero che possa stanziare queste risorse”.

 

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