IL NORDEST SOTTO LA CAPPA DELLA DEFLAZIONE
Notizie e politica - 27/01/2015 11:59

La combinazione tra la contrazione dei prestiti bancari a famiglie e imprese, il calo dei consumi e il crollo del Pil  ha spinto il Nordest verso la deflazione. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.

L’inflazione si attesta attorno allo zero
Nel 2014,  in 3 Province su 13 l’andamento dei prezzi è stato negativo: -0,2 per cento a Pordenone e a Verona, -0,1 per cento a Treviso. In altre 4, invece, l’inflazione non ha registrato nessuna variazione: ciò è avvenuto a Venezia, a Gorizia, a Belluno e a Vicenza. A Trieste (+0,1%), a Udine (+0,1%), a Padova (+0,2%), a Rovigo e a Trento (+0,4%), invece, l’aumento è stato modestissimo. Solo a Bolzano la crescita è stata superiore all’unità: precisamente  all’1,1%.
“Come ci insegnano gli economisti – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi - siamo scivolati nella spirale della deflazione: un male che, purtroppo, si è diffuso in tutta Europa, soprattutto nei Paesi che hanno adottato l’euro.  La recessione economica e le politiche di rigore e di austerità praticate in questi ultimi anni hanno spinto la disoccupazione su livelli inaspettati e molto preoccupanti, mentre le  sacche di povertà e il clima di sfiducia si sono diffuse a dismisura. Speriamo che con l’avvio del Quantitative Easing, ovvero la possibilità da parte della Bce di acquistare i titoli di Stato di ciascun Paese dell’area dell’euro, l’inflazione riprenda a crescere attestandosi attorno al 2%, trascinando all’insù i consumi, gli investimenti e soprattutto gli occupati”. 


La contrazione del credito
Nonostante molti istituti di credito abbiano continuato a investire nel nostro territorio, dall’inizio del “credit crunch” (fine 2011) all’ottobre scorso (ultimo dato disponibile),  nel Nordest la contrazione dei prestiti bancari alle famiglie e alle imprese è scesa del 5,1%: se a Bolzano la caduta è stata del 4%, a Trento la contrattura ha raggiunto quota 4,6%. In Veneto, invece, il “taglio” ha raggiunto il 5%, mentre in Friuli Venezia Giulia è stato addirittura del 6,2%. La provincia più “colpita” dalla chiusura dei rubinetti del credito è stata Trieste: in questi ultimi 3 anni la diminuzione ha toccato il 10,4%. Sebbene nell’ultimo anno ci sia stata una decisa frenata, sia nel Veneto (-0,3%) sia in Friuli Venezia Giulia (-0,7%) la contrazione ha continuato ad amplificarsi. Tra il 2011 e il 2014, le famiglie e le imprese del Nordest hanno “perso” 11,1 miliardi di euro.

La caduta verticale del Pil
Dall’anno pre-crisi (2007) al 2014 il Nordest ha perso 8,4 punti percentuali di Pil: una vera e propria caduta verticale che ha toccato le punte massime in Friuli Venezia Giulia (-9,4%) e in Veneto (-9,2%). Da quest’anno, però, dovrebbe fare capolino la tanto agognata ripresa: seppur con un aumento ancora abbastanza contenuto, il Pil nel Nordest è destinato a crescere tra lo 0,7 e lo 0,9%.

I consumi delle famiglie ridotti al lumicino
Pur continuando a risultare l’area territoriale più virtuosa d’Italia, in questi anni di dura crisi economica i consumi delle famiglie del Nordest sono crollati  del 6,1%. La riduzione più importante si è verificata in Friuli Venezia Giulia (-7,2%) e in Veneto (-6,7%).

IL NORDEST SOTTO LA CAPPA DELLA DEFLAZIONE

La combinazione tra la contrazione dei prestiti bancari a famiglie e imprese, il calo dei consumi e il crollo del Pil  ha spinto il Nordest verso la deflazione. A dirlo è l’Ufficio studi della CGIA.

L’inflazione si attesta attorno allo zero
Nel 2014,  in 3 Province su 13 l’andamento dei prezzi è stato negativo: -0,2 per cento a Pordenone e a Verona, -0,1 per cento a Treviso. In altre 4, invece, l’inflazione non ha registrato nessuna variazione: ciò è avvenuto a Venezia, a Gorizia, a Belluno e a Vicenza. A Trieste (+0,1%), a Udine (+0,1%), a Padova (+0,2%), a Rovigo e a Trento (+0,4%), invece, l’aumento è stato modestissimo. Solo a Bolzano la crescita è stata superiore all’unità: precisamente  all’1,1%.
“Come ci insegnano gli economisti – segnala il segretario della CGIA Giuseppe Bortolussi - siamo scivolati nella spirale della deflazione: un male che, purtroppo, si è diffuso in tutta Europa, soprattutto nei Paesi che hanno adottato l’euro.  La recessione economica e le politiche di rigore e di austerità praticate in questi ultimi anni hanno spinto la disoccupazione su livelli inaspettati e molto preoccupanti, mentre le  sacche di povertà e il clima di sfiducia si sono diffuse a dismisura. Speriamo che con l’avvio del Quantitative Easing, ovvero la possibilità da parte della Bce di acquistare i titoli di Stato di ciascun Paese dell’area dell’euro, l’inflazione riprenda a crescere attestandosi attorno al 2%, trascinando all’insù i consumi, gli investimenti e soprattutto gli occupati”. 


La contrazione del credito
Nonostante molti istituti di credito abbiano continuato a investire nel nostro territorio, dall’inizio del “credit crunch” (fine 2011) all’ottobre scorso (ultimo dato disponibile),  nel Nordest la contrazione dei prestiti bancari alle famiglie e alle imprese è scesa del 5,1%: se a Bolzano la caduta è stata del 4%, a Trento la contrattura ha raggiunto quota 4,6%. In Veneto, invece, il “taglio” ha raggiunto il 5%, mentre in Friuli Venezia Giulia è stato addirittura del 6,2%. La provincia più “colpita” dalla chiusura dei rubinetti del credito è stata Trieste: in questi ultimi 3 anni la diminuzione ha toccato il 10,4%. Sebbene nell’ultimo anno ci sia stata una decisa frenata, sia nel Veneto (-0,3%) sia in Friuli Venezia Giulia (-0,7%) la contrazione ha continuato ad amplificarsi. Tra il 2011 e il 2014, le famiglie e le imprese del Nordest hanno “perso” 11,1 miliardi di euro.

La caduta verticale del Pil
Dall’anno pre-crisi (2007) al 2014 il Nordest ha perso 8,4 punti percentuali di Pil: una vera e propria caduta verticale che ha toccato le punte massime in Friuli Venezia Giulia (-9,4%) e in Veneto (-9,2%). Da quest’anno, però, dovrebbe fare capolino la tanto agognata ripresa: seppur con un aumento ancora abbastanza contenuto, il Pil nel Nordest è destinato a crescere tra lo 0,7 e lo 0,9%.

I consumi delle famiglie ridotti al lumicino
Pur continuando a risultare l’area territoriale più virtuosa d’Italia, in questi anni di dura crisi economica i consumi delle famiglie del Nordest sono crollati  del 6,1%. La riduzione più importante si è verificata in Friuli Venezia Giulia (-7,2%) e in Veneto (-6,7%).

Share
Condividi su Facebook/ Google+/ Twitter
Facebook share Google+ share Twitter share
Commenti
commenta la notizia con il tuo account facebook
Invia il tuo video/foto
Inizia subito ad essere un iReporter
Contattaci
Contatta la nostra redazione






Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy

GRUPPO TV7
TEL: 049.8077754
FAX: 049.8074636
Via Francesco Scipione Orologio, 2
35129 Padova [google maps]

direttore responsabile : Ermanno Chasen

E-Mail redazione: redazione@triveneta.tv
E-Mail commerciale: commerciale@fintrading.tv

P.iva: 00769700287

Informativa sulla privacy
Informativa estesa cookie
L'INFLAZIONE COLPISCE LE FAMIGLIE: VIA 230 EURO - Con l'aumento nello scorso mes...

TASSE ALTE E POCA SPESA SOCIALE: SEMPRE PIÙ POVERI. Il rischio di povertà ed esclusione sociale or...

INFLAZIONE RALLENTA, MA SALGONO LE SPESE FAMILIARI. I dati Istat di febbraio 2018 mostrano un generale rallentamento nella crescita dell'inflazione in Italia, m...

LA CGIA METTE IN GUARDIA: RIPRESA LENTA NEL 2018. Nonostante i recenti dati occupazionali prodotti dall'Istat, con un valore assoluto di occupati da record negli ultimi quarant'ann...

Il Comune di Padova ha reso noti i primi dati provvisori sul mutamento dell'inflazione. Ne emerge un quadro di generale ...

IMPRESE: EVASIONE FISCALE DA 93 MILIARDI DI EURO. Secondo i calcoli della Cgia di Mestre sulla base dei dati Istat, l'evasione fiscale delle imprese è scesa ne...

QUALITA' DELLA PA IN EUROPA: ITALIA IN ZONA RETROCESSIONE La Pubblica amministrazione italiana arra...

Tra il 2010 e il 2014 l'Italia ha autorizzato esportazioni nell'Africa settentrionale e nel Medio Oriente per 4,8 miliardi di euro di armi. Dopo l'Europa - seco...

Tv7 con Voi sera del 10/11/2015 - Governo e Regioni: quali interventi per suppor...

I segnali e anche i numeri sono positivi ma per cantare vittoria bisognerà attendere ancora. Lo dicono gli analisti della Cgia di Mestre che hanno presentato le previsioni di crescita per il Veneto e...