SANITA': CGIL IN PIAZZA CONTRO TAGLI E TICKET
news locale - 18/11/2011 13:06

VENEZIA, 18 NOV - Regione di eccellenza? Mica tanto; i veneti si ammalano di più rispetto a 20 anni fa e se non si investe di più e meglio in sanità il sistema è destinato ad esplodere di qui a qualche anno, a meno di non gravare una spesa altissima sugli utenti. L'allarme lo lancia la Cgil del Veneto che sta effettuando presidi e volantinaggi in una cinquantina di punti (soprattutto ospedali e strutture sanitarie) sparsi in tutta la regione. "Sono inconcepibili - dice - i continui tagli al sistema sanitario e socio sanitario a fronte di una crescita esponenziale della domanda di sanità legata anche all'incremento della popolazione anziana". I dati sono eloquenti: le patologie sono in crescita e, se nel 1993 un terzo dei veneti soffriva di una malattia cronica, nel 2010 tale problema è arrivato ad interessate il 40% dei residenti, mentre un quinto di essi soffre addirittura di due patologie croniche ed il 16% presenta problemi di ipertensione. E' indubbio che alcune affezioni un tempo mortali non lo sono più, ma è anche evidente che il bisogno di cura è destinato ad aumentare ulteriormente, soprattutto nei confronti degli anziani. Il loro numero è salito nel Veneto di quasi 300.000 unità nel ventennio che va dal 1991 ad oggi e salirà di altrettanto nei prossimi 10 anni. Se cioé all'inizio degli anni '90 gli ultrasessantacinquenni erano 680.000 e nel 2001 erano 820.000 (ossia 140.000 in piu'); oggi sono a quota 976.000 (con un incremento di 156.000 unità). Nel 2020 la crescita sarà ancora più marcata e porterà il numero di anziani a quota 1.250.000 facendo lievitare anno dopo anno il fabbisogno di prestazioni socio-sanitarie. Per questo la linea dei tagli e dei ticket imboccata dalla Regione sulla scia dei provvedimenti del Governo Berlusconi non convince e la Cgil chiede un confronto molto serio su queste materie, anche perché la decurtazione delle risorse al sistema sanitario inciderà ancor più nei prossimi anni e, se non affrontata da subito, rischia di provocare arretramenti irreversibili.

SANITA': CGIL IN PIAZZA CONTRO TAGLI E TICKET

VENEZIA, 18 NOV - Regione di eccellenza? Mica tanto; i veneti si ammalano di più rispetto a 20 anni fa e se non si investe di più e meglio in sanità il sistema è destinato ad esplodere di qui a qualche anno, a meno di non gravare una spesa altissima sugli utenti. L'allarme lo lancia la Cgil del Veneto che sta effettuando presidi e volantinaggi in una cinquantina di punti (soprattutto ospedali e strutture sanitarie) sparsi in tutta la regione. "Sono inconcepibili - dice - i continui tagli al sistema sanitario e socio sanitario a fronte di una crescita esponenziale della domanda di sanità legata anche all'incremento della popolazione anziana". I dati sono eloquenti: le patologie sono in crescita e, se nel 1993 un terzo dei veneti soffriva di una malattia cronica, nel 2010 tale problema è arrivato ad interessate il 40% dei residenti, mentre un quinto di essi soffre addirittura di due patologie croniche ed il 16% presenta problemi di ipertensione. E' indubbio che alcune affezioni un tempo mortali non lo sono più, ma è anche evidente che il bisogno di cura è destinato ad aumentare ulteriormente, soprattutto nei confronti degli anziani. Il loro numero è salito nel Veneto di quasi 300.000 unità nel ventennio che va dal 1991 ad oggi e salirà di altrettanto nei prossimi 10 anni. Se cioé all'inizio degli anni '90 gli ultrasessantacinquenni erano 680.000 e nel 2001 erano 820.000 (ossia 140.000 in piu'); oggi sono a quota 976.000 (con un incremento di 156.000 unità). Nel 2020 la crescita sarà ancora più marcata e porterà il numero di anziani a quota 1.250.000 facendo lievitare anno dopo anno il fabbisogno di prestazioni socio-sanitarie. Per questo la linea dei tagli e dei ticket imboccata dalla Regione sulla scia dei provvedimenti del Governo Berlusconi non convince e la Cgil chiede un confronto molto serio su queste materie, anche perché la decurtazione delle risorse al sistema sanitario inciderà ancor più nei prossimi anni e, se non affrontata da subito, rischia di provocare arretramenti irreversibili.

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