CRISI: SINDACO VENEZIA, TAGLIO USO CONTANTE COLPISCE CASINO'
news locale - 25/11/2011 12:18

VENEZIA, 25 NOV - "E' per garantire la prosecuzione dell'attività del Casinò di Venezia evitando forti ripercussioni a carattere economico e sociale in aggiunta a quelle già registrate, si chiede di ripristinare, a riguardo della stretta operatività delle case da gioco autorizzate, e per le sole transazioni inerenti alla vendita e acquisto di mezzi di gioco, il limite previgente di divieto d'uso del contante oltre il limite di 5 mila euro". Così, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, a nome della società Casinò di Venezia Spa, in una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, ha voluto rappresentare le gravi preoccupazioni per le sorti della casa da gioco veneziana dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio volte ad un ulteriore abbassamento della soglia di divieto di uso del contante al fine di combattere l'evasione fiscale ipotizzando tale soglia a 500 euro. A seguito di interventi normativi la soglia iniziale dei 12.500 euro era stata ridotta a 5 mila euro dall'articolo 20 del DL n78 del 2010 e successivamente a 2.500. "Gli interventi normativi e le dichiarazioni fatte - ha aggiunto il sindaco - stanno fortemente preoccupando il mondo delle Case da Gioco autorizzate, in quanto tali limiti (e la loro ulteriore riduzione) sono incompatibili con la dinamica dei giochi che si svolgono all'interno del Casinò. L'attività delle quattro case da gioco autorizzate (Campione d'Italia, Saint Vincent, San Remo e Venezia) - continua Orsoni - è già fortemente compromessa dalla crisi economica che attanaglia il nostro Paese e dai provvedimenti restrittivi fino ad oggi adottati e un ulteriore divieto non farebbe che compromettere definitivamente l'attività portando la stessa ad un punto di non ritorno". Nella missiva si ricordano anche le diverse e meno rigide normative sullo stesso tema adottate dai paesi confinanti e la direttiva comunitaria in materia che potrebbero dunque generare effetti distorsivi del mercato e della libera concorrenza.

CRISI: SINDACO VENEZIA, TAGLIO USO CONTANTE COLPISCE CASINO'

VENEZIA, 25 NOV - "E' per garantire la prosecuzione dell'attività del Casinò di Venezia evitando forti ripercussioni a carattere economico e sociale in aggiunta a quelle già registrate, si chiede di ripristinare, a riguardo della stretta operatività delle case da gioco autorizzate, e per le sole transazioni inerenti alla vendita e acquisto di mezzi di gioco, il limite previgente di divieto d'uso del contante oltre il limite di 5 mila euro". Così, il sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, a nome della società Casinò di Venezia Spa, in una lettera al presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti, ha voluto rappresentare le gravi preoccupazioni per le sorti della casa da gioco veneziana dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio volte ad un ulteriore abbassamento della soglia di divieto di uso del contante al fine di combattere l'evasione fiscale ipotizzando tale soglia a 500 euro. A seguito di interventi normativi la soglia iniziale dei 12.500 euro era stata ridotta a 5 mila euro dall'articolo 20 del DL n78 del 2010 e successivamente a 2.500. "Gli interventi normativi e le dichiarazioni fatte - ha aggiunto il sindaco - stanno fortemente preoccupando il mondo delle Case da Gioco autorizzate, in quanto tali limiti (e la loro ulteriore riduzione) sono incompatibili con la dinamica dei giochi che si svolgono all'interno del Casinò. L'attività delle quattro case da gioco autorizzate (Campione d'Italia, Saint Vincent, San Remo e Venezia) - continua Orsoni - è già fortemente compromessa dalla crisi economica che attanaglia il nostro Paese e dai provvedimenti restrittivi fino ad oggi adottati e un ulteriore divieto non farebbe che compromettere definitivamente l'attività portando la stessa ad un punto di non ritorno". Nella missiva si ricordano anche le diverse e meno rigide normative sullo stesso tema adottate dai paesi confinanti e la direttiva comunitaria in materia che potrebbero dunque generare effetti distorsivi del mercato e della libera concorrenza.

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