SCUOLE PARITARIE: ZAIA, VERSO RICORSO SU LEGGE STABILITA'
09/12/2011 12:39

VENEZIA, 9 DIC - Il Veneto mette "in mora" lo Stato sulla questione delle scuole paritarie per l'infanzia, che costituiscono il 68% del totale presente nel territorio regionale rispetto al 32% di scuole pubbliche. La Giunta regionale, su iniziativa del presidente Luca Zaia, ha dato incarico ai propri uffici di analisi giuridica di individuare eventuali profili di illegittimità costituzionale per poter ricorrere alla Corte Costituzionale nei confronti dello Stato contro la legge di stabilità 2012.

L'eventuale ricorso alla Consulta sarà patrocinato dal professor Mario Bertolissi, dell'Università di Padova. Zaia aveva preannunciato l'iniziativa nel novembre scorso, durante un incontro organizzato dalla Conferenza Episcopale del Triveneto "La scuola dell'infanzia - spiega il governatore - costituisce una tappa fondamentale nel percorso formativo dei bambini e svolge un importante ruolo di supporto alle famiglie. In Veneto, a differenza di altre Regioni, questo ruolo essenziale è svolto da 1.183 scuole paritarie, con ben 94.500 alunni, mentre gli istituti statali accolgono 45 mila bambini.

La consistenza dei dati e il fatto che in molte zone della regione non c'é alternativa alla scuola paritaria, pone la questione del rispetto del principio di parità di trattamento delle famiglie venete in riferimento al principio sulla parità di accesso al diritto allo studio garantito dalla Costituzione". "Le nostre scuole dell'infanzia paritarie, inoltre, hanno registrato negli ultimi anni un grave stato di sofferenza finanziaria - aggiunge Zaia - e denunciano evidenti sperequazioni rispetto alle scuole dell'infanzia statali: a fronte di 3200 euro pro capite di media nazionale, il Veneto riceve solo 1900 euro, come se il servizio garantito dalla Regione Veneto fosse erogato con un costo pari a circa la metà di quello fornito dallo Stato". Per contro, prosegue il presidente, il dato contabile della quota pro capite "risulta nettamente antitetico rispetto alla qualità ed efficienza del servizio erogato ai piccoli, nonché all'efficienza del sistema veneto". "A fronte di questa situazione - conclude -, la legge statale di stabilità autorizza 'la spesa di 242 milioni di euro per l'anno 2012' ma, anziché definire compiutamente le finalità dell'impegno finanziario, fa riferimento ad una norma dichiarata incostituzionale dalla Consulta nel 2006, ponendo una concreta ipoteca sull'effettiva attuabilità della disposizione di cui si tratta".

SCUOLE PARITARIE: ZAIA, VERSO RICORSO SU LEGGE STABILITA'

VENEZIA, 9 DIC - Il Veneto mette "in mora" lo Stato sulla questione delle scuole paritarie per l'infanzia, che costituiscono il 68% del totale presente nel territorio regionale rispetto al 32% di scuole pubbliche. La Giunta regionale, su iniziativa del presidente Luca Zaia, ha dato incarico ai propri uffici di analisi giuridica di individuare eventuali profili di illegittimità costituzionale per poter ricorrere alla Corte Costituzionale nei confronti dello Stato contro la legge di stabilità 2012.

L'eventuale ricorso alla Consulta sarà patrocinato dal professor Mario Bertolissi, dell'Università di Padova. Zaia aveva preannunciato l'iniziativa nel novembre scorso, durante un incontro organizzato dalla Conferenza Episcopale del Triveneto "La scuola dell'infanzia - spiega il governatore - costituisce una tappa fondamentale nel percorso formativo dei bambini e svolge un importante ruolo di supporto alle famiglie. In Veneto, a differenza di altre Regioni, questo ruolo essenziale è svolto da 1.183 scuole paritarie, con ben 94.500 alunni, mentre gli istituti statali accolgono 45 mila bambini.

La consistenza dei dati e il fatto che in molte zone della regione non c'é alternativa alla scuola paritaria, pone la questione del rispetto del principio di parità di trattamento delle famiglie venete in riferimento al principio sulla parità di accesso al diritto allo studio garantito dalla Costituzione". "Le nostre scuole dell'infanzia paritarie, inoltre, hanno registrato negli ultimi anni un grave stato di sofferenza finanziaria - aggiunge Zaia - e denunciano evidenti sperequazioni rispetto alle scuole dell'infanzia statali: a fronte di 3200 euro pro capite di media nazionale, il Veneto riceve solo 1900 euro, come se il servizio garantito dalla Regione Veneto fosse erogato con un costo pari a circa la metà di quello fornito dallo Stato". Per contro, prosegue il presidente, il dato contabile della quota pro capite "risulta nettamente antitetico rispetto alla qualità ed efficienza del servizio erogato ai piccoli, nonché all'efficienza del sistema veneto". "A fronte di questa situazione - conclude -, la legge statale di stabilità autorizza 'la spesa di 242 milioni di euro per l'anno 2012' ma, anziché definire compiutamente le finalità dell'impegno finanziario, fa riferimento ad una norma dichiarata incostituzionale dalla Consulta nel 2006, ponendo una concreta ipoteca sull'effettiva attuabilità della disposizione di cui si tratta".

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