UNO BIANCA:OCCHIPINTI IN SEMILIBERTA',LAVORA PER COOPERATIVA
news locale - 02/02/2012 12:50

PADOVA, 2 FEB - Da qualche giorno è uscito dal carcere di Padova in regime di semilibertà Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della 'Uno bianca' condannato all'ergastolo per l'assalto a un furgone portavalori che costò la vita alla guardia giurata Carlo Beccari. Occhipinti aveva visto accolta la sua richiesta di semilibertà a inizio gennaio dal tribunale di sorveglianza di Venezia, non senza aspre polemiche da parte dei familiari delle vittime della banda che operava nel bolognese. Da lunedì scorso - come riporta il Corriere del Veneto - ha cominciato a lavorare da 'esterno' per la "Cooperativa Giotto", per la quale aveva già avviato una collaborazione lavorativa da anni da dietro le sbarre. Lunedì sera, prima di rientrare in carcere nella sezione dei semiliberi, è andato a messa. Con la cooperativa padovana aveva imparato a realizzare manichini in cartapesta destinati alla moda nel 2001. Un primo lavoro che lo ha portato poi a lavorare alcuni anni fa, da dietro le sbarre per la stessa cooperativa, a dei call center per l'Asl di Padova e per alcune aziende di telefonia. Disciplinato e serissimo nel suo lavoro, ultimamente era passato alla pasticceria dove è diventato il responsabile di tutta la logistica del reparto.

UNO BIANCA:OCCHIPINTI IN SEMILIBERTA',LAVORA PER COOPERATIVA

PADOVA, 2 FEB - Da qualche giorno è uscito dal carcere di Padova in regime di semilibertà Marino Occhipinti, uno dei componenti della banda della 'Uno bianca' condannato all'ergastolo per l'assalto a un furgone portavalori che costò la vita alla guardia giurata Carlo Beccari. Occhipinti aveva visto accolta la sua richiesta di semilibertà a inizio gennaio dal tribunale di sorveglianza di Venezia, non senza aspre polemiche da parte dei familiari delle vittime della banda che operava nel bolognese. Da lunedì scorso - come riporta il Corriere del Veneto - ha cominciato a lavorare da 'esterno' per la "Cooperativa Giotto", per la quale aveva già avviato una collaborazione lavorativa da anni da dietro le sbarre. Lunedì sera, prima di rientrare in carcere nella sezione dei semiliberi, è andato a messa. Con la cooperativa padovana aveva imparato a realizzare manichini in cartapesta destinati alla moda nel 2001. Un primo lavoro che lo ha portato poi a lavorare alcuni anni fa, da dietro le sbarre per la stessa cooperativa, a dei call center per l'Asl di Padova e per alcune aziende di telefonia. Disciplinato e serissimo nel suo lavoro, ultimamente era passato alla pasticceria dove è diventato il responsabile di tutta la logistica del reparto.

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 "Io Occhipinti non lo perdono. E' un assassino ed è stato zitto sette anni. Sapeva quello che facevano e se avesse parlato poteva salvare...