TURISMO: TIOZZO (PD), PERICOLOSO DORMIRE SUGLI ALLORI
news locale - 13/02/2012 12:20

VENEZIA, 13 FEB - Lucio Tiozzo, vicecapogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, interviene con alcune riflessioni sulla situazione dell'offerta turistica del Veneto nel contesto della crisi economico-finanziaria e del bilancio di previsione 2012 presentato dalla Giunta. "Per capire il potenziale ruolo di traino che i settori del turismo e della cultura potrebbero assumere per tirar fuori dalle secche della crisi il Veneto - afferma - basta leggere qualche cifra fornita nei giorni scorsi dall'Apt, in riferimento al 2011 nella provincia di Venezia. Quei 35 milioni di turisti conteggiati in soli 12 mesi segnano un boom senza precedenti almeno nell'ultimo decennio. Non solo per Venezia (a quota 10 milioni, ha fatto registrare incrementi superiori al 10% sia negli arrivi che nelle presenze) ma in generale per tutta l'area. A riprova che, oltre alla città lagunare, non mancano luoghi di forte impatto attrattivo". "Proprio per questo, e soprattutto perché quando si parla di turismo il dormire sugli allori è cosa pericolosissima -prosegue l'esponente del Pd - ritengo di estrema gravità altri numeri. Questa volta provenienti dalla Regione Veneto e che ci parlano di trend decisamente in picchiata". "Negli ultimi due anni, dunque a partire dall'era Zaia - precisa Tiozzo - i bilanci regionali sono i migliori testimoni del precipizio nel quale sono sprofondati i finanziamenti a favore del turismo e della cultura. Per quanto riguarda il primo settore siamo passati dai 41,6 milioni, registrati con il rendiconto 2010, ai 9,5 milioni che la Giunta ha proposto per il bilancio di previsione 2012. Un crollo verticale dunque, pari al -77%. Non meno impressionante l'andamento della cultura: nel 2010 al comparto sono stati assegnati 40,5 milioni, nel 2012 la previsione è di 16,1, con una diminuzione del 60,2%. Andando più nel dettaglio si scopre che, sempre in questo biennio horribilis, alla voce 'Informazione e promozione per il turismo' sono stati sottratti 30 milioni (per quest'anno, a meno di dietrofront della Giunta regionale, ne rimarranno a disposizione meno di 8). Analogamente, guardando alla cultura, colpisce la flessione sia nell'ambito della promozione dello spettacolo (da 9,7 a 5,7 milioni, pari a - 41,5%) che in quello delle manifestazioni (da 10,4 a 4,3 milioni, ovvero - 58,8%).Un tasto, questo, attorno al quale il governo veneto ha dimostrato tra l'altro una sensibilità sui generis, con grandi finanziamenti a pioggia per le sagre di paese invece che puntare ad iniziative di qualità". "Detto questo - afferma ancora il consigliere regionale - mi sembra del tutto evidente che la Regione Veneto sia totalmente insignificante in rapporto alle dinamiche del turismo e della cultura veneta. E non è solo un problema di finanziamenti. Qualcuno potrebbe obiettare che in tempi di vacche magrissime bisogna stringere la cinghia e che bisogna far di necessità virtù, sacrificando alcuni settori (a onor del vero la giunta Zaia non ha esitato nel tagliare con l'accetta anche i fondi per i servizi sociali). Ma questo ragionamento non può esentare da gravissime colpe un governo regionale che non fa neppure di necessità virtù e che non elabora nemmeno uno straccio di strategia promozionale e di integrazione dell'offerta. Cosa che aiuterebbe a sfruttare al meglio quelle risorse e potenzialità artistiche, paesaggistiche, naturalistiche di cui è ricolmo il proprio territorio, con tutto il volano che ne deriverebbe in termini occupazionali".

TURISMO: TIOZZO (PD), PERICOLOSO DORMIRE SUGLI ALLORI

VENEZIA, 13 FEB - Lucio Tiozzo, vicecapogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale, interviene con alcune riflessioni sulla situazione dell'offerta turistica del Veneto nel contesto della crisi economico-finanziaria e del bilancio di previsione 2012 presentato dalla Giunta. "Per capire il potenziale ruolo di traino che i settori del turismo e della cultura potrebbero assumere per tirar fuori dalle secche della crisi il Veneto - afferma - basta leggere qualche cifra fornita nei giorni scorsi dall'Apt, in riferimento al 2011 nella provincia di Venezia. Quei 35 milioni di turisti conteggiati in soli 12 mesi segnano un boom senza precedenti almeno nell'ultimo decennio. Non solo per Venezia (a quota 10 milioni, ha fatto registrare incrementi superiori al 10% sia negli arrivi che nelle presenze) ma in generale per tutta l'area. A riprova che, oltre alla città lagunare, non mancano luoghi di forte impatto attrattivo". "Proprio per questo, e soprattutto perché quando si parla di turismo il dormire sugli allori è cosa pericolosissima -prosegue l'esponente del Pd - ritengo di estrema gravità altri numeri. Questa volta provenienti dalla Regione Veneto e che ci parlano di trend decisamente in picchiata". "Negli ultimi due anni, dunque a partire dall'era Zaia - precisa Tiozzo - i bilanci regionali sono i migliori testimoni del precipizio nel quale sono sprofondati i finanziamenti a favore del turismo e della cultura. Per quanto riguarda il primo settore siamo passati dai 41,6 milioni, registrati con il rendiconto 2010, ai 9,5 milioni che la Giunta ha proposto per il bilancio di previsione 2012. Un crollo verticale dunque, pari al -77%. Non meno impressionante l'andamento della cultura: nel 2010 al comparto sono stati assegnati 40,5 milioni, nel 2012 la previsione è di 16,1, con una diminuzione del 60,2%. Andando più nel dettaglio si scopre che, sempre in questo biennio horribilis, alla voce 'Informazione e promozione per il turismo' sono stati sottratti 30 milioni (per quest'anno, a meno di dietrofront della Giunta regionale, ne rimarranno a disposizione meno di 8). Analogamente, guardando alla cultura, colpisce la flessione sia nell'ambito della promozione dello spettacolo (da 9,7 a 5,7 milioni, pari a - 41,5%) che in quello delle manifestazioni (da 10,4 a 4,3 milioni, ovvero - 58,8%).Un tasto, questo, attorno al quale il governo veneto ha dimostrato tra l'altro una sensibilità sui generis, con grandi finanziamenti a pioggia per le sagre di paese invece che puntare ad iniziative di qualità". "Detto questo - afferma ancora il consigliere regionale - mi sembra del tutto evidente che la Regione Veneto sia totalmente insignificante in rapporto alle dinamiche del turismo e della cultura veneta. E non è solo un problema di finanziamenti. Qualcuno potrebbe obiettare che in tempi di vacche magrissime bisogna stringere la cinghia e che bisogna far di necessità virtù, sacrificando alcuni settori (a onor del vero la giunta Zaia non ha esitato nel tagliare con l'accetta anche i fondi per i servizi sociali). Ma questo ragionamento non può esentare da gravissime colpe un governo regionale che non fa neppure di necessità virtù e che non elabora nemmeno uno straccio di strategia promozionale e di integrazione dell'offerta. Cosa che aiuterebbe a sfruttare al meglio quelle risorse e potenzialità artistiche, paesaggistiche, naturalistiche di cui è ricolmo il proprio territorio, con tutto il volano che ne deriverebbe in termini occupazionali".

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