CRISI: RICCARDI; PESA SU FAMIGLIE, FONDI PER BIMBI E ANZIANI
news locale - 27/04/2012 11:41

VENEZIA, 27 APR - "Mi rendo conto che la crisi si scarica sulle famiglie ed è per questo che ho considerato prioritario assumere uno sguardo attento e partecipe nei loro confronti. In questo senso, ho stabilito che gli 81 milioni del fondo destinato al piano famiglia, per evitare di fare sperperi di fronte a risorse ridotte, sia vincolato dalle Regioni ai servizi socio-educativi per la prima infanzia e all'assistenza agli anziani, due punti di principale sofferenza nelle famiglie". Lo ha detto il ministro per le Politiche per la famiglia, Andrea Riccardi, nel corso del convegno a Cà Foscari sul tema 'Costruire la citta' a misura di famiglia: visioni, prospettive, responsabilita". "A questo - ha proseguito Riccardi - si collega l'attenzione alle famiglie di immigrati, perché l'integrazione avviene con più facilità attraverso la presenza di famiglie". L'intervento del ministro, dopo una citazione dalla 'Citta' invisibilé di Italo Calvino, ha mosso da una considerazione sulla crisi. "La madre della crisi - ha detto - è la trasformazione antropologica iniziata da vari decenni, ma accelerata negli ultimi anni: la vita è diventata sempre più individuale e quindi le istanze comunitarie, diventano sempre più secondarie, si appannano e scompaiono, soprattutto per i giovani e i giovani adulti. La condizione italiana e del mondo occidentale è quella di uomini e donne sempre più soli e anche la famiglia appare un legame accessorio rispetto al cammino individuale. Il vero problema non è quindi solo ribadire, attraverso politiche mirate, il valore della famiglia, ma far rinascere nel nostro Paese la cultura della famiglia, come luogo dei legami". "C'é un inversione culturale - ha aggiunto Riccardi - da operare: recuperare il senso di valore del 'noi': in questo senso, ci possiamo accorgere della ricchezza delle famiglie per la nostra società, del ruolo prezioso e insostituibile anche da un punto di vista pratico, visto che sopperiscono a quei servizi di welfare che lo Stato purtroppo non fornisce più. C'é una società da ricomporre, politicamente e culturalmente, e anche le Città devono diventare 'amiche della famiglia', perché la loro anima è data proprio dal sentirsi comunità". "La famiglia - ha concluso - è quindi la sfida del futuro: in tempo di crisi, ma anche oltre la crisi, per far rimanere la nostra società una società umana".

CRISI: RICCARDI; PESA SU FAMIGLIE, FONDI PER BIMBI E ANZIANI

VENEZIA, 27 APR - "Mi rendo conto che la crisi si scarica sulle famiglie ed è per questo che ho considerato prioritario assumere uno sguardo attento e partecipe nei loro confronti. In questo senso, ho stabilito che gli 81 milioni del fondo destinato al piano famiglia, per evitare di fare sperperi di fronte a risorse ridotte, sia vincolato dalle Regioni ai servizi socio-educativi per la prima infanzia e all'assistenza agli anziani, due punti di principale sofferenza nelle famiglie". Lo ha detto il ministro per le Politiche per la famiglia, Andrea Riccardi, nel corso del convegno a Cà Foscari sul tema 'Costruire la citta' a misura di famiglia: visioni, prospettive, responsabilita". "A questo - ha proseguito Riccardi - si collega l'attenzione alle famiglie di immigrati, perché l'integrazione avviene con più facilità attraverso la presenza di famiglie". L'intervento del ministro, dopo una citazione dalla 'Citta' invisibilé di Italo Calvino, ha mosso da una considerazione sulla crisi. "La madre della crisi - ha detto - è la trasformazione antropologica iniziata da vari decenni, ma accelerata negli ultimi anni: la vita è diventata sempre più individuale e quindi le istanze comunitarie, diventano sempre più secondarie, si appannano e scompaiono, soprattutto per i giovani e i giovani adulti. La condizione italiana e del mondo occidentale è quella di uomini e donne sempre più soli e anche la famiglia appare un legame accessorio rispetto al cammino individuale. Il vero problema non è quindi solo ribadire, attraverso politiche mirate, il valore della famiglia, ma far rinascere nel nostro Paese la cultura della famiglia, come luogo dei legami". "C'é un inversione culturale - ha aggiunto Riccardi - da operare: recuperare il senso di valore del 'noi': in questo senso, ci possiamo accorgere della ricchezza delle famiglie per la nostra società, del ruolo prezioso e insostituibile anche da un punto di vista pratico, visto che sopperiscono a quei servizi di welfare che lo Stato purtroppo non fornisce più. C'é una società da ricomporre, politicamente e culturalmente, e anche le Città devono diventare 'amiche della famiglia', perché la loro anima è data proprio dal sentirsi comunità". "La famiglia - ha concluso - è quindi la sfida del futuro: in tempo di crisi, ma anche oltre la crisi, per far rimanere la nostra società una società umana".

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