2 GIUGNO: SINDACO BELLUNESE, NO CERIMONIE E RITIRA TRICOLORE
news locale - 01/06/2012 11:12

CALALZO (BELLUNO), 1 GIU - "No alle cerimonie per il 2 giugno finché lo Stato non terrà in debita considerazione gli Enti locali virtuosi, operando tagli alla spesa con criteri razionali e non con la consueta scure che taglia la testa alle buone amministrazioni". Lo afferma il sindaco di Calalzo (Belluno), Luca De Carlo, annunciando che non parteciperà domani alle celebrazioni previste per il 2 giugno. "Inoltre - annuncia De Carlo - per tutta la giornata di sabato ritirerò la bandiera italiana dall'asta esterna al municipio, dove campeggia, in genere, 365 giorni l'anno accanto a quelle della Regione del Veneto e della Magnifica Comunità del Cadore. E questo mi riesce oggi ancora più doloroso perché il tricolore è fin dalla mia gioventù il simbolo che portavo sulla giacca quando ancora era segno di discriminazione da chi la pensava in modo differente". De Carlo, per giustificare la sua protesta, ha scritto una lettera al Prefetto di Belluno sottolineando come "mai come in questo momento noi amministratori ci sentiamo impotenti e non considerati da un Governo che, se deve operare i pur comprensibili tagli alla spesa, penalizza sempre e solo gli Enti locali".

2 GIUGNO: SINDACO BELLUNESE, NO CERIMONIE E RITIRA TRICOLORE

CALALZO (BELLUNO), 1 GIU - "No alle cerimonie per il 2 giugno finché lo Stato non terrà in debita considerazione gli Enti locali virtuosi, operando tagli alla spesa con criteri razionali e non con la consueta scure che taglia la testa alle buone amministrazioni". Lo afferma il sindaco di Calalzo (Belluno), Luca De Carlo, annunciando che non parteciperà domani alle celebrazioni previste per il 2 giugno. "Inoltre - annuncia De Carlo - per tutta la giornata di sabato ritirerò la bandiera italiana dall'asta esterna al municipio, dove campeggia, in genere, 365 giorni l'anno accanto a quelle della Regione del Veneto e della Magnifica Comunità del Cadore. E questo mi riesce oggi ancora più doloroso perché il tricolore è fin dalla mia gioventù il simbolo che portavo sulla giacca quando ancora era segno di discriminazione da chi la pensava in modo differente". De Carlo, per giustificare la sua protesta, ha scritto una lettera al Prefetto di Belluno sottolineando come "mai come in questo momento noi amministratori ci sentiamo impotenti e non considerati da un Governo che, se deve operare i pur comprensibili tagli alla spesa, penalizza sempre e solo gli Enti locali".

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