INCIDENTI MONTAGNA:MUORE ALPINISTA RIMASTO SCHIACCIATO MASSI
news locale - 25/06/2012 11:38

VICENZA, 25 GIU - Ô morto all'ospedale di Verona, N.T., 52 anni, di Bologna, l'alpinista rimasto schiacciato tra due massi, mentre scalava la guglia Il Milite, sul Carega, nel vicentino, e liberaro alcune ore dopo dai soccorritori con l'uso di microcariche esplosive per frantumare uno dei massi. L'uomo era nella fessura che divide la guglia alta 25 metri, lungo la via Pietra lata 83, quando dalla parete si è staccata una frana di roccia che lo ha investito e un masso, stimato una trentina di quintali di peso, lo ha schiacciato contro una grossa pietra incastrata più sotto. L'allarme era scattato attorno alle 14.20, lanciato da altri due alpinisti. Il 118 aveva subito inviato l'elicottero di Verona emergenza che, individuato il luogo dell'incidente a circa 1.600 metri di quota, aveva sbarcato personale medico e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, per poi, con diverse rotazioni, portare in quota sette soccorritori della Stazione di Recoaro-Valdagno e Schio, ai quali successivamente se ne sono aggiunti altri, anche della Stazione di Rovereto. Le squadre, sul posto anche i vigili del fuoco, operando in parete, avevano tentato di spostare il masso, vincolandolo con funi e cercando di sollevarlo con verricello e Tirfor, finchè era stato richiesto l'intervento di una squadra di disostruttori della VI Delegazione speleo del Soccorso alpino. I soccorritori avevano quindi messo in sicurezza il masso che teneva bloccate le gambe e il bacino del rocciatore e piazzato delle micro cariche di precisione sul sasso sottostante per tentare di aprire un varco. In serata, le squadre erano riuscite a fare spazio e a liberare l'uomo, costantemente assistito dal medico. Calato con la barella per 8 metri, era stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Verona in gravi condizioni. Dopo il ricovero l'alpinista è deceduto.

INCIDENTI MONTAGNA:MUORE ALPINISTA RIMASTO SCHIACCIATO MASSI

VICENZA, 25 GIU - Ô morto all'ospedale di Verona, N.T., 52 anni, di Bologna, l'alpinista rimasto schiacciato tra due massi, mentre scalava la guglia Il Milite, sul Carega, nel vicentino, e liberaro alcune ore dopo dai soccorritori con l'uso di microcariche esplosive per frantumare uno dei massi. L'uomo era nella fessura che divide la guglia alta 25 metri, lungo la via Pietra lata 83, quando dalla parete si è staccata una frana di roccia che lo ha investito e un masso, stimato una trentina di quintali di peso, lo ha schiacciato contro una grossa pietra incastrata più sotto. L'allarme era scattato attorno alle 14.20, lanciato da altri due alpinisti. Il 118 aveva subito inviato l'elicottero di Verona emergenza che, individuato il luogo dell'incidente a circa 1.600 metri di quota, aveva sbarcato personale medico e tecnico del Soccorso alpino di turno con l'equipaggio, per poi, con diverse rotazioni, portare in quota sette soccorritori della Stazione di Recoaro-Valdagno e Schio, ai quali successivamente se ne sono aggiunti altri, anche della Stazione di Rovereto. Le squadre, sul posto anche i vigili del fuoco, operando in parete, avevano tentato di spostare il masso, vincolandolo con funi e cercando di sollevarlo con verricello e Tirfor, finchè era stato richiesto l'intervento di una squadra di disostruttori della VI Delegazione speleo del Soccorso alpino. I soccorritori avevano quindi messo in sicurezza il masso che teneva bloccate le gambe e il bacino del rocciatore e piazzato delle micro cariche di precisione sul sasso sottostante per tentare di aprire un varco. In serata, le squadre erano riuscite a fare spazio e a liberare l'uomo, costantemente assistito dal medico. Calato con la barella per 8 metri, era stato imbarcato e trasportato all'ospedale di Verona in gravi condizioni. Dopo il ricovero l'alpinista è deceduto.

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