RICATTANO COMPAGNI SCUOLA MEDIA,TRE DENUNCIATI DA PS VENEZIA
news locale - 04/07/2012 11:21

VENEZIA, 4 LUG - Coinvolgevano i compagni di classe di una scuola media inferiore veneziana in qualche azione teppistica e poi li ricattavano: per questo tre ragazzi tra i 13 e 15 anni sono stati denunciati dalla squadra mobile della città lagunare per estorsione continuata. Tutto inizia alla fine dell'anno scolastico quando i tre piccoli indagati (2 immigrati e un italiano), che vivono in un comune non distante da Mestre, incrociano in bicicletta due compagni di classe. Li convincono a seguirli in aperta campagna e qui iniziano a tirare tutti insieme sassi contro un casolare abbandonato, rompendone i vetri delle finestre. Azioni che vengono riprese con il videotelefonino e che sono poi oggetto di ricatto da parte dei tre contro gli altri due: 50 euro a testa e viene dimenticato tutto, altrimenti le immagini possono finire alla polizia. Le due vittime prima resistono, ma poi pressati da sms dal tenore minaccioso ("pagate altrimenti per voi è la fine") cedono e pagano, pensando che la faccenda muoia così. Invece, le richieste continuano soprattutto a scuola: nuovamente 50 euro per dimenticare tutto. Ancora una volta i 'bulli'' riescono a sopraffare i compagni che per poter pagare sottraggono il denaro dal portafogli di papà. Uno dei due genitori se ne accorge e mette alle strette il figlio che tra una lacrima e l'altra racconta tutto. Padre e figlio si rivolgono alla Questura di Venezia che, in accordo con la magistratura minorile, avvia gli accertamenti scoprendo che ci sono altre piccole vittime, sempre tra i banchi della scuola media. Stamani sono scattate le perquisizioni e gli agenti della 'mobile' hanno sequestrato, tra l'altro, i telefonini con le immagini 'vietate' e dai quali sono partiti gli sms di ricatto.

RICATTANO COMPAGNI SCUOLA MEDIA,TRE DENUNCIATI DA PS VENEZIA

VENEZIA, 4 LUG - Coinvolgevano i compagni di classe di una scuola media inferiore veneziana in qualche azione teppistica e poi li ricattavano: per questo tre ragazzi tra i 13 e 15 anni sono stati denunciati dalla squadra mobile della città lagunare per estorsione continuata. Tutto inizia alla fine dell'anno scolastico quando i tre piccoli indagati (2 immigrati e un italiano), che vivono in un comune non distante da Mestre, incrociano in bicicletta due compagni di classe. Li convincono a seguirli in aperta campagna e qui iniziano a tirare tutti insieme sassi contro un casolare abbandonato, rompendone i vetri delle finestre. Azioni che vengono riprese con il videotelefonino e che sono poi oggetto di ricatto da parte dei tre contro gli altri due: 50 euro a testa e viene dimenticato tutto, altrimenti le immagini possono finire alla polizia. Le due vittime prima resistono, ma poi pressati da sms dal tenore minaccioso ("pagate altrimenti per voi è la fine") cedono e pagano, pensando che la faccenda muoia così. Invece, le richieste continuano soprattutto a scuola: nuovamente 50 euro per dimenticare tutto. Ancora una volta i 'bulli'' riescono a sopraffare i compagni che per poter pagare sottraggono il denaro dal portafogli di papà. Uno dei due genitori se ne accorge e mette alle strette il figlio che tra una lacrima e l'altra racconta tutto. Padre e figlio si rivolgono alla Questura di Venezia che, in accordo con la magistratura minorile, avvia gli accertamenti scoprendo che ci sono altre piccole vittime, sempre tra i banchi della scuola media. Stamani sono scattate le perquisizioni e gli agenti della 'mobile' hanno sequestrato, tra l'altro, i telefonini con le immagini 'vietate' e dai quali sono partiti gli sms di ricatto.

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