SPARATORIA CASERMA CC: IN OLTRE MILLE A FUNERALI OMICIDA
news locale - 08/10/2012 13:36

PORTO VIRO (ROVIGO), 8 OTT - In oltre un migliaio si sono stetti alla moglie ed al figlio dell'appuntato dei carabinieri Renato Addario, i cui funerali si sono tenuti oggi nella chiesa di san Bartolomeo a Porto Viro (Rovigo). Addario si era suicidato dopo aver ucciso con l'arma di ordinanza il suo comandante di stazione e la moglie di quest'ultimo in un momento di follia scatenato da presunti rancori covati negli anni tra i due. In chiesa, accanto al figlio, i suoi compagni di scuola e i suoi amici, in tenuta di gioco, della locale squadra di calcio in cui milita. Tantissimi amici e cittadini presenti, tanto che la chiesa si è dimostrata insufficiente ad accoglierli tutti, costringendo molti a seguire le esequie dal sagrato. L'omelia del parroco, don Giuseppe Cremonesi, che ha scelto un brano dal Vangelo di Giovanni e che ben conosceva le vittime di questa tragedia, si è incentrata sulla famiglia dell'appuntato, invitando "a non cercare di dare una ragione all'accaduto" ma "a guardare avanti e stare vicino a chi dalla vicenda è rimasto provato". Il parroco ha avuto parole anche per i carabinieri "che sono una grande famiglia sempre disponibile" e proprio per questo "hanno ora il compito di 'accompagnare' il figlio di Renato".

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PORTO VIRO (ROVIGO), 8 OTT - In oltre un migliaio si sono stetti alla moglie ed al figlio dell'appuntato dei carabinieri Renato Addario, i cui funerali si sono tenuti oggi nella chiesa di san Bartolomeo a Porto Viro (Rovigo). Addario si era suicidato dopo aver ucciso con l'arma di ordinanza il suo comandante di stazione e la moglie di quest'ultimo in un momento di follia scatenato da presunti rancori covati negli anni tra i due. In chiesa, accanto al figlio, i suoi compagni di scuola e i suoi amici, in tenuta di gioco, della locale squadra di calcio in cui milita. Tantissimi amici e cittadini presenti, tanto che la chiesa si è dimostrata insufficiente ad accoglierli tutti, costringendo molti a seguire le esequie dal sagrato. L'omelia del parroco, don Giuseppe Cremonesi, che ha scelto un brano dal Vangelo di Giovanni e che ben conosceva le vittime di questa tragedia, si è incentrata sulla famiglia dell'appuntato, invitando "a non cercare di dare una ragione all'accaduto" ma "a guardare avanti e stare vicino a chi dalla vicenda è rimasto provato". Il parroco ha avuto parole anche per i carabinieri "che sono una grande famiglia sempre disponibile" e proprio per questo "hanno ora il compito di 'accompagnare' il figlio di Renato".

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