BALNEARI: FINOZZI, MINISTRO GNUDI HA IMBOCCATO STRADA GIUSTA
news locale - 12/10/2012 13:05

VENEZIA, 12 OTT - "Il Ministro Piero Gnudi sembra aver imboccato la strada giusta sulla questione delle concessioni demaniali con finalità turistiche, con proposte che conciliano la cosiddetta Direttiva Bolkenstain, che prevede la loro assegnazione tramite gara, e l'esigenza di tenere conto degli investimenti e dei risultati ottenuti dagli attuali gestori". Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto, prima regione d'Italia nel settore economico dell'ospitalità, non nasconde la sua soddisfazione per i contenuti dell'incontro svoltosi ieri a Roma tra il Ministro e gli assessori regionali interessati al settore. "Gnudi ha elencato una serie di principi che saranno contenuti nel Decreto interministeriale in materia - ha spiegato - e sembrava che stesse leggendo il disegno di Legge presentato a suo tempo in Consiglio dalla Giunta veneta, provvedimento al quale c'é ora da augurare che possa diventare legge i cui contenuti vengano da subito applicati". Le proposte annunciate riguardano infatti: una durata delle concessioni da 6 a 25 anni; l'assegnazione mediante l'evidenza pubblica: la definizione di criteri di assegnazione che tengano conto della specificità delle singole aree territoriali, della professionalità delle imprese balneari, della sostenibilità degli investimenti che saranno realizzati nel demanio marittimo. E' inoltre previsto un indennizzo per gli investimenti effettuati a quei gestori che in futuro potrebbero non vedere rinnovata la concessione demaniale. Il decreto interministeriale sarà una norma quadro ma il grosso del lavoro e delle attività saranno demandate alle Regioni, che le definiranno con proprie leggi, e ai Comuni interessati. "Il problema principale - ha ricordato Finozzi - è ora fare presto e fare bene: le imprese balneari del Veneto vogliono regole chiare e certe e sicurezza di base per svolgere le attività e fare quegli investimenti, innovazioni e modernizzazioni che il turista italiano e straniero si aspetta di trovare. Il turismo balneare è il nostro fiore all'occhiello e lo è per altre Regioni italiane: nel solo Veneto sono oltre 500 le concessioni che vengono gestite in forma imprenditoriale in oltre 100 km di litorale attrezzato e che fanno del turismo balneare il tematismo più importante dopo le città d'arte, con il 24% degli oltre 15 milioni di arrivi, per il 62% rappresentati da turisti stranieri; oltre 26 milioni di presenze, il 42% dei pernottamenti totali in Veneto, riguardano le spiagge, mentre in Italia sono oltre 30 mila le imprese turistiche che si occupano di balneare".

BALNEARI: FINOZZI, MINISTRO GNUDI HA IMBOCCATO STRADA GIUSTA

VENEZIA, 12 OTT - "Il Ministro Piero Gnudi sembra aver imboccato la strada giusta sulla questione delle concessioni demaniali con finalità turistiche, con proposte che conciliano la cosiddetta Direttiva Bolkenstain, che prevede la loro assegnazione tramite gara, e l'esigenza di tenere conto degli investimenti e dei risultati ottenuti dagli attuali gestori". Marino Finozzi, assessore al turismo del Veneto, prima regione d'Italia nel settore economico dell'ospitalità, non nasconde la sua soddisfazione per i contenuti dell'incontro svoltosi ieri a Roma tra il Ministro e gli assessori regionali interessati al settore. "Gnudi ha elencato una serie di principi che saranno contenuti nel Decreto interministeriale in materia - ha spiegato - e sembrava che stesse leggendo il disegno di Legge presentato a suo tempo in Consiglio dalla Giunta veneta, provvedimento al quale c'é ora da augurare che possa diventare legge i cui contenuti vengano da subito applicati". Le proposte annunciate riguardano infatti: una durata delle concessioni da 6 a 25 anni; l'assegnazione mediante l'evidenza pubblica: la definizione di criteri di assegnazione che tengano conto della specificità delle singole aree territoriali, della professionalità delle imprese balneari, della sostenibilità degli investimenti che saranno realizzati nel demanio marittimo. E' inoltre previsto un indennizzo per gli investimenti effettuati a quei gestori che in futuro potrebbero non vedere rinnovata la concessione demaniale. Il decreto interministeriale sarà una norma quadro ma il grosso del lavoro e delle attività saranno demandate alle Regioni, che le definiranno con proprie leggi, e ai Comuni interessati. "Il problema principale - ha ricordato Finozzi - è ora fare presto e fare bene: le imprese balneari del Veneto vogliono regole chiare e certe e sicurezza di base per svolgere le attività e fare quegli investimenti, innovazioni e modernizzazioni che il turista italiano e straniero si aspetta di trovare. Il turismo balneare è il nostro fiore all'occhiello e lo è per altre Regioni italiane: nel solo Veneto sono oltre 500 le concessioni che vengono gestite in forma imprenditoriale in oltre 100 km di litorale attrezzato e che fanno del turismo balneare il tematismo più importante dopo le città d'arte, con il 24% degli oltre 15 milioni di arrivi, per il 62% rappresentati da turisti stranieri; oltre 26 milioni di presenze, il 42% dei pernottamenti totali in Veneto, riguardano le spiagge, mentre in Italia sono oltre 30 mila le imprese turistiche che si occupano di balneare".

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