SI TOGLIE LA VITA ALLO STADIO, SQUADRE GIOCANO LO STESSO
news locale - 16/10/2012 11:50

VENEZIA, 16 OTT - "La vita di una persona non vale niente": così il parroco di Lugugnana (Venezia), don Roberto Battel, esprime tutta la sua indignazione per la decisione di far disputare domenica scorsa una partita di calcio di seconda categoria nello stesso terreno di gioco in cui, poco prima, si era suicidato un uomo, impiccandosi ad una trave del soffitto della biglietteria. E' stata proprio la società sportiva di casa, come riporta il Corriere del Veneto, a trovare il cadavere di un sessantenne di nazionalità romena, nell'aprire l'impianto in vista dell'incontro con il Libertas Ceggia. Dopo l'intervento dei sanitari e dei Carabinieri e il trasporto del cadavere in obitorio, la partita si è giocata comunque. Una decisione che suscita la rabbia del parroco, che ha deciso di dedicare all'accaduto la riflessione del settimanale parrocchiale. Don Battel conosceva l'uomo che si è tolto la vita: da tempo manifestava il suo disagio per una difficile situazione familiare e su quel campo di calcio, da spettatore, aveva trascorso molti dei suoi pomeriggi di solitudine. "Sinceramente penso che sarebbe stato opportuno non giocare - ammette il vicepresidente del Lugugnana, Mauro Guglielmini - però, considerando che la biglietteria non è dentro il campo e che entrambi i presidenti volevano disputare la partita, si è continuato. Abbiamo vinto 6 a 0 e siamo in testa alla classifica - continua - ma non è stata una grande vittoria morale".

SI TOGLIE LA VITA ALLO STADIO, SQUADRE GIOCANO LO STESSO

VENEZIA, 16 OTT - "La vita di una persona non vale niente": così il parroco di Lugugnana (Venezia), don Roberto Battel, esprime tutta la sua indignazione per la decisione di far disputare domenica scorsa una partita di calcio di seconda categoria nello stesso terreno di gioco in cui, poco prima, si era suicidato un uomo, impiccandosi ad una trave del soffitto della biglietteria. E' stata proprio la società sportiva di casa, come riporta il Corriere del Veneto, a trovare il cadavere di un sessantenne di nazionalità romena, nell'aprire l'impianto in vista dell'incontro con il Libertas Ceggia. Dopo l'intervento dei sanitari e dei Carabinieri e il trasporto del cadavere in obitorio, la partita si è giocata comunque. Una decisione che suscita la rabbia del parroco, che ha deciso di dedicare all'accaduto la riflessione del settimanale parrocchiale. Don Battel conosceva l'uomo che si è tolto la vita: da tempo manifestava il suo disagio per una difficile situazione familiare e su quel campo di calcio, da spettatore, aveva trascorso molti dei suoi pomeriggi di solitudine. "Sinceramente penso che sarebbe stato opportuno non giocare - ammette il vicepresidente del Lugugnana, Mauro Guglielmini - però, considerando che la biglietteria non è dentro il campo e che entrambi i presidenti volevano disputare la partita, si è continuato. Abbiamo vinto 6 a 0 e siamo in testa alla classifica - continua - ma non è stata una grande vittoria morale".

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