MAFIA: A PADOVA FESTA 'AVVISO PUBBLICO', NORDEST A RISCHIO
news locale - 25/10/2012 11:35

PADOVA, 25 OTT - "Queste terre non sono terre di mafia, anche se hanno conosciuto la mala del Brenta, ma interessano molto alle mafie per fare riciclaggio, traffico di stupefacenti ed altre attività criminali". Così Paolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha aperto la tre giorni di convegni sul tema "Legalità organizzata" in corso da oggi a sabato a Padova. E' la quarta festa nazionale di Avviso pubblico, associazione che raggruppa Regioni e amministrazioni pubbliche per la legalità. "Nel Nordest al 3 settembre di quest'anno - ha aggiunto - ci sono 119 beni confiscati alla mafia, di cui 89 nel Veneto. La Banca d'Italia ha ricevuto dal Nordest tra il 2010 e il 2011 segnalazioni in crescita del 10% di operazioni in odore di riciclaggio. E' la regione il Veneto in cui 30 imprenditori si sono suicidati strozzati dalla crisi e dalle banche, ma è anche quella dove sempre più spesso si presentano emissari delle mafie con valigie piene di soldi per aprofittare di questo momento di crisi e infiltrarsi in questo territorio". "Per reagire a tutto - ha concluso Romani - questo occorre diffondere e difendere la buona politica". "Abbiamo di fronte una sfida: come affrontare l'attacco frontale che le mafie stanno portando anche il nord - ha detto Claudio Piron, assessore comunale all'istruzione - come diceva don Peppe Diana, ucciso dalla camorra a Casal di Principe nel '94: 'le mafie tolgono i diritti svuotando e violentando i cittadinì. Altrimenti succede quello che in questi giorni ci rende sgomenti, dilaga la corruzione che coinvolge anche pezzi del sistema politico e delle istituzioni. Non a caso partiamo dall'educare: i giovani sono la prima e più grande risorsa su cui questo Paese può ripartire. Per sconfiggere la mafia è necessario un esercito di buoni insegnanti". Molto applaudito l'intervento di Libera don Luigi Ciotti che rivolgendosi ai ragazzi ha detto: "E' importante essere qui oggi nel Veneto. Siete le sentinelle dell'Italia che deve ripartire dalla legalità che è il rispetto per gli altri, il rifiuto delle prevaricazioni e della negazione dei diritti. La corruzione, le mafie, si possono battere. Basta crederci ed essere coerenti ad ogni livello". "Occorre ricordare come stiamo facendo quest'anno - ha aggiunto -, il generale Dalla chiesa, Falcone e Borsellino. Ma non con una memoria che si ferma alle parole di circostanza non è vera memoria: è una celebrazione sterile, indegna dell'esempio di chi è morto per la giustizia. La memoria bisogna incarnarla con la propria vita dando speranza a tutti coloro che ancora vivono prigionieri di ricatti e della violenza mafiosa".
 

MAFIA: A PADOVA FESTA 'AVVISO PUBBLICO', NORDEST A RISCHIO

PADOVA, 25 OTT - "Queste terre non sono terre di mafia, anche se hanno conosciuto la mala del Brenta, ma interessano molto alle mafie per fare riciclaggio, traffico di stupefacenti ed altre attività criminali". Così Paolo Romani, coordinatore nazionale di Avviso Pubblico, ha aperto la tre giorni di convegni sul tema "Legalità organizzata" in corso da oggi a sabato a Padova. E' la quarta festa nazionale di Avviso pubblico, associazione che raggruppa Regioni e amministrazioni pubbliche per la legalità. "Nel Nordest al 3 settembre di quest'anno - ha aggiunto - ci sono 119 beni confiscati alla mafia, di cui 89 nel Veneto. La Banca d'Italia ha ricevuto dal Nordest tra il 2010 e il 2011 segnalazioni in crescita del 10% di operazioni in odore di riciclaggio. E' la regione il Veneto in cui 30 imprenditori si sono suicidati strozzati dalla crisi e dalle banche, ma è anche quella dove sempre più spesso si presentano emissari delle mafie con valigie piene di soldi per aprofittare di questo momento di crisi e infiltrarsi in questo territorio". "Per reagire a tutto - ha concluso Romani - questo occorre diffondere e difendere la buona politica". "Abbiamo di fronte una sfida: come affrontare l'attacco frontale che le mafie stanno portando anche il nord - ha detto Claudio Piron, assessore comunale all'istruzione - come diceva don Peppe Diana, ucciso dalla camorra a Casal di Principe nel '94: 'le mafie tolgono i diritti svuotando e violentando i cittadinì. Altrimenti succede quello che in questi giorni ci rende sgomenti, dilaga la corruzione che coinvolge anche pezzi del sistema politico e delle istituzioni. Non a caso partiamo dall'educare: i giovani sono la prima e più grande risorsa su cui questo Paese può ripartire. Per sconfiggere la mafia è necessario un esercito di buoni insegnanti". Molto applaudito l'intervento di Libera don Luigi Ciotti che rivolgendosi ai ragazzi ha detto: "E' importante essere qui oggi nel Veneto. Siete le sentinelle dell'Italia che deve ripartire dalla legalità che è il rispetto per gli altri, il rifiuto delle prevaricazioni e della negazione dei diritti. La corruzione, le mafie, si possono battere. Basta crederci ed essere coerenti ad ogni livello". "Occorre ricordare come stiamo facendo quest'anno - ha aggiunto -, il generale Dalla chiesa, Falcone e Borsellino. Ma non con una memoria che si ferma alle parole di circostanza non è vera memoria: è una celebrazione sterile, indegna dell'esempio di chi è morto per la giustizia. La memoria bisogna incarnarla con la propria vita dando speranza a tutti coloro che ancora vivono prigionieri di ricatti e della violenza mafiosa".
 

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