FSE: DONAZZAN INCONTRA FUNZIONARI COMMISSIONE UE
news locale - 09/11/2012 13:12

VENEZIA, 9 NOV - La programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 è stata al centro di un incontro svoltosi a Venezia, nella sede della Giunta regionale, tra l'Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan e i funzionari della Commissione Europea, in vista della programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020. E' stata analizzata l'attuazione del Programma Operativo Regionale Fse Veneto 2007-2013 che ha un quadro sostanzialmente positivo dell'andamento del Programma, ormai entrato nell'ultima fase del suo ciclo di vita, e che ha evidenziato come l'integrazione tra le istituzioni europee e la Regione del Veneto sia strategica per affrontare le problematiche legate alla perdurante crisi economica. "Sono contenta di come abbiamo utilizzato le risorse fino ad oggi", ha detto Donazzan, soddisfatta del plauso che i funzionari europei hanno rivolto al lavoro svolto dal Veneto. "Il ruolo della Pubblica Amministrazione - ha aggiunto - è fondamentale per un corretto utilizzo dei fondi necessari per promuovere interventi mirati e significativi, a fronte della riduzione delle risorse". Lo scoppio della crisi, è stato detto, ha stravolto gli equilibri consolidati nell'attuazione della programmazione FSE rendendo necessaria una profonda revisione degli obiettivi e delle azioni da perseguire". In questi mesi, l'Amministrazione regionale ha finalizzato le risorse del Fse verso una strategia di occupabilità e adattabilità, secondo due direttrici: il rilancio delle attività intraprese negli anni precedenti e l'avvio di nuove azioni, per riqualificare il tessuto economico locale colpito dalla crisi. Dai percorsi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione e il reimpiego dei lavoratori inoccupati, attraverso l'assegnazione delle doti lavoro ai lavoratori in cassa integrazione in deroga e in mobilità in deroga, alle azioni in materia di politiche giovanili ispirate alla promozione e incentivazione di interventi per valorizzare il potenziale dei giovani e migliorarne la situazione occupazionale. Su questa lunghezza d'onda si articola la progettazione della programmazione 2014-2020 del Fse, con tre aspetti essenziali: l'Europa chiede agli Stati membri e alle Regioni di farsi garanti della capacità di mettere in campo e realizzare le politiche individuate come prioritarie, ai diversi livelli; l'istanza di concentrazione delle policies, rafforzata rispetto al passato, a garanzia di un'effettiva ed efficiente finalizzazione dei fondi alla strategia Europa 2020;la maggior libertà stanti i vincoli di concentrazione delle risorse, di allocare i fondi in relazione alle politiche e alle priorità individuate territorialmente, sulla base del contesto e della capacità d'intervento maturata dai sistemi. Un ulteriore importante elemento di innovazione è dato dall'estensione del Fse a nuovi segmenti di welfare, attraverso l'inclusione sociale, che vincola il 20% delle risorse. Si tratta di un cambiamento di approccio importante, poiché segna un cambio di passo verso la logica di un "welfare to work", ancora relativamente nuova negli schemi di intervento nazionali.

FSE: DONAZZAN INCONTRA FUNZIONARI COMMISSIONE UE

VENEZIA, 9 NOV - La programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020 è stata al centro di un incontro svoltosi a Venezia, nella sede della Giunta regionale, tra l'Assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Elena Donazzan e i funzionari della Commissione Europea, in vista della programmazione del Fondo Sociale Europeo 2014-2020. E' stata analizzata l'attuazione del Programma Operativo Regionale Fse Veneto 2007-2013 che ha un quadro sostanzialmente positivo dell'andamento del Programma, ormai entrato nell'ultima fase del suo ciclo di vita, e che ha evidenziato come l'integrazione tra le istituzioni europee e la Regione del Veneto sia strategica per affrontare le problematiche legate alla perdurante crisi economica. "Sono contenta di come abbiamo utilizzato le risorse fino ad oggi", ha detto Donazzan, soddisfatta del plauso che i funzionari europei hanno rivolto al lavoro svolto dal Veneto. "Il ruolo della Pubblica Amministrazione - ha aggiunto - è fondamentale per un corretto utilizzo dei fondi necessari per promuovere interventi mirati e significativi, a fronte della riduzione delle risorse". Lo scoppio della crisi, è stato detto, ha stravolto gli equilibri consolidati nell'attuazione della programmazione FSE rendendo necessaria una profonda revisione degli obiettivi e delle azioni da perseguire". In questi mesi, l'Amministrazione regionale ha finalizzato le risorse del Fse verso una strategia di occupabilità e adattabilità, secondo due direttrici: il rilancio delle attività intraprese negli anni precedenti e l'avvio di nuove azioni, per riqualificare il tessuto economico locale colpito dalla crisi. Dai percorsi di politica attiva per il reinserimento, la riqualificazione e il reimpiego dei lavoratori inoccupati, attraverso l'assegnazione delle doti lavoro ai lavoratori in cassa integrazione in deroga e in mobilità in deroga, alle azioni in materia di politiche giovanili ispirate alla promozione e incentivazione di interventi per valorizzare il potenziale dei giovani e migliorarne la situazione occupazionale. Su questa lunghezza d'onda si articola la progettazione della programmazione 2014-2020 del Fse, con tre aspetti essenziali: l'Europa chiede agli Stati membri e alle Regioni di farsi garanti della capacità di mettere in campo e realizzare le politiche individuate come prioritarie, ai diversi livelli; l'istanza di concentrazione delle policies, rafforzata rispetto al passato, a garanzia di un'effettiva ed efficiente finalizzazione dei fondi alla strategia Europa 2020;la maggior libertà stanti i vincoli di concentrazione delle risorse, di allocare i fondi in relazione alle politiche e alle priorità individuate territorialmente, sulla base del contesto e della capacità d'intervento maturata dai sistemi. Un ulteriore importante elemento di innovazione è dato dall'estensione del Fse a nuovi segmenti di welfare, attraverso l'inclusione sociale, che vincola il 20% delle risorse. Si tratta di un cambiamento di approccio importante, poiché segna un cambio di passo verso la logica di un "welfare to work", ancora relativamente nuova negli schemi di intervento nazionali.

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