SALUTE: RUFFATO, CEFALEE CRONICHE TRA MALATTIE INVALIDANTI
news locale - 26/11/2012 12:48

VENEZIA, 26 NOV - "Le cefalee croniche rientrano sicuramente nell'ambito delle malattie invalidanti e quindi con forte impatto sociale e come tali vanno contrastate con impegno nonostante la consistente riduzione delle risorse che sta imponendo scelte difficili e dolorose nella razionalizzazione della rete socio-sanitaria". Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato aprendo i lavori del convegno "Gli aspetti epidemiologici, clinico-gestionali e socio-economici delle cefalee croniche: lo stato dell'arte e i possibili nuovi approcci" ospitato a Palazzo Ferro-Fini nell'aula dell'assemblea legislativa veneta. "Il Veneto - ha affermato ancora Ruffato - ha già fatto un primo passo concreto approvando una proposta di legge nazionale presentata dalla consigliera leghista Arianna Lazzarini che attende di essere discussa dal Parlamento. Questo testo di legge chiede al Ministero alla Salute il riconoscimento ufficiale della cefalea cronica come "malattia invalidante" in quanto in grado di limitare e compromettere severamente la capacità di far fronte ai propri impegni di famiglia e sul lavoro. Piena adesione alla proposta approvata dal Consiglio regionale del Veneto e l'impegno a trasformarla in legge dello Stato sono stati espressi dal senatore Antonio Tomassini, presente a palazzo Ferro-Fini, nella sua duplice veste di presidente della commissione Igiene e Sanità Pubblica di palazzo Madama e dell'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione che ha promosso, in collaborazione con il Consiglio regionale del Veneto, il convegno odierno. L'Organizzazione mondiale della sanità classifica le cefalee croniche al 19 posto tra le patologie invalidanti (al 12 nella graduatoria delle patologie al femminile). In Italia si calcola che l'impatto totale della patologia raggiunga i 21 miliardi di euro (2.648 euro a paziente per la forma cronica, 829 euro a paziente per quella episodica), per il 93 per cento rappresentanti da oneri di natura sociale, familiare, lavorativa e affettiva.

SALUTE: RUFFATO, CEFALEE CRONICHE TRA MALATTIE INVALIDANTI

VENEZIA, 26 NOV - "Le cefalee croniche rientrano sicuramente nell'ambito delle malattie invalidanti e quindi con forte impatto sociale e come tali vanno contrastate con impegno nonostante la consistente riduzione delle risorse che sta imponendo scelte difficili e dolorose nella razionalizzazione della rete socio-sanitaria". Lo ha affermato il presidente del Consiglio regionale del Veneto Clodovaldo Ruffato aprendo i lavori del convegno "Gli aspetti epidemiologici, clinico-gestionali e socio-economici delle cefalee croniche: lo stato dell'arte e i possibili nuovi approcci" ospitato a Palazzo Ferro-Fini nell'aula dell'assemblea legislativa veneta. "Il Veneto - ha affermato ancora Ruffato - ha già fatto un primo passo concreto approvando una proposta di legge nazionale presentata dalla consigliera leghista Arianna Lazzarini che attende di essere discussa dal Parlamento. Questo testo di legge chiede al Ministero alla Salute il riconoscimento ufficiale della cefalea cronica come "malattia invalidante" in quanto in grado di limitare e compromettere severamente la capacità di far fronte ai propri impegni di famiglia e sul lavoro. Piena adesione alla proposta approvata dal Consiglio regionale del Veneto e l'impegno a trasformarla in legge dello Stato sono stati espressi dal senatore Antonio Tomassini, presente a palazzo Ferro-Fini, nella sua duplice veste di presidente della commissione Igiene e Sanità Pubblica di palazzo Madama e dell'Associazione parlamentare per la tutela e la promozione del diritto alla prevenzione che ha promosso, in collaborazione con il Consiglio regionale del Veneto, il convegno odierno. L'Organizzazione mondiale della sanità classifica le cefalee croniche al 19 posto tra le patologie invalidanti (al 12 nella graduatoria delle patologie al femminile). In Italia si calcola che l'impatto totale della patologia raggiunga i 21 miliardi di euro (2.648 euro a paziente per la forma cronica, 829 euro a paziente per quella episodica), per il 93 per cento rappresentanti da oneri di natura sociale, familiare, lavorativa e affettiva.

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