CLONAVA CARTE CREDITO, POLIZIA ARRESTA A VENEZIA 70ENNE
news locale - 27/03/2013 11:34

VENEZIA, 27 MAR - La Squadra mobile di Venezia ha arrestato per associazione per delinquere Vincenzo Pipino, 70 anni, accusato di aver partecipato alla clonazione di centinaia di carte di credito che poi utilizzava per le proprie spese. L'uomo, già noto per aver rubato nel 1998 il quadro del Canaletto 'Il Fonteghetto della farina' a Palazzo Giustiniani a Venezia, di proprietà della famiglia Falk, secondo la Polizia aveva costituito un'associazione criminale specializzata nell'intercettare codici e numeri di carte di credito che i turisti usavano nei ristoranti lagunari, per poi apporli su carte clonate che utilizzava a suo vantaggio. In particolare Pipino, con svariate carte d'identità tutte false e con nomi di fantasia, accedeva nelle sale da gioco del Nord Italia e della Slovenia acquistando con le carte clonate titoli di gioco elettronici che poi monetizzava alla cassa degli stessi casinò. La polizia ha accertato che sono stati incassati, con questo sistema, centinaia di migliaia di euro. Il provvedimento di fermo è stato disposto dal pm lagunare Federico Bressan. Pipino, nel passato, è stato anche condannato a 11 anni di carcere per detenzione e traffico di droga, nell'ambito di un'indagine sempre della Squadra mobile veneziana, condanna che è stata confermata anche in appello.

CLONAVA CARTE CREDITO, POLIZIA ARRESTA A VENEZIA 70ENNE

VENEZIA, 27 MAR - La Squadra mobile di Venezia ha arrestato per associazione per delinquere Vincenzo Pipino, 70 anni, accusato di aver partecipato alla clonazione di centinaia di carte di credito che poi utilizzava per le proprie spese. L'uomo, già noto per aver rubato nel 1998 il quadro del Canaletto 'Il Fonteghetto della farina' a Palazzo Giustiniani a Venezia, di proprietà della famiglia Falk, secondo la Polizia aveva costituito un'associazione criminale specializzata nell'intercettare codici e numeri di carte di credito che i turisti usavano nei ristoranti lagunari, per poi apporli su carte clonate che utilizzava a suo vantaggio. In particolare Pipino, con svariate carte d'identità tutte false e con nomi di fantasia, accedeva nelle sale da gioco del Nord Italia e della Slovenia acquistando con le carte clonate titoli di gioco elettronici che poi monetizzava alla cassa degli stessi casinò. La polizia ha accertato che sono stati incassati, con questo sistema, centinaia di migliaia di euro. Il provvedimento di fermo è stato disposto dal pm lagunare Federico Bressan. Pipino, nel passato, è stato anche condannato a 11 anni di carcere per detenzione e traffico di droga, nell'ambito di un'indagine sempre della Squadra mobile veneziana, condanna che è stata confermata anche in appello.

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