SANITA':ATROFIA MUSCOLARE SPINO-BULBARE SI CURA CON ANTIASMA
news locale - 22/05/2013 11:33

PADOVA, 22 MAG - Uno studio condotto dall'Università di Padova ha rivelato che l'uso del clenbuterolo, un comune antiasma, può curare l'atrofia muscolare spino-bulbare, patologia rara e invalidante. Si tratta di una novità assoluta. Conosciuta anche come malattia di Kennedy, l'atrofia muscolare spino-bulbare, è una patologia trasmessa geneticamente ai soli individui di sesso maschile e causa una lenta e progressiva debolezza e atrofia muscolare con difficoltà soprattutto nella deambulazione associate spesso a sintomi bulbari (difficoltà a deglutire ed articolare le parole) e talora respiratori. A condurre la ricerca il Dottor Gianni Sorarù, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova, che ha scoperto la grande potenzialità del farmaco grazie a una sperimentazione clinica, condotta su venti pazienti, che è stata riportata dalla prestigiosa rivista internazionale Neurology . Il farmaco, che ha il grande vantaggio di essere già disponibile in commercio, ha migliorato significativamente la vita dei pazienti. "La sperimentazione che abbiamo condotto somministrando il clenbuterolo per via orale - spiega Sorarù - ha avuto un grande successo. La forza fisica dei pazienti è migliorata sensibilmente, senza effetti collaterali di rilievo. Per questo abbiamo ora intenzione di istituire un trial clinico più ampio.

SANITA':ATROFIA MUSCOLARE SPINO-BULBARE SI CURA CON ANTIASMA

PADOVA, 22 MAG - Uno studio condotto dall'Università di Padova ha rivelato che l'uso del clenbuterolo, un comune antiasma, può curare l'atrofia muscolare spino-bulbare, patologia rara e invalidante. Si tratta di una novità assoluta. Conosciuta anche come malattia di Kennedy, l'atrofia muscolare spino-bulbare, è una patologia trasmessa geneticamente ai soli individui di sesso maschile e causa una lenta e progressiva debolezza e atrofia muscolare con difficoltà soprattutto nella deambulazione associate spesso a sintomi bulbari (difficoltà a deglutire ed articolare le parole) e talora respiratori. A condurre la ricerca il Dottor Gianni Sorarù, ricercatore del Dipartimento di Neuroscienze dell'Università di Padova, che ha scoperto la grande potenzialità del farmaco grazie a una sperimentazione clinica, condotta su venti pazienti, che è stata riportata dalla prestigiosa rivista internazionale Neurology . Il farmaco, che ha il grande vantaggio di essere già disponibile in commercio, ha migliorato significativamente la vita dei pazienti. "La sperimentazione che abbiamo condotto somministrando il clenbuterolo per via orale - spiega Sorarù - ha avuto un grande successo. La forza fisica dei pazienti è migliorata sensibilmente, senza effetti collaterali di rilievo. Per questo abbiamo ora intenzione di istituire un trial clinico più ampio.

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