Tumori: Cro Aviano esporta il 'patient education'
news locale - 24/09/2013 11:36

 AVIANO (PORDENONE), 24 SET - Operatori sanitari e pazienti oncologici impegnati in un'azione sinergica mirata ad aumentare conoscenza, partecipazione e attività comuni nel processo di cura. Il progetto 'Patient Education' è nato all'Istituto Nazionale Tumori Cro di Aviano, ha ottenuto il finanziamento del ministero della Salute ed oggi è un format nazionale. L'elenco delle adesioni è assai qualificato e nutrito: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Istituto Oncologico Veneto, Ospedale Cannizzaro di Catania, Burlo Garofalo di Trieste, Irst Meldola (Forlì-Cesena) e Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia.

''I pazienti dovrebbero stare al centro dei processi di diagnosi e cura e con le istituzioni - afferma il direttore scientifico del Cro, Paolo De Paoli - per progettare insieme come affrontare la malattia oncologica''. Per questo, dal 2007, al Cro si raccolgono incertezze, perplessità, esitazioni e richieste di pazienti e famiglie sulla cui base un'equipe specializzata trascrive informazioni mediche e logistiche utilizzando un linguaggio comunicativo ad hoc. Questo processo, attuato tramite osservazioni, colloqui e scritti di vario genere, si chiama appunto Patient Education, un modello che il ministero della Salute ha riconosciuto al Cro finanziando un progetto per creare dentro altri Irccs e ospedali italiani. ''Questo processo - continua De Paoli - è andato affinandosi, divenendo punto di riferimento poiché la centralità del paziente è elemento cardine del percorso diagnostico e di cura". Secondo Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, "la cura può diventare un progetto comune, condiviso nei significati e negli sviluppi potenziali, solo se pianificata con e per il paziente".

Tumori: Cro Aviano esporta il 'patient education'

 AVIANO (PORDENONE), 24 SET - Operatori sanitari e pazienti oncologici impegnati in un'azione sinergica mirata ad aumentare conoscenza, partecipazione e attività comuni nel processo di cura. Il progetto 'Patient Education' è nato all'Istituto Nazionale Tumori Cro di Aviano, ha ottenuto il finanziamento del ministero della Salute ed oggi è un format nazionale. L'elenco delle adesioni è assai qualificato e nutrito: Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, Istituto Oncologico Veneto, Ospedale Cannizzaro di Catania, Burlo Garofalo di Trieste, Irst Meldola (Forlì-Cesena) e Irccs Arcispedale Santa Maria Nuova, Reggio Emilia.

''I pazienti dovrebbero stare al centro dei processi di diagnosi e cura e con le istituzioni - afferma il direttore scientifico del Cro, Paolo De Paoli - per progettare insieme come affrontare la malattia oncologica''. Per questo, dal 2007, al Cro si raccolgono incertezze, perplessità, esitazioni e richieste di pazienti e famiglie sulla cui base un'equipe specializzata trascrive informazioni mediche e logistiche utilizzando un linguaggio comunicativo ad hoc. Questo processo, attuato tramite osservazioni, colloqui e scritti di vario genere, si chiama appunto Patient Education, un modello che il ministero della Salute ha riconosciuto al Cro finanziando un progetto per creare dentro altri Irccs e ospedali italiani. ''Questo processo - continua De Paoli - è andato affinandosi, divenendo punto di riferimento poiché la centralità del paziente è elemento cardine del percorso diagnostico e di cura". Secondo Marco Pierotti, direttore scientifico dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, "la cura può diventare un progetto comune, condiviso nei significati e negli sviluppi potenziali, solo se pianificata con e per il paziente".

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