Vajont:Un. Bonifiche Veneto, rischio dissesti idrogeologici
Notizie e politica - 08/10/2013 13:02
VENEZIA, 8 OTT - "Il territorio veneto ha subito negli ultimi decenni un'urbanizzazione senza freni e ora ha la necessità di esser messo in sicurezza con investimenti sicuri, dettati in primis da un cambio di mentalità: lo sviluppo del nostro Paese non può prescindere dalla sicurezza idraulica". Lo ha detto Giuseppe Romano, presidente di Unione Veneta Bonifiche, affermando di essere in linea con quanto affermato dal premier Letta e dal ministro dell'Ambiente Orlando, nei giorni scorsi e ribadito in occasione delle commemorazioni in memoria delle vittime del Vajont, secondo cui serve una politica di salvaguardia del territorio sotto l' aspetto idrogeologico. "Proprio in questi giorni - osserva - ci ritroviamo a ricordare uno dei più grandi disastri idrogeologici della nostra storia. Non possiamo permettere che certi errori si ripetano. I geologi dicono che si rischiano nuove catastrofi; è vero". In Veneto, Unione Veneta Bonifiche per ridurre il rischio idrogeologico ha proposto un piano pluriennale di opere da 557 progetti per 1,4 miliardi di euro. "Progetti che garantirebbero la salvaguardia idraulica delle zone maggiormente a rischio - continua Romano - ma soprattutto permetterebbero un notevole riscontro in tema di occupazione, con migliaia di posti lavoro che si verrebbero a creare". Non solo: affidarne la realizzazione ai Consorzi di bonifica, d'intesa con le Amministrazioni Locali secondo quanto sancito dal Protocollo d' Intesa Uvb - Anci Veneto, permetterebbe di superare quel patto di stabilità, i cui vincoli hanno finora contribuito a bloccare gli investimenti e la cui rimodulazione è chiesta dallo stesso Ministro in favore degli enti locali protagonisti di interventi contro il dissesto idrogeologico.
Vajont:Un. Bonifiche Veneto, rischio dissesti idrogeologici VENEZIA, 8 OTT - "Il territorio veneto ha subito negli ultimi decenni un'urbanizzazione senza freni e ora ha la necessità di esser messo in sicurezza con investimenti sicuri, dettati in primis da un cambio di mentalità: lo sviluppo del nostro Paese non può prescindere dalla sicurezza idraulica". Lo ha detto Giuseppe Romano, presidente di Unione Veneta Bonifiche, affermando di essere in linea con quanto affermato dal premier Letta e dal ministro dell'Ambiente Orlando, nei giorni scorsi e ribadito in occasione delle commemorazioni in memoria delle vittime del Vajont, secondo cui serve una politica di salvaguardia del territorio sotto l' aspetto idrogeologico. "Proprio in questi giorni - osserva - ci ritroviamo a ricordare uno dei più grandi disastri idrogeologici della nostra storia. Non possiamo permettere che certi errori si ripetano. I geologi dicono che si rischiano nuove catastrofi; è vero". In Veneto, Unione Veneta Bonifiche per ridurre il rischio idrogeologico ha proposto un piano pluriennale di opere da 557 progetti per 1,4 miliardi di euro. "Progetti che garantirebbero la salvaguardia idraulica delle zone maggiormente a rischio - continua Romano - ma soprattutto permetterebbero un notevole riscontro in tema di occupazione, con migliaia di posti lavoro che si verrebbero a creare". Non solo: affidarne la realizzazione ai Consorzi di bonifica, d'intesa con le Amministrazioni Locali secondo quanto sancito dal Protocollo d' Intesa Uvb - Anci Veneto, permetterebbe di superare quel patto di stabilità, i cui vincoli hanno finora contribuito a bloccare gli investimenti e la cui rimodulazione è chiesta dallo stesso Ministro in favore degli enti locali protagonisti di interventi contro il dissesto idrogeologico.
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