L. stabilità: Luca Zaia la boccia, è 'Paga e tasi'
Notizie e politica - 17/10/2013 12:26
VENEZIA, 17 OTT - E' un ''giudizio negativissimo'' alla legge di stabilità appena emanata dal Governo, quello del presidente del Veneto, Luca Zaia. ''Aumenta la pressione fiscale - spiega il governatore - togliendo le detrazioni, non prevede novità, se non nuove tasse, come la negativissima 'Tasi', che, nel nome, sembra rivolta ai Veneti, e dovrebbe chiamarsi 'Paga e Tasi'. E poi getta il fumo negli occhi anche riguardo al cuneo fiscale, che è tutt'altro che risolto: 15 euro al mese in busta paga, nove per chi ha redditi più bassi, sono una vera e propria presa in giro. Un reddito da un migliaio di euro ne costa 2.500 all'impresa: piuttosto sarebbe meglio dare tutti e questi 2.500 euro al lavoratore''. Il presidente del Veneto è pessimista. ''La manovra - prevede - avrà effetti depressivi, prevedendo ancora tagli. I dati sono chiari: il mondo ricomincia a comprare auto, un mercato che decide l'economia, e chissà perché questo non succede anche in Italia. Invece di aumentare le tasse, per trovare i fondi necessari, basterebbe applicare i costi standard e si risparmierebbero subito trenta miliardi di euro''.
L. stabilità: Luca Zaia la boccia, è 'Paga e tasi' VENEZIA, 17 OTT - E' un ''giudizio negativissimo'' alla legge di stabilità appena emanata dal Governo, quello del presidente del Veneto, Luca Zaia. ''Aumenta la pressione fiscale - spiega il governatore - togliendo le detrazioni, non prevede novità, se non nuove tasse, come la negativissima 'Tasi', che, nel nome, sembra rivolta ai Veneti, e dovrebbe chiamarsi 'Paga e Tasi'. E poi getta il fumo negli occhi anche riguardo al cuneo fiscale, che è tutt'altro che risolto: 15 euro al mese in busta paga, nove per chi ha redditi più bassi, sono una vera e propria presa in giro. Un reddito da un migliaio di euro ne costa 2.500 all'impresa: piuttosto sarebbe meglio dare tutti e questi 2.500 euro al lavoratore''. Il presidente del Veneto è pessimista. ''La manovra - prevede - avrà effetti depressivi, prevedendo ancora tagli. I dati sono chiari: il mondo ricomincia a comprare auto, un mercato che decide l'economia, e chissà perché questo non succede anche in Italia. Invece di aumentare le tasse, per trovare i fondi necessari, basterebbe applicare i costi standard e si risparmierebbero subito trenta miliardi di euro''.
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