SLOW MEDICINE PER LA PRIMA VOLTA IN VENETO
12/02/2015 18:19

Si è svolto nella città del Santo, alla presenza di 300 esperti, il Convegno Slow medicine a Padova: “Fare di più non significa fare meglio” che ha sancito l’ufficializzazione del progetto avviato anche dall’Ulss 16 , la prima in Veneto, basato sull’idea di curare in modo non frenetico e riflettendo prima, con l’obiettivo di evitare danni e sprechi. Il meeting padovano è la fase di start up nella individuazione, che verrà monitorata dai due ospedali di riferimento dell’Ulss 16 nei prossimi mesi (Il Sant’Antonio e il Polo ospedaliero di Piove di Sacco) dei test diagnostici che non hanno dimostrato con sufficiente evidenza scientifica di essere utili per la salute di molti pazienti, e che a volte possono procurare più danno che beneficio. La Slow Medicine, nata in America, lancia in Italia il progetto “Fare di più non significa fare meglio” con lo scopo, come avvenuto negli USA, di promuovere un uso più appropriato delle risorse disponibili. Il progetto intende diffondere il messaggio che in Sanità a volte è meglio “fare meno”, nello stesso interesse del paziente: non sempre il medico che prescrive più esami e prestazioni, è il medico migliore.

I dettagli nell'intervista di Antonio Bonaldi Presidente Slow Medicine

SLOW MEDICINE PER LA PRIMA VOLTA IN VENETO

Si è svolto nella città del Santo, alla presenza di 300 esperti, il Convegno Slow medicine a Padova: “Fare di più non significa fare meglio” che ha sancito l’ufficializzazione del progetto avviato anche dall’Ulss 16 , la prima in Veneto, basato sull’idea di curare in modo non frenetico e riflettendo prima, con l’obiettivo di evitare danni e sprechi. Il meeting padovano è la fase di start up nella individuazione, che verrà monitorata dai due ospedali di riferimento dell’Ulss 16 nei prossimi mesi (Il Sant’Antonio e il Polo ospedaliero di Piove di Sacco) dei test diagnostici che non hanno dimostrato con sufficiente evidenza scientifica di essere utili per la salute di molti pazienti, e che a volte possono procurare più danno che beneficio. La Slow Medicine, nata in America, lancia in Italia il progetto “Fare di più non significa fare meglio” con lo scopo, come avvenuto negli USA, di promuovere un uso più appropriato delle risorse disponibili. Il progetto intende diffondere il messaggio che in Sanità a volte è meglio “fare meno”, nello stesso interesse del paziente: non sempre il medico che prescrive più esami e prestazioni, è il medico migliore.

I dettagli nell'intervista di Antonio Bonaldi Presidente Slow Medicine

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