MOSE: IL FISCO PRESENTA IL CONTO

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24 Febbraio 2015 12:04

Scandalo Mose, ora è la volta del fisco a presentare il conto. Dopo i circa 12 milioni di euro recuperati con le confische,  per politici e dirigenti coinvolti è scattata la verifica tributaria che porterà alla contestazione delle tasse sulle tangenti. All' ex assessore veneto alle infrastrutture, Renato Chisso, attualmente agli arresti domiciliari , verrebbero contestati redditi non dichiarati per 900mila euro complessivi, sanzioni comprese, per il 2007 e il 2009. E' l'effetto degli accertamenti compiuti dalla Guardia di Finanza e trasmessi all'Agenzia delle Entrate che hanno portato a richieste di 'tasse' sulle presunte tangenti emerse nell'inchiesta, che aveva coinvolto tra l'altro l'ex governatore Giancarlo Galan e il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, quest'ultimo per il solo finanziamento illecito dei partiti.  "Ho già notificato il ricorso davanti alla commissione tributaria provinciale" dice l'avvocato Antonio Forza, legale di Chisso, ricordando che le contestazioni si basano sulle dichiarazioni accusatorie fatte dall'ex presidente del Consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati, e dell'ex segretaria di Galan Claudia Minutillo. Accuse ritenute dalla difesa non dimostrate dai fatti e sulla base di cose, nel caso di Mazzacurati, "dette a vanvera".   Il fronte degli accertamenti fiscali, per oltre una decina di milioni, dovrebbe riguardare però una dozzina di indagati. Sulla base della legge del 1993, che prevede la tassabilità dei proventi considerati illeciti, la richiesta di 'stangata' fiscale dovrebbe riguardare tutte le persone accusate di aver ricevuto fondi non dichiarati, tra cui Galan (i legali hanno detto di non aver ricevuto nulla ma che nel caso sarà fatto ricorso), Orsoni, l'ex generale della Gdf Emilio Spaziante e Marco Milanese. Per tutti, la Finanza avrebbe presentato anche una denuncia per infedele dichiarazione fiscale.

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