SALVINI:"LE HO PROVATE TUTTE MA TOSI AVEVA GIA' DECISO"
11/03/2015 12:05

Ora che la vicenda Tosi si è sciolta, con l'annuncio ieri sera di Salvini che il sindaco di Verona è fuori dalla Lega, emergono nuovi particolari dai sostenitori veneti del segretario federale sui retroscena della giornata convulsa. I fedelissimi di Salvini sapevano che già intorno alle 20 il segretario avrebbe dato l'annuncio della cacciata di Tosi ma poi si è preferito attendere per vedere se l'intervista concessa del sindaco ribelle a Lilli Gruber su La7 contenesse aperture soddisfacenti a ricomporre la querelle.  Salvini, confidano fonti venete a lui vicine, aveva reagito con una risata ironica quando Tosi alle 12 di ieri aveva inviato una mail dettando le sue condizioni per la pace. Mail peraltro non indirizzata al segretario federale ma a uno dei "pontieri", si vocifera Giancarlo Giorgetti. Un testo che via Bellerio ha giudicato irricevibile poiché Tosi accettava di non presentare  la sua lista a patto che facesse altrettanto il candidato governatore del Veneto Luca Zaia. In più il sindaco di Verona imponeva tra le condizioni la cancellazione del commissario Giampaolo Dozzo, nominato proprio da Salvini per gestire le elezioni regionali.

"Non ho mai usato con nessuno tanta pazienza. Tosi è un ottimo sindaco, io l'ho sempre sponsorizzato, e quindi mi sono preso la responsabilità di provare a salvarlo fino in fondo, ho tentato tutte le strade, ho concesso tutto il tempo possibile. Però niente, non c'era spazio, non c'era margine, Tosi aveva già deciso. Quando mi prospetti da settimane una eventuale candidatura contro Zaia, non è un problema di Verona o di Treviso, di doppio mandato o di liste. Quando mi dici che potresti candidarti contro Zaia, sei fuori".  Così in una intervista il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.    "La Fondazione, quando è nata, non era un partito. Era uno strumento del partito a sostegno alle primarie del centrodestra. Adesso la realtà della Fondazione - evidenzia Salvini - è ben diversa. Ormai in una decina di realtà, la Fondazione si candida alle elezioni amministrative, contro la Lega: accade a Brescia, a Pavia, a Mantova, nelle Marche, in Emilia. E tu non puoi stare in Lega e sostenere chi si candida contro la Lega!".    Per raggiungere un compromesso "avevo detto: guarda, la formula è lista Lega più e lista Zaia, tu ti occupi della lista Lega, Zaia della lista Zaia, però lascia perdere la Fondazione", spiega Salvini, secondo cui "non ci saranno scossoni nel movimento, ben pochi seguiranno Tosi fuori della Lega. E i sondaggi, nello scenario peggiore, con Tosi candidato contro Zaia, danno a Zaia un vantaggio di 9-10 punti su Moretti".

SALVINI:"LE HO PROVATE TUTTE MA TOSI AVEVA GIA' DECISO"

Ora che la vicenda Tosi si è sciolta, con l'annuncio ieri sera di Salvini che il sindaco di Verona è fuori dalla Lega, emergono nuovi particolari dai sostenitori veneti del segretario federale sui retroscena della giornata convulsa. I fedelissimi di Salvini sapevano che già intorno alle 20 il segretario avrebbe dato l'annuncio della cacciata di Tosi ma poi si è preferito attendere per vedere se l'intervista concessa del sindaco ribelle a Lilli Gruber su La7 contenesse aperture soddisfacenti a ricomporre la querelle.  Salvini, confidano fonti venete a lui vicine, aveva reagito con una risata ironica quando Tosi alle 12 di ieri aveva inviato una mail dettando le sue condizioni per la pace. Mail peraltro non indirizzata al segretario federale ma a uno dei "pontieri", si vocifera Giancarlo Giorgetti. Un testo che via Bellerio ha giudicato irricevibile poiché Tosi accettava di non presentare  la sua lista a patto che facesse altrettanto il candidato governatore del Veneto Luca Zaia. In più il sindaco di Verona imponeva tra le condizioni la cancellazione del commissario Giampaolo Dozzo, nominato proprio da Salvini per gestire le elezioni regionali.

"Non ho mai usato con nessuno tanta pazienza. Tosi è un ottimo sindaco, io l'ho sempre sponsorizzato, e quindi mi sono preso la responsabilità di provare a salvarlo fino in fondo, ho tentato tutte le strade, ho concesso tutto il tempo possibile. Però niente, non c'era spazio, non c'era margine, Tosi aveva già deciso. Quando mi prospetti da settimane una eventuale candidatura contro Zaia, non è un problema di Verona o di Treviso, di doppio mandato o di liste. Quando mi dici che potresti candidarti contro Zaia, sei fuori".  Così in una intervista il leader della Lega Nord, Matteo Salvini.    "La Fondazione, quando è nata, non era un partito. Era uno strumento del partito a sostegno alle primarie del centrodestra. Adesso la realtà della Fondazione - evidenzia Salvini - è ben diversa. Ormai in una decina di realtà, la Fondazione si candida alle elezioni amministrative, contro la Lega: accade a Brescia, a Pavia, a Mantova, nelle Marche, in Emilia. E tu non puoi stare in Lega e sostenere chi si candida contro la Lega!".    Per raggiungere un compromesso "avevo detto: guarda, la formula è lista Lega più e lista Zaia, tu ti occupi della lista Lega, Zaia della lista Zaia, però lascia perdere la Fondazione", spiega Salvini, secondo cui "non ci saranno scossoni nel movimento, ben pochi seguiranno Tosi fuori della Lega. E i sondaggi, nello scenario peggiore, con Tosi candidato contro Zaia, danno a Zaia un vantaggio di 9-10 punti su Moretti".

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