"RI...METTIAMOCI LA FACCIA",PROGETTO ANTI-BULLISMO
27/05/2015 13:27

Negli ultimi anni il termine bullismo è comparso frequentemente nelle cronache dei giornali e della televisione, presentando dei nuovi adolescenti, da un lato capaci di gravi condotte sociali e dall’altro con caratteristiche proprie di disagio sociale e abbandono scolastico. Prepotenze, minacce, offese, maltrattamenti sono sempre più frequenti non solo nei luoghi di ritrovo degli adolescenti ma soprattutto a scuola. Mancando modelli di riferimento, i ragazzi sono spesso isolati durante l’adolescenza, complici molto spesso i social network, incapaci di elaborare emozioni complesse ed il bullismo diventa allora una tipica risposta alle difficoltà individuali. Nei compiti di sviluppo cui è chiamato un adolescente, l’influenza esercitata dai fattori biologici, così come quella esercitata dai fattori socioculturali, viene mediata dall’azione della famiglia e del gruppo dei pari e dai processi psicologici ed emotivi che si sviluppano nel corso delle interazioni sociali. Famiglia e scuola ricoprono quindi il ruolo centrale di “compagnie” di socializzazione e perciò anche di mediazione fra bisogni, problemi, risorse e rischi in età evolutiva. Il progetto intende quindi contribuire a prevenire e ridurre il fenomeno del bullismo nelle scuole della provincia di Padova. La scuola, infatti, si pone come luogo privilegiato non solo per l’apprendimento di conoscenze e abilità strumentali allo sviluppo cognitivo dell’individuo, ma anche di apprendimento di norme di rispetto reciproco e di “prosocialità”, necessarie ad un progetto veramente “educativo”. Attualmente nelle scuole elementari italiane un bambino su dieci dichiara di subire le prepotenze dei compagni una o più volte la settimana e nelle scuole secondarie e di primo grado il problema assume connotati di maggiore cronicità e gravità, in quanto le vessazioni si concentrano su un minor numero di soggetti vittimizzati e per questo più sistematicamente bersagliati.

"RI...METTIAMOCI LA FACCIA",PROGETTO ANTI-BULLISMO

Negli ultimi anni il termine bullismo è comparso frequentemente nelle cronache dei giornali e della televisione, presentando dei nuovi adolescenti, da un lato capaci di gravi condotte sociali e dall’altro con caratteristiche proprie di disagio sociale e abbandono scolastico. Prepotenze, minacce, offese, maltrattamenti sono sempre più frequenti non solo nei luoghi di ritrovo degli adolescenti ma soprattutto a scuola. Mancando modelli di riferimento, i ragazzi sono spesso isolati durante l’adolescenza, complici molto spesso i social network, incapaci di elaborare emozioni complesse ed il bullismo diventa allora una tipica risposta alle difficoltà individuali. Nei compiti di sviluppo cui è chiamato un adolescente, l’influenza esercitata dai fattori biologici, così come quella esercitata dai fattori socioculturali, viene mediata dall’azione della famiglia e del gruppo dei pari e dai processi psicologici ed emotivi che si sviluppano nel corso delle interazioni sociali. Famiglia e scuola ricoprono quindi il ruolo centrale di “compagnie” di socializzazione e perciò anche di mediazione fra bisogni, problemi, risorse e rischi in età evolutiva. Il progetto intende quindi contribuire a prevenire e ridurre il fenomeno del bullismo nelle scuole della provincia di Padova. La scuola, infatti, si pone come luogo privilegiato non solo per l’apprendimento di conoscenze e abilità strumentali allo sviluppo cognitivo dell’individuo, ma anche di apprendimento di norme di rispetto reciproco e di “prosocialità”, necessarie ad un progetto veramente “educativo”. Attualmente nelle scuole elementari italiane un bambino su dieci dichiara di subire le prepotenze dei compagni una o più volte la settimana e nelle scuole secondarie e di primo grado il problema assume connotati di maggiore cronicità e gravità, in quanto le vessazioni si concentrano su un minor numero di soggetti vittimizzati e per questo più sistematicamente bersagliati.


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