PREGHIERA ALPINO, LA REPLICA DEL VESCOVO DI VITTORIO VENETO
18/08/2015 13:25

 Vittorio Veneto - Ancora accesa la polemica sulla "censura" della preghiera dell'Alpino tanto da dover scomodare il Vescovo di Vittorio Veneto, Mons. Pizziolo per chiarire i fatti. La sua dichiarazione ;  «Mi sono accuratamente informato, da persone presenti, sui fatti accaduti al S. Boldo. La stampa parla di proibizione di leggere la preghiera degli alpini, di “censura” e così via. In realtà il sacerdote celebrante (un padre Servita da poco giunto in diocesi) si era limitato a chiedere  - in una celebrazione dell'Assunta in cui gli alpini erano non più del 30-40% dei presenti - la sostituzione della parola: "armi" con "animi" e della parola “contro” con “di fronte”. Questo non è stato accettato dai responsabili che hanno deciso di far leggere la preghiera all’esterno della chiesa. Mi è stato segnalato che – probabilmente per disattenzione – l’invito a lasciare la chiesa e la conseguente uscita degli alpini sono avvenuti prima della normale conclusione della S. Messa, con evidente disagio e disorientamento degli altri fedeli presenti. Ciò mi sembra molto spiacevole. Desidero aggiungere che - volendo rispettare una tradizione lunga qualche decennio e facendo conto sul buon senso delle persone - io finora non ho emanato, nella mia diocesi, nessuna indicazione sul fatto di leggere o non leggere o come leggere la preghiera degli alpini. Evidentemente questo fatto e la risonanza mediatica assolutamente esagerata che sta avendo, mi costringerà a intervenire per trovare, ovviamente in dialogo con gli alpini, una posizione che eviti il ripetersi di questi fatti».

PREGHIERA ALPINO, LA REPLICA DEL VESCOVO DI VITTORIO VENETO

 Vittorio Veneto - Ancora accesa la polemica sulla "censura" della preghiera dell'Alpino tanto da dover scomodare il Vescovo di Vittorio Veneto, Mons. Pizziolo per chiarire i fatti. La sua dichiarazione ;  «Mi sono accuratamente informato, da persone presenti, sui fatti accaduti al S. Boldo. La stampa parla di proibizione di leggere la preghiera degli alpini, di “censura” e così via. In realtà il sacerdote celebrante (un padre Servita da poco giunto in diocesi) si era limitato a chiedere  - in una celebrazione dell'Assunta in cui gli alpini erano non più del 30-40% dei presenti - la sostituzione della parola: "armi" con "animi" e della parola “contro” con “di fronte”. Questo non è stato accettato dai responsabili che hanno deciso di far leggere la preghiera all’esterno della chiesa. Mi è stato segnalato che – probabilmente per disattenzione – l’invito a lasciare la chiesa e la conseguente uscita degli alpini sono avvenuti prima della normale conclusione della S. Messa, con evidente disagio e disorientamento degli altri fedeli presenti. Ciò mi sembra molto spiacevole. Desidero aggiungere che - volendo rispettare una tradizione lunga qualche decennio e facendo conto sul buon senso delle persone - io finora non ho emanato, nella mia diocesi, nessuna indicazione sul fatto di leggere o non leggere o come leggere la preghiera degli alpini. Evidentemente questo fatto e la risonanza mediatica assolutamente esagerata che sta avendo, mi costringerà a intervenire per trovare, ovviamente in dialogo con gli alpini, una posizione che eviti il ripetersi di questi fatti».

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