IL “GRIFONE PAZIENTE” KRONOS PRIMO VOLO IN LIBERTA’
03/09/2015 12:13

Messo il becco fuori dalla gabbia di trasporto, si è guardato intorno per più di 40 minuti, camminando a lungo prima di volare. Kronos è un giovane grifone di 5 mesi, liberato poche ore fa nei pressi dell’unico carnaio (punto di alimentazione ndr) dell’arco alpino italiano, nella Riserva Regionale Naturale del Lago di Cornino (UD). Qui farà parte della colonia di oltre 200 grifoni che già popolano e nidificano in questa zona. Giovane, ma forte e paziente: otto chili di peso per un’apertura alare di tre metri, Kronos ha disteso le ali molte volte, ingannando l’attesa del pubblico che si aspettava il volo imminente. Poi all’improvviso, si è levato nel suo primo volo libero, prendendo la prima corrente ascensionale della sua vita sulla Valle del Tagliamento. F65 è la sigla del suo anello identificativo che, insieme al radiotrasmettitore applicato sulla schiena, lo renderà tracciabile dallo staff della Riserva Regionale Naturale del Lago di Cornino nei lunghi spostamenti che potrà affrontare.

A partire dal 2009, Kronos è il sesto grifone ad essere rilasciato in natura dopo essere nato dal papà Dodo, l’avvoltoio ormai ventiduenne donato alla Riserva Naturale del Lago di Cornino (UD) dal Parco Natura Viva di Bussolengo, partner capofila del Progetto “Grifoni Osservati Speciali” patrocinato da Uiza (Unone Italiana Zoo e Acquari). “Abbiamo cominciato più di dieci anni fa – ricorda Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva e Presidente Uiza – quando qui i grifoni cominciavano timidamente a tornare dopo un secolo di totale assenza. Si tratta di animali necrofagi e il declino della pastorizia nell’ultimo secolo ha negato loro l’approvvigionamento di cibo”. Ma con l’allestimento del carnaio e la fornitura da parte dell’uomo di carcasse animali provenienti dagli allevamenti della zona, le sorti dei grifoni sono state risollevate.

“Gli avvoltoi hanno il ruolo di “spazzini” della natura e la loro presenza garantisce il completamento della catena alimentare e il mantenimento dell’ecosistema – interviene Fulvio Genero, responsabile scientifico del Progetto. “In Italia contiamo circa 500 grifoni stanziali distribuiti anche in Sardegna e sui contrafforti del Sud-Italia. Ma il Lago di Cornino per loro è una terra di confine e di incontro, dove arrivano esemplari dalla Francia, dalla Slovenia e addirittura da Israele.”

 

IL “GRIFONE PAZIENTE” KRONOS PRIMO VOLO IN LIBERTA’

Messo il becco fuori dalla gabbia di trasporto, si è guardato intorno per più di 40 minuti, camminando a lungo prima di volare. Kronos è un giovane grifone di 5 mesi, liberato poche ore fa nei pressi dell’unico carnaio (punto di alimentazione ndr) dell’arco alpino italiano, nella Riserva Regionale Naturale del Lago di Cornino (UD). Qui farà parte della colonia di oltre 200 grifoni che già popolano e nidificano in questa zona. Giovane, ma forte e paziente: otto chili di peso per un’apertura alare di tre metri, Kronos ha disteso le ali molte volte, ingannando l’attesa del pubblico che si aspettava il volo imminente. Poi all’improvviso, si è levato nel suo primo volo libero, prendendo la prima corrente ascensionale della sua vita sulla Valle del Tagliamento. F65 è la sigla del suo anello identificativo che, insieme al radiotrasmettitore applicato sulla schiena, lo renderà tracciabile dallo staff della Riserva Regionale Naturale del Lago di Cornino nei lunghi spostamenti che potrà affrontare.

A partire dal 2009, Kronos è il sesto grifone ad essere rilasciato in natura dopo essere nato dal papà Dodo, l’avvoltoio ormai ventiduenne donato alla Riserva Naturale del Lago di Cornino (UD) dal Parco Natura Viva di Bussolengo, partner capofila del Progetto “Grifoni Osservati Speciali” patrocinato da Uiza (Unone Italiana Zoo e Acquari). “Abbiamo cominciato più di dieci anni fa – ricorda Cesare Avesani Zaborra, direttore scientifico del Parco Natura Viva e Presidente Uiza – quando qui i grifoni cominciavano timidamente a tornare dopo un secolo di totale assenza. Si tratta di animali necrofagi e il declino della pastorizia nell’ultimo secolo ha negato loro l’approvvigionamento di cibo”. Ma con l’allestimento del carnaio e la fornitura da parte dell’uomo di carcasse animali provenienti dagli allevamenti della zona, le sorti dei grifoni sono state risollevate.

“Gli avvoltoi hanno il ruolo di “spazzini” della natura e la loro presenza garantisce il completamento della catena alimentare e il mantenimento dell’ecosistema – interviene Fulvio Genero, responsabile scientifico del Progetto. “In Italia contiamo circa 500 grifoni stanziali distribuiti anche in Sardegna e sui contrafforti del Sud-Italia. Ma il Lago di Cornino per loro è una terra di confine e di incontro, dove arrivano esemplari dalla Francia, dalla Slovenia e addirittura da Israele.”

 

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