UN "DRAGO" NEL MARE DI NUMANA
07/09/2015 13:26

Cinquantasei chili per vent’anni di età, Drago si è soffermata pochi minuti sulla spiaggia di fronte al mare per dirigersi poi rapida in acqua. La speranza è che superi la stagione e che possa nidificare indisturbata sulle coste. Drago è una fra le 28.000 tartarughe Caretta caretta ad essere catturate incidentalmente ogni anno nelle reti da pesca a strascico al largo delle coste adriatiche. Dopo cinque mesi di riabilitazione e un’operazione nel Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe marine della Fondazione Cetacea di Riccione, la Principessa Theodora Von Liechtenstein con il contributo della sua fondazione le ha permesso di guadagnare nuovamente il mare dalla spiaggia delle Due Sorelle, a Numana (AN). “Quando è stata catturata nella rete, Drago aveva già una ferita cicatrizzata dovuta forse allo scontro con un’elica e un occhio compromesso”, ricorda la principessa. “Allora io e i miei coetanei della Green Teen Team Foundation abbiamo deciso di donare un gps alla Fondazione Cetacea, per monitorarne gli spostamenti e le abitudini”. Già madrina e parte attiva dell’area dedicata alle tartarughe di terra europee del Parco Natura Viva di Bussolengo, la Principessa Theodora ha voluto completare l’attività di salvaguardia delle testuggini adottando anche questo esemplare, non presente fra le specie terrestri ospitate al Parco Natura VivaDrago è una femmina in età riproduttiva e la Caretta caretta è la specie che maggiormente popola i nostri mari. “I pericoli per questi animali aumentano esponenzialmente ogni anno a causa dell’aumento delle attività umane in mare”, a dirlo è Sauro Pari, Presidente della Fondazione Cetacea che ha riabilitato Drago. “Ma il pericolo maggiore per le tartarughe si chiama “rete da posta”, che annega letteralmente gli esemplari che si imbattono fra le sue maglie. Per questo stiamo lavorando alla sperimentazione di una rete da pesca che permetta ai pesci di entrare, ma alle tartarughe di uscire nel caso vengano intrappolate.”

 

 

UN "DRAGO" NEL MARE DI NUMANA

Cinquantasei chili per vent’anni di età, Drago si è soffermata pochi minuti sulla spiaggia di fronte al mare per dirigersi poi rapida in acqua. La speranza è che superi la stagione e che possa nidificare indisturbata sulle coste. Drago è una fra le 28.000 tartarughe Caretta caretta ad essere catturate incidentalmente ogni anno nelle reti da pesca a strascico al largo delle coste adriatiche. Dopo cinque mesi di riabilitazione e un’operazione nel Centro di Recupero Cura e Riabilitazione delle Tartarughe marine della Fondazione Cetacea di Riccione, la Principessa Theodora Von Liechtenstein con il contributo della sua fondazione le ha permesso di guadagnare nuovamente il mare dalla spiaggia delle Due Sorelle, a Numana (AN). “Quando è stata catturata nella rete, Drago aveva già una ferita cicatrizzata dovuta forse allo scontro con un’elica e un occhio compromesso”, ricorda la principessa. “Allora io e i miei coetanei della Green Teen Team Foundation abbiamo deciso di donare un gps alla Fondazione Cetacea, per monitorarne gli spostamenti e le abitudini”. Già madrina e parte attiva dell’area dedicata alle tartarughe di terra europee del Parco Natura Viva di Bussolengo, la Principessa Theodora ha voluto completare l’attività di salvaguardia delle testuggini adottando anche questo esemplare, non presente fra le specie terrestri ospitate al Parco Natura VivaDrago è una femmina in età riproduttiva e la Caretta caretta è la specie che maggiormente popola i nostri mari. “I pericoli per questi animali aumentano esponenzialmente ogni anno a causa dell’aumento delle attività umane in mare”, a dirlo è Sauro Pari, Presidente della Fondazione Cetacea che ha riabilitato Drago. “Ma il pericolo maggiore per le tartarughe si chiama “rete da posta”, che annega letteralmente gli esemplari che si imbattono fra le sue maglie. Per questo stiamo lavorando alla sperimentazione di una rete da pesca che permetta ai pesci di entrare, ma alle tartarughe di uscire nel caso vengano intrappolate.”

 

 

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