PICCHIAVA LA MOGLIE E LA MINACCIAVA DI MORTE: ARRESTATO
16/09/2015 11:38

Un rumeno di 45 anni, muratore,  uscito dal carcere nel maggio scorso, dove si trovava per essere stato responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia  si è ripresentato dalla moglie e con minacce di morte l’ha costretta ad accoglierlo in casa, imponendo la sua presenza a lei ed alle figlie, e ha proseguito a minacciarle affinchè non denunciassero la sua presenza nell’abitazione, essendo destinatario di ordinanze cautelari che gli imponevano il divieto di dimora in Verona e di avvicinamento ai congiunti, facendole vivere in un clima di profondo timore e prostrazione.

Per loro è ricominciato l’incubo. L’uomo, spesso ubriaco e sempre violento, picchiava e offendeva la moglie, la costringeva a fare quello che voleva dietro minaccia di fare del male alle figlie, rendendosi artefice di violenze sia fisiche che psicologiche. Durante l’ennesimo episodio aggressivo, una delle figlie, vedendosi scagliare addosso una sedia e vedendo la madre in procinto di svenire perché afferrata alla gola dal marito, ha deciso di chiamare i Carabinieri. Il radiomobile di Verona è arrivato immediatamente con l’ausilio di una seconda auto, conoscendo la violenza dell’uomo, poiché già arrestato in passato anche per resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri hanno trovato madre e figlia in giardino, in preda ad una crisi di pianto, che riferivano che l’uomo era in casa e stava spaccando tutti i mobili.
A quel punto sono entrati in casa e hanno trovato l’uomo che, mettendo a soqquadro la cucina, urlava a squarciagola dicendo di voler tagliare la gola ai suoi familiari, per aver chiamato i carabinieri. Avuta la conferma dalle due donne sull’intenzione a presentare querela, i militari hanno deciso di arrestarlo e dopo qualche difficoltà nel farlo salire in macchina, sono riusciti a portarlo in caserma.
Il soggetto, arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, dopo la convalida dell’arresto, è stato sottoposto, dal Giudice Rita Caccamo alla misura cautelare della custodia in carcere. Da sabato sera si trova a Montorio.

PICCHIAVA LA MOGLIE E LA MINACCIAVA DI MORTE: ARRESTATO

Un rumeno di 45 anni, muratore,  uscito dal carcere nel maggio scorso, dove si trovava per essere stato responsabile del reato di maltrattamenti in famiglia  si è ripresentato dalla moglie e con minacce di morte l’ha costretta ad accoglierlo in casa, imponendo la sua presenza a lei ed alle figlie, e ha proseguito a minacciarle affinchè non denunciassero la sua presenza nell’abitazione, essendo destinatario di ordinanze cautelari che gli imponevano il divieto di dimora in Verona e di avvicinamento ai congiunti, facendole vivere in un clima di profondo timore e prostrazione.

Per loro è ricominciato l’incubo. L’uomo, spesso ubriaco e sempre violento, picchiava e offendeva la moglie, la costringeva a fare quello che voleva dietro minaccia di fare del male alle figlie, rendendosi artefice di violenze sia fisiche che psicologiche. Durante l’ennesimo episodio aggressivo, una delle figlie, vedendosi scagliare addosso una sedia e vedendo la madre in procinto di svenire perché afferrata alla gola dal marito, ha deciso di chiamare i Carabinieri. Il radiomobile di Verona è arrivato immediatamente con l’ausilio di una seconda auto, conoscendo la violenza dell’uomo, poiché già arrestato in passato anche per resistenza a pubblico ufficiale.
I carabinieri hanno trovato madre e figlia in giardino, in preda ad una crisi di pianto, che riferivano che l’uomo era in casa e stava spaccando tutti i mobili.
A quel punto sono entrati in casa e hanno trovato l’uomo che, mettendo a soqquadro la cucina, urlava a squarciagola dicendo di voler tagliare la gola ai suoi familiari, per aver chiamato i carabinieri. Avuta la conferma dalle due donne sull’intenzione a presentare querela, i militari hanno deciso di arrestarlo e dopo qualche difficoltà nel farlo salire in macchina, sono riusciti a portarlo in caserma.
Il soggetto, arrestato per maltrattamenti in famiglia, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale, dopo la convalida dell’arresto, è stato sottoposto, dal Giudice Rita Caccamo alla misura cautelare della custodia in carcere. Da sabato sera si trova a Montorio.

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