CORTE DEI CONTI, CHIESTO RISARCIMENTO MALAGESTIONE MENSE
23/09/2015 15:25

Un milione e 900 mila euro chiesto dalla Corte dei Conti ai manager della sanità veneta e ai loro funzionari  per la presunta malagestione dell'appalto sulle mense nelle strutture sanitarie regionali.  Risarcimento che riguarda il ricarico dei pasti da 11,93 euro l'uno a fino a 17 euro per l'ammortamento dei macchinari. Attrezzatura che serviva alla faraonica struttura di cottura di Boara Pisani (30 mila pasti giornalieri, un investimento da 20 milioni) a spese di Azienda ospedaliera e Usl di Padova, parti lese insieme allo Iov perché indotte - per volontà dei manager dell'epoca. La relazione della Guardia di Finanza, che ha compiuto le indagini, ha consentito alla Procura una ricostruzione dettagliata dei fatti, ripartendo ili danno erariale, tra i soggetti coinvolti. Si contestano anche i danni derivanti dal ricorso al Tar contro un'ordinanza dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici fortemente critica sull'estensione del servizio di ristorazione e l'omessa sostituzione dei beni strumentali nel Centro di cottura di Boara (ritenuti inadeguati sul piano funzionale e della sicurezza igienico-sanitaria). Una contestazione puntigliosa sintetizzata nella richiesta di risarcimento di quasi due milioni di euro. Nel servizio l'intervista a Fabrizio Boron Commissione Sanità Regione Veneto.

CORTE DEI CONTI, CHIESTO RISARCIMENTO MALAGESTIONE MENSE

Un milione e 900 mila euro chiesto dalla Corte dei Conti ai manager della sanità veneta e ai loro funzionari  per la presunta malagestione dell'appalto sulle mense nelle strutture sanitarie regionali.  Risarcimento che riguarda il ricarico dei pasti da 11,93 euro l'uno a fino a 17 euro per l'ammortamento dei macchinari. Attrezzatura che serviva alla faraonica struttura di cottura di Boara Pisani (30 mila pasti giornalieri, un investimento da 20 milioni) a spese di Azienda ospedaliera e Usl di Padova, parti lese insieme allo Iov perché indotte - per volontà dei manager dell'epoca. La relazione della Guardia di Finanza, che ha compiuto le indagini, ha consentito alla Procura una ricostruzione dettagliata dei fatti, ripartendo ili danno erariale, tra i soggetti coinvolti. Si contestano anche i danni derivanti dal ricorso al Tar contro un'ordinanza dell'Autorità di vigilanza sui lavori pubblici fortemente critica sull'estensione del servizio di ristorazione e l'omessa sostituzione dei beni strumentali nel Centro di cottura di Boara (ritenuti inadeguati sul piano funzionale e della sicurezza igienico-sanitaria). Una contestazione puntigliosa sintetizzata nella richiesta di risarcimento di quasi due milioni di euro. Nel servizio l'intervista a Fabrizio Boron Commissione Sanità Regione Veneto.

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