GHIACCIAIO SPACCATO IN TRE DAL CALDO
28/10/2015 16:02

Dalla fine dell’agosto 2015, il più grande ghiacciaio vallivo italiano il “gigante” dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, non è più unitario ma si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli -uno vallivo e due montani- con un collasso continuo del suo settore inferiore. Il caldo dell’estate appena trascorsa, dunque, ha mietuto una vittima illustre ed è una perdita di non poco conto, considerando che la ricostituzione di un ghiacciaio avviene in tempi molto lenti anche con condizioni climatiche diverse dalle attuali, segnate dal susseguirsi di anni record per il caldo (il 2015 si avvia a essere il 14esimo in fila a battere il record di anno più caldo). E non solo, l’analisi delle variazioni volumetriche avvenute negli ultimi 26 anni – dal 1981 ad oggi - ha evidenziato un rilascio idrico da parte dei nostri ghiacciai, considerando solo quelli delle Alpi Centrali, pari a 2000 miliardi di litri, l’equivalente di 800.000 piscine olimpiche e 4 volte il Lago Trasimeno. Un fenomeno particolarmente preoccupante visto l’importante ruolo dei ghiacciai e della loro intensa fusione nel produrre acqua, soprattutto nel periodo estivo, utile a mitigare i periodi di siccità e cruciale per la produzione di energia idroelettrica.

Sono questi i dati evidenziati dall’aggiornamento al Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani presentati in un incontro organizzato alla Camera dei Deputati dall’Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia.
"Le ricerche scientifiche e le rilevazioni riportate nel Nuovo Catasto dei ghiacciai”, commentano Umberto Martini, Presidente generale del Club alpino italiano ed Erminio Quartiani, Vicepresidente generale, “confermano l'assoluta emergenza in cui si trova il pianeta a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Da questi effetti bisogna difendersi, sostenendo gli sforzi che alla Conferenza ONU di Parigi COP21 del prossimo dicembre saranno compiuti per definire l'impegno, vincolante per tutti gli Stati e per tutti i popoli, di contenere entro i limiti di 2° C il riscaldamento del nostro pianeta. Anche il CAI in questo ambito è impegnato con le altre 80 associazioni alpinistiche del mondo per mantenere la montagna vivibile e frequentabile".
Il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, pubblicato nel 2015, ma in costante e continuo aggiornamento, anche per quanto riguarda la risorsa idrica rappresentata dai ghiacciai, è disponibile on line open access e scritto in due lingue in modo semplice per renderlo davvero fruibili a tutti.

GHIACCIAIO SPACCATO IN TRE DAL CALDO

Dalla fine dell’agosto 2015, il più grande ghiacciaio vallivo italiano il “gigante” dei Forni, nel Parco Nazionale dello Stelvio, non è più unitario ma si è spaccato in tre ghiacciai più piccoli -uno vallivo e due montani- con un collasso continuo del suo settore inferiore. Il caldo dell’estate appena trascorsa, dunque, ha mietuto una vittima illustre ed è una perdita di non poco conto, considerando che la ricostituzione di un ghiacciaio avviene in tempi molto lenti anche con condizioni climatiche diverse dalle attuali, segnate dal susseguirsi di anni record per il caldo (il 2015 si avvia a essere il 14esimo in fila a battere il record di anno più caldo). E non solo, l’analisi delle variazioni volumetriche avvenute negli ultimi 26 anni – dal 1981 ad oggi - ha evidenziato un rilascio idrico da parte dei nostri ghiacciai, considerando solo quelli delle Alpi Centrali, pari a 2000 miliardi di litri, l’equivalente di 800.000 piscine olimpiche e 4 volte il Lago Trasimeno. Un fenomeno particolarmente preoccupante visto l’importante ruolo dei ghiacciai e della loro intensa fusione nel produrre acqua, soprattutto nel periodo estivo, utile a mitigare i periodi di siccità e cruciale per la produzione di energia idroelettrica.

Sono questi i dati evidenziati dall’aggiornamento al Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani presentati in un incontro organizzato alla Camera dei Deputati dall’Intergruppo parlamentare per il clima Globe Italia.
"Le ricerche scientifiche e le rilevazioni riportate nel Nuovo Catasto dei ghiacciai”, commentano Umberto Martini, Presidente generale del Club alpino italiano ed Erminio Quartiani, Vicepresidente generale, “confermano l'assoluta emergenza in cui si trova il pianeta a causa degli effetti dei cambiamenti climatici. Da questi effetti bisogna difendersi, sostenendo gli sforzi che alla Conferenza ONU di Parigi COP21 del prossimo dicembre saranno compiuti per definire l'impegno, vincolante per tutti gli Stati e per tutti i popoli, di contenere entro i limiti di 2° C il riscaldamento del nostro pianeta. Anche il CAI in questo ambito è impegnato con le altre 80 associazioni alpinistiche del mondo per mantenere la montagna vivibile e frequentabile".
Il Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, pubblicato nel 2015, ma in costante e continuo aggiornamento, anche per quanto riguarda la risorsa idrica rappresentata dai ghiacciai, è disponibile on line open access e scritto in due lingue in modo semplice per renderlo davvero fruibili a tutti.

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