STRAGE A PARIGI, TERRORISTI INNEGGIANO AD ALLAH
14/11/2015 13:37

Parigi sotto assedio. Sono trascorsi pochi mesi dagli attacchi terroristici a Charlie Hebdo, oggi si parla di vera e propria strage. Dalle 22 di ieri sera fino a notte inoltrata sette attacchi hanno colpito la città. Prima due kamikaze si sono fatti esplodere allo stadio dove era in corso l'amichevole tra Francia e Germania, poi ci sono state sparatorie in alcune vie di Parigi, colpi di kalashnikov in un ristorante e in un bar e infine il massacro al Bataclan, sala per concerti, dove si trovavano numerodi ostaggi.
Il bilancio degli attacchi è di almeno 130 morti, 192 i feriti, di cui 99 gravi. Secondo la procura gli attentatori deceduti sarebbero 8, ma è possibile che altri complici siano in fuga. Sul corpo di uno degli attentatori kamikaze è stato trovato un passaporto siriano. Identificato un secondo autore degli attentati, è un citadino francese, già noto alle forze di Polizia.

Il presidente Hollande ha annunciato lo stato d'emergenza e il ripristino dei controlli alle frontiere, oltre alla mobilitazione di 1.500 militari a Parigi.
Testimoni che si trovavano al Bataclan di Parigi hanno raccontato in lacrime che i terroristi gridavano "Allah è grande". E militanti dello Stato islamico hanno immediatamente celebrato su Twitter con l'hashtag in arabo "Parigi in fiamme".
Poche ore dopo gli attentati è arrivata la rivendicazione dello Stato islamico. "Ricordate, ricordate il 14 novembre. Non dimenticheranno questo giorno, come gli americani l'11 settembre. La Francia manda i suoi aerei ogni giorno in Siria, bombardando bambini e anziani, oggi beve dallo stesso calice", ha affermato il canale Dabiq France, secondo quanto ha scritto su Twitter Rita Katz, direttore di Site, che monitora i gruppi jihadisti.

Si cerca una ragazza veneziana che si trovava nella sala concerti con altri tre ragazzi italiani, presi in ostaggio e salvati dalle forze dell'ordine. Tra i feriti lievi, altri due italiani di Senigallia.
"Abbiamo intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale". Lo afferma il premier Matteo Renzi in merito agli attacchi di Parigi.
"Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi abbiamo un'idea del conflitto assai diversa, per l'intera Europa questa è la terza guerra mondiale". Con queste parole Luca Zaia, presidente del Veneto, testimonia il cordoglio e la preoccupazione dei veneti per la strage terroristica a Parigi.
Da Venezia il sindaco Luigi Brugnaro esprime con un tweet "Solidarietà totale al popolo francese per il vile attacco". Dura invece la posizione del Sindaco di Padova Massimo Bitonci: "E' necessario che tutti i musulmani d'Italia e d'Europa non solo condannino gli attacchi di Parigi, ma affermino che la violenza, come ripeteva Papa Benedetto XVI, è in contrasto con la natura di Dio e con il desiderio di bene che è insito nell'uomo. Se non lo faranno, dovranno essere banditi dalle nostre comunità".

 

STRAGE A PARIGI, TERRORISTI INNEGGIANO AD ALLAH

Parigi sotto assedio. Sono trascorsi pochi mesi dagli attacchi terroristici a Charlie Hebdo, oggi si parla di vera e propria strage. Dalle 22 di ieri sera fino a notte inoltrata sette attacchi hanno colpito la città. Prima due kamikaze si sono fatti esplodere allo stadio dove era in corso l'amichevole tra Francia e Germania, poi ci sono state sparatorie in alcune vie di Parigi, colpi di kalashnikov in un ristorante e in un bar e infine il massacro al Bataclan, sala per concerti, dove si trovavano numerodi ostaggi.
Il bilancio degli attacchi è di almeno 130 morti, 192 i feriti, di cui 99 gravi. Secondo la procura gli attentatori deceduti sarebbero 8, ma è possibile che altri complici siano in fuga. Sul corpo di uno degli attentatori kamikaze è stato trovato un passaporto siriano. Identificato un secondo autore degli attentati, è un citadino francese, già noto alle forze di Polizia.

Il presidente Hollande ha annunciato lo stato d'emergenza e il ripristino dei controlli alle frontiere, oltre alla mobilitazione di 1.500 militari a Parigi.
Testimoni che si trovavano al Bataclan di Parigi hanno raccontato in lacrime che i terroristi gridavano "Allah è grande". E militanti dello Stato islamico hanno immediatamente celebrato su Twitter con l'hashtag in arabo "Parigi in fiamme".
Poche ore dopo gli attentati è arrivata la rivendicazione dello Stato islamico. "Ricordate, ricordate il 14 novembre. Non dimenticheranno questo giorno, come gli americani l'11 settembre. La Francia manda i suoi aerei ogni giorno in Siria, bombardando bambini e anziani, oggi beve dallo stesso calice", ha affermato il canale Dabiq France, secondo quanto ha scritto su Twitter Rita Katz, direttore di Site, che monitora i gruppi jihadisti.

Si cerca una ragazza veneziana che si trovava nella sala concerti con altri tre ragazzi italiani, presi in ostaggio e salvati dalle forze dell'ordine. Tra i feriti lievi, altri due italiani di Senigallia.
"Abbiamo intensificato i controlli su tutto il territorio nazionale". Lo afferma il premier Matteo Renzi in merito agli attacchi di Parigi.
"Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra e che, nonostante tutti noi abbiamo un'idea del conflitto assai diversa, per l'intera Europa questa è la terza guerra mondiale". Con queste parole Luca Zaia, presidente del Veneto, testimonia il cordoglio e la preoccupazione dei veneti per la strage terroristica a Parigi.
Da Venezia il sindaco Luigi Brugnaro esprime con un tweet "Solidarietà totale al popolo francese per il vile attacco". Dura invece la posizione del Sindaco di Padova Massimo Bitonci: "E' necessario che tutti i musulmani d'Italia e d'Europa non solo condannino gli attacchi di Parigi, ma affermino che la violenza, come ripeteva Papa Benedetto XVI, è in contrasto con la natura di Dio e con il desiderio di bene che è insito nell'uomo. Se non lo faranno, dovranno essere banditi dalle nostre comunità".

 

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