RICHIESTE DI ASILO: RIMPATRIARE CHI PRESENTA RICORSO
27/11/2015 11:16

«Chiediamo il rapido rimpatrio di chi, ricevuto il “no” allo status di richiedente asilo o di rifugiato, ha fatto ricorso al tribunale. La sentenza va attesa nel Paese d’origine, e non in Italia dove, con questo escamotage, anche chi sa benissimo che la propria richiesta non verrà mai accolta per mancanza di requisiti, si rivolge alla giustizia. E così rimane sul nostro territorio, con lo Stato che spende circa 13 mila euro all’anno per mantenerlo mediamente per un altro anno, oltre a quello che già passa dal momento in cui sbarca sulle nostre coste a quando si appella al tribunale». È questo uno dei punti salienti del progetto di legge che il deputato di Fare! Emanuele Prataviera ha presentato questo pomeriggio alla Camera. «Chiediamo inoltre» ha proseguito Prataviera «che venga istituita una commissione prefettizia per provincia, al fine di accorciare drasticamente i tempi necessari all’identificazione e allo smaltimento delle pratiche. Oggi le commissioni sono in tutto 42. Con la nostra proposta il numero salirebbe a 105, ma i costi a carico dello Stato, quindi dei cittadini, rimarrebbero pressoché identici, perché verrebbe impiegato personale già in servizio al ministero degli Interni. E le pratiche verrebbero evase al massimo in 5 mesi». Presente alla conferenza stampa anche il Sindaco di Verona e Segretario di Fare!, Flavio Tosi: «Si tratta di una proposta di buonsenso, costruttiva, che non va né contro il Governo né contro gli immigrati, ma che tenta di dare un apporto per gestire intelligentemente il fenomeno. Non possiamo mantenere a tempo indeterminato chi non ha diritto di rimanere in Italia. Il risparmio annuo, con questa nostra proposta, sarebbe superiore ai 200 milioni. Ci siamo già confrontati col ministro degli Interni e speriamo che il Governo faccia propri questa proposta. Sarebbe un segnale concreto per gestire in modo corretto gli sbarchi».

RICHIESTE DI ASILO: RIMPATRIARE CHI PRESENTA RICORSO

«Chiediamo il rapido rimpatrio di chi, ricevuto il “no” allo status di richiedente asilo o di rifugiato, ha fatto ricorso al tribunale. La sentenza va attesa nel Paese d’origine, e non in Italia dove, con questo escamotage, anche chi sa benissimo che la propria richiesta non verrà mai accolta per mancanza di requisiti, si rivolge alla giustizia. E così rimane sul nostro territorio, con lo Stato che spende circa 13 mila euro all’anno per mantenerlo mediamente per un altro anno, oltre a quello che già passa dal momento in cui sbarca sulle nostre coste a quando si appella al tribunale». È questo uno dei punti salienti del progetto di legge che il deputato di Fare! Emanuele Prataviera ha presentato questo pomeriggio alla Camera. «Chiediamo inoltre» ha proseguito Prataviera «che venga istituita una commissione prefettizia per provincia, al fine di accorciare drasticamente i tempi necessari all’identificazione e allo smaltimento delle pratiche. Oggi le commissioni sono in tutto 42. Con la nostra proposta il numero salirebbe a 105, ma i costi a carico dello Stato, quindi dei cittadini, rimarrebbero pressoché identici, perché verrebbe impiegato personale già in servizio al ministero degli Interni. E le pratiche verrebbero evase al massimo in 5 mesi». Presente alla conferenza stampa anche il Sindaco di Verona e Segretario di Fare!, Flavio Tosi: «Si tratta di una proposta di buonsenso, costruttiva, che non va né contro il Governo né contro gli immigrati, ma che tenta di dare un apporto per gestire intelligentemente il fenomeno. Non possiamo mantenere a tempo indeterminato chi non ha diritto di rimanere in Italia. Il risparmio annuo, con questa nostra proposta, sarebbe superiore ai 200 milioni. Ci siamo già confrontati col ministro degli Interni e speriamo che il Governo faccia propri questa proposta. Sarebbe un segnale concreto per gestire in modo corretto gli sbarchi».

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