MORTO LICIO GELLI, CON LUI I SEGRETI ITALIANI
16/12/2015 10:03

AREZZO - E' morto Licio Gelli, è deceduto poco dopo le 23 di ieri a Villa Wanda, la sua casa di Arezzo dove era rientrato dopo un recente ricovero in ospedale. L'ex venerabile della loggia P2, 96 anni, con la sua morte porta con sè i misteri più oscuri dell'Italia repubblicana. Da due giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate tanto da indurre la moglie Gabriela Vasile a ricoverarlo nella clinica pisana di San Rossore da dove era stato dimesso alla fine della scorsa settimana perché giudicato ormai in fin di vita. L'ospedale di Arezzo aveva dato lo stesso responso e la famiglia aveva deciso di riportarlo a Villa Wanda. Nell'81 la scoperta dell'oscura loggia massonica travolse gran parte della classe dirigente italiana. Il "burattinaio", "Belfagor", "il venerabile", così di volta in volta è stato definito nel corso degli ultimi 40 anni per il coinvolgimento diretto o indiretto in tutti i maggiori scandali dell'Italia repubblicana: tentato golpe Borghese, strategia della tensione, crac Sindona, caso Calvi, scalata ai grandi gruppi editoriali, caso Moro, mafia, tangentopoli. In un'intervista nel 2008 disse: "Berlusconi è l'unico che può andare avanti nella politica di questo Paese"

MORTO LICIO GELLI, CON LUI I SEGRETI ITALIANI

AREZZO - E' morto Licio Gelli, è deceduto poco dopo le 23 di ieri a Villa Wanda, la sua casa di Arezzo dove era rientrato dopo un recente ricovero in ospedale. L'ex venerabile della loggia P2, 96 anni, con la sua morte porta con sè i misteri più oscuri dell'Italia repubblicana. Da due giorni le sue condizioni di salute erano peggiorate tanto da indurre la moglie Gabriela Vasile a ricoverarlo nella clinica pisana di San Rossore da dove era stato dimesso alla fine della scorsa settimana perché giudicato ormai in fin di vita. L'ospedale di Arezzo aveva dato lo stesso responso e la famiglia aveva deciso di riportarlo a Villa Wanda. Nell'81 la scoperta dell'oscura loggia massonica travolse gran parte della classe dirigente italiana. Il "burattinaio", "Belfagor", "il venerabile", così di volta in volta è stato definito nel corso degli ultimi 40 anni per il coinvolgimento diretto o indiretto in tutti i maggiori scandali dell'Italia repubblicana: tentato golpe Borghese, strategia della tensione, crac Sindona, caso Calvi, scalata ai grandi gruppi editoriali, caso Moro, mafia, tangentopoli. In un'intervista nel 2008 disse: "Berlusconi è l'unico che può andare avanti nella politica di questo Paese"

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