AL VIA LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE EQUITALIA
08/11/2016 18:04

Equitalia rottamazione al via per circa 20 milioni di contribuenti che potranno decidere di fare pace con il fisco scaricando dal sito del gruppo i moduli per richiedere la rottamazione delle cartelle esattoriali già notificate. Entro il 23 gennaio 2017 bisognerà presentare domanda ad Equitalia o consegnando il modulo allo sportello o per via telematica. Entro il 24 aprile la stessa Equitalia comunicherà gli importi da pagare. La sanatoria vale anche per le notifiche di accertamento dell’Agenzia delle entrate e riguarda Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali ed Inail, Iva, esclusa quella dovuta da importi e multe stradali. Anche se su queste ultime bisogna versare interessi legali e spese di notifica. Su tasse e contributi la rottamazione consentirà di non pagare le sanzioni e i salatissimi interessi di mora. Ovviamente si deve pagare per intero l’importo relativo a tasse, contributi e multe con l’aggiunta delle spese legali, uno 0,6% che scatta dal mancato versamento della somma dovuta alla data di notifica della cartella esattoriale. Per chi ha avuto una cartella notificata otto anni fa il risparmio si aggira sul 50%. Si può presentare domanda anche per le cartelle che avevamo già iniziato a pagare a rate, massimo 72 o 120 per chi è in difficoltà finanziarie, ma aderendo alla sanatoria le rate si ridurranno solo alle 4 previste dal nuovo decreto. La rottamazione prevede infatti che il pagamento possa avvenire massimo in quattro rate, le prime tre, ciascuna di un terzo dell’importo complessivo, da saldare entro il 15 dicembre del 2017. La quarta da liquidare entro il 15 marzo del 2018. Se si salta il pagamento di una rata o solo si ritarda il pagamento dell’ultima arriva il salasso, con rischio pignoramento casa, perché si tornano a pagare tutto in una volta gli importi della nuova rottamazione e delle eventuali vecchie rate con tanto di sanzioni e interessi di mora. Chi ha un contenzioso tributario dovrà rinunciarvi se vorrà aderire alla sanatoria. Fatto che secondo alcuni esperti di diritto tributario potrebbe aprire la strada a ricorsi fino alla Corte Costituzionale. 

AL VIA LA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE EQUITALIA

Equitalia rottamazione al via per circa 20 milioni di contribuenti che potranno decidere di fare pace con il fisco scaricando dal sito del gruppo i moduli per richiedere la rottamazione delle cartelle esattoriali già notificate. Entro il 23 gennaio 2017 bisognerà presentare domanda ad Equitalia o consegnando il modulo allo sportello o per via telematica. Entro il 24 aprile la stessa Equitalia comunicherà gli importi da pagare. La sanatoria vale anche per le notifiche di accertamento dell’Agenzia delle entrate e riguarda Irpef, Irap, Ires, contributi previdenziali ed Inail, Iva, esclusa quella dovuta da importi e multe stradali. Anche se su queste ultime bisogna versare interessi legali e spese di notifica. Su tasse e contributi la rottamazione consentirà di non pagare le sanzioni e i salatissimi interessi di mora. Ovviamente si deve pagare per intero l’importo relativo a tasse, contributi e multe con l’aggiunta delle spese legali, uno 0,6% che scatta dal mancato versamento della somma dovuta alla data di notifica della cartella esattoriale. Per chi ha avuto una cartella notificata otto anni fa il risparmio si aggira sul 50%. Si può presentare domanda anche per le cartelle che avevamo già iniziato a pagare a rate, massimo 72 o 120 per chi è in difficoltà finanziarie, ma aderendo alla sanatoria le rate si ridurranno solo alle 4 previste dal nuovo decreto. La rottamazione prevede infatti che il pagamento possa avvenire massimo in quattro rate, le prime tre, ciascuna di un terzo dell’importo complessivo, da saldare entro il 15 dicembre del 2017. La quarta da liquidare entro il 15 marzo del 2018. Se si salta il pagamento di una rata o solo si ritarda il pagamento dell’ultima arriva il salasso, con rischio pignoramento casa, perché si tornano a pagare tutto in una volta gli importi della nuova rottamazione e delle eventuali vecchie rate con tanto di sanzioni e interessi di mora. Chi ha un contenzioso tributario dovrà rinunciarvi se vorrà aderire alla sanatoria. Fatto che secondo alcuni esperti di diritto tributario potrebbe aprire la strada a ricorsi fino alla Corte Costituzionale. 

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