PROSTITUZIONE: SMANTELLATA ORGANIZZAZIONE ASIATICA
06/12/2016 14:04

Sfruttavano decine di giovani donne cinesi, spesso clandestine, che venivano costrette alla prostituzione. Smantellata dai Carabinieri di Mestre una ramificata organizzazione asiatica che gestiva case d’appuntamento in tutto il settentrione da Venezia a Bergamo, da Brescia a Milano. Alle prime luci di oggi gli uomini dell'Arma hanno dato il via all'Operazione “Freccia Gialla” dando esecuzione ad una ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Venezia, con 8 misure cautelari (di cui 7 di custodia in carcere e un obbligo di firma alla P.G.). I destinatari delle misure restrittive sono stati associati a diverse case circondariali del Veneto e della Lombardia, e sono: Xiu Yumei (classe ’69), Qin Xiuxia (classe ’72), Ansuini Alessandro (classe ’71), Fang Yanhong (classe ‘82), Raffaldi Roberto (classe ’64), Liu Fen (classe ’68) e Yu Wenkuan (classe ’78).  Le indagini di polizia giudiziaria, iniziate nel luglio 2015 dai Carabinieri di Mestre, hanno consentito di identificare e deferire in stato di libertà circa 40 persone, tra prostitute clandestine e proprietari di appartamenti (sia di nazionalità italiana che cinese), che affittavano all’organizzazione gli immobili dove poter svolgere gli incontri sessuali. Una ventina le case di prostituzione utilizzate.  
Nel corso dell'operazione sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei soggetti raggiunti dalle misure e nelle abitazioni degli altri indagati, per poi proseguire nelle cosiddette “case d’appuntamento”, provvedendo quindi ad eseguire il sequestro preventivo di ben quattro immobili e di un’autovettura dal valore complessivo di circa un milione di euro.
Durante le perquisizioni non sono mancate le sorprese: i militari hanno trovato decine di ragazze letteralmente segregate in casa e costrette a prostituirsi. In ogni abitazione migliaia di euro, evidentemente frutto dell'attività illecita; scovato anche un centro estetico abusivo (dove si facevano iniezioni di botulino) e un B&B “fai da te”, anch’esso non autorizzato.
A gestire il business delle vere e proprie aguzzine che imponevano alle giovani ogni genere di rapporto sessuale, a seconda delle diverse richieste dei clienti (con più persone e senza protezioni);le ragazze avevano il divieto assoluto di uscire di casa anche per l’acquisto di generi di prima necessità, o per andare dal medico.
Ogni “lucciola” era completamente assoggettata alla propria maîtresse, la quale decideva il compenso e il tempo che poteva rimanere nella casa a lavorare.
Vi era, inoltre, uno scambio quasi “ciclico” delle giovani all’interno delle diverse case d’appuntamenti, che collaboravano frequentemente con favori ed aiuti reciproci.

PROSTITUZIONE: SMANTELLATA ORGANIZZAZIONE ASIATICA

Sfruttavano decine di giovani donne cinesi, spesso clandestine, che venivano costrette alla prostituzione. Smantellata dai Carabinieri di Mestre una ramificata organizzazione asiatica che gestiva case d’appuntamento in tutto il settentrione da Venezia a Bergamo, da Brescia a Milano. Alle prime luci di oggi gli uomini dell'Arma hanno dato il via all'Operazione “Freccia Gialla” dando esecuzione ad una ordinanza emessa dal GIP del Tribunale di Venezia, con 8 misure cautelari (di cui 7 di custodia in carcere e un obbligo di firma alla P.G.). I destinatari delle misure restrittive sono stati associati a diverse case circondariali del Veneto e della Lombardia, e sono: Xiu Yumei (classe ’69), Qin Xiuxia (classe ’72), Ansuini Alessandro (classe ’71), Fang Yanhong (classe ‘82), Raffaldi Roberto (classe ’64), Liu Fen (classe ’68) e Yu Wenkuan (classe ’78).  Le indagini di polizia giudiziaria, iniziate nel luglio 2015 dai Carabinieri di Mestre, hanno consentito di identificare e deferire in stato di libertà circa 40 persone, tra prostitute clandestine e proprietari di appartamenti (sia di nazionalità italiana che cinese), che affittavano all’organizzazione gli immobili dove poter svolgere gli incontri sessuali. Una ventina le case di prostituzione utilizzate.  
Nel corso dell'operazione sono state effettuate perquisizioni nelle abitazioni dei soggetti raggiunti dalle misure e nelle abitazioni degli altri indagati, per poi proseguire nelle cosiddette “case d’appuntamento”, provvedendo quindi ad eseguire il sequestro preventivo di ben quattro immobili e di un’autovettura dal valore complessivo di circa un milione di euro.
Durante le perquisizioni non sono mancate le sorprese: i militari hanno trovato decine di ragazze letteralmente segregate in casa e costrette a prostituirsi. In ogni abitazione migliaia di euro, evidentemente frutto dell'attività illecita; scovato anche un centro estetico abusivo (dove si facevano iniezioni di botulino) e un B&B “fai da te”, anch’esso non autorizzato.
A gestire il business delle vere e proprie aguzzine che imponevano alle giovani ogni genere di rapporto sessuale, a seconda delle diverse richieste dei clienti (con più persone e senza protezioni);le ragazze avevano il divieto assoluto di uscire di casa anche per l’acquisto di generi di prima necessità, o per andare dal medico.
Ogni “lucciola” era completamente assoggettata alla propria maîtresse, la quale decideva il compenso e il tempo che poteva rimanere nella casa a lavorare.
Vi era, inoltre, uno scambio quasi “ciclico” delle giovani all’interno delle diverse case d’appuntamenti, che collaboravano frequentemente con favori ed aiuti reciproci.

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