BANCA POPOLARE DI VICENZA: ZONIN SI DIFENDE
07/12/2016 13:22

Gianni Zonin, ex presidente della Popolare di Vicenza, ha notificato un atto di citazione dinanzi al Tribunale delle Imprese di Venezia per l'accertamento della correttezza della sua attività nell'istituto di credito dal 1996 al 2015. Si tratta della risposta all'azione di responsabilità decisa dal cda nei suoi confronti per "gravi irregolarità" che avrebbero causato danni per "diverse centinaia di milioni di euro".  Zonin sottolinea che per 17 anni consecutivi, durante la sua presidenza, BPVi ha distribuito ai soci "i consistenti utili conseguenti alla gestione profittevole della Banca" mentre, si legge in una nota, "nel periodo successivo alle sue dimissioni, avvenute nel novembre 2015 i due diversi consigli di amministrazione che si sono succeduti hanno ridotto il valore di un'azione da 48 euro dapprima a 6,30 euro e successivamente a 0,10 euro".    

Nel "condividere e comprendere" lo stato d'animo dei risparmiatori e dei soci di BPVi, che in due anni si sono visti quasi azzerare il valore delle loro azioni, Zonin ritiene giusto "ricostruire la propria attività quale presidente dell'istituto e così contribuire all'accertamento delle responsabilità per alcune importanti deviazioni dalla corretta gestione".    L'atto si propone di dimostrare, secondo l'ex presidente, che il deterioramento economico della Banca Popolare di Vicenza "ha tre origini concomitanti: la grave crisi finanziaria ed economica italiana; l'impatto negativo della straordinaria normativa europea applicata alle banche italiane; una gestione scorretta da parte della direzione della banca, posta in essere con modalità tali da non poter essere accertata dal cda". L'obiettivo è anche quello "di costituire la sede più naturale ed appropriata per ricostruire i fatti che oggi sono contemporaneamente sottoposti al giudizio della Consob, di Banca d'Italia, della Procura della Repubblica di Vicenza e del Tribunale delle imprese". "Per evitare il conflitto di giudicati, per evitare dispersione di conoscenze e di aggravio dei costi è interesse di Zonin (ma anche della comunità e dello Stato) essere giudicato - rileva una nota - in un unico processo civile, che comprenda tutte le contestazioni e le difese proposte dinanzi alla autorità regolatrici". L'atto di citazione prvede la chiamata in causa di Banca Popolare di Vicenza, di Samuele Sorato, ex dg, e di Emanuele Giustini, suo vice, per il 24 maggio 2017.

BANCA POPOLARE DI VICENZA: ZONIN SI DIFENDE

Gianni Zonin, ex presidente della Popolare di Vicenza, ha notificato un atto di citazione dinanzi al Tribunale delle Imprese di Venezia per l'accertamento della correttezza della sua attività nell'istituto di credito dal 1996 al 2015. Si tratta della risposta all'azione di responsabilità decisa dal cda nei suoi confronti per "gravi irregolarità" che avrebbero causato danni per "diverse centinaia di milioni di euro".  Zonin sottolinea che per 17 anni consecutivi, durante la sua presidenza, BPVi ha distribuito ai soci "i consistenti utili conseguenti alla gestione profittevole della Banca" mentre, si legge in una nota, "nel periodo successivo alle sue dimissioni, avvenute nel novembre 2015 i due diversi consigli di amministrazione che si sono succeduti hanno ridotto il valore di un'azione da 48 euro dapprima a 6,30 euro e successivamente a 0,10 euro".    

Nel "condividere e comprendere" lo stato d'animo dei risparmiatori e dei soci di BPVi, che in due anni si sono visti quasi azzerare il valore delle loro azioni, Zonin ritiene giusto "ricostruire la propria attività quale presidente dell'istituto e così contribuire all'accertamento delle responsabilità per alcune importanti deviazioni dalla corretta gestione".    L'atto si propone di dimostrare, secondo l'ex presidente, che il deterioramento economico della Banca Popolare di Vicenza "ha tre origini concomitanti: la grave crisi finanziaria ed economica italiana; l'impatto negativo della straordinaria normativa europea applicata alle banche italiane; una gestione scorretta da parte della direzione della banca, posta in essere con modalità tali da non poter essere accertata dal cda". L'obiettivo è anche quello "di costituire la sede più naturale ed appropriata per ricostruire i fatti che oggi sono contemporaneamente sottoposti al giudizio della Consob, di Banca d'Italia, della Procura della Repubblica di Vicenza e del Tribunale delle imprese". "Per evitare il conflitto di giudicati, per evitare dispersione di conoscenze e di aggravio dei costi è interesse di Zonin (ma anche della comunità e dello Stato) essere giudicato - rileva una nota - in un unico processo civile, che comprenda tutte le contestazioni e le difese proposte dinanzi alla autorità regolatrici". L'atto di citazione prvede la chiamata in causa di Banca Popolare di Vicenza, di Samuele Sorato, ex dg, e di Emanuele Giustini, suo vice, per il 24 maggio 2017.

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