PADOVA: IL PRESIDENTE BONETTO SCRIVE AI TIFOSI
20/09/2017 18:06

Cari tifosi, come parecchi di voi ci hanno riconosciuto, questa estate la Società ha fatto molto per radunare attorno alla squadra il maggior numero possibile di tifosi e riaccendere l’entusiasmo attorno ai nostri colori. La piazza ha risposto bene e gli abbonati sono aumentati significativamente rispetto all’anno scorso. Così, per il derby con il Vicenza, gli oltre novemila tifosi presenti lunedì sera hanno creato un’atmosfera indimenticabile. Non dissipiamo questo tesoro di entusiasmo e passione. Dopo il derby, alla nostra Società è stata comminata una sanzione di 5.000 euro in quanto sono stati tra l’altro avvertiti cori di discriminazione razziale. Un’altra ammenda per le medesime ragioni ci era stata inflitta dopo la gara con il Fano. Dopo sole tre gare il Padova è già stato sanzionato due volte per cori di discriminazione razziale. Noi siamo convinti che Padova e i suoi tifosi non sono razzisti e in sede di giustizia sportiva abbiamo fatto presente tale convinzione. Lo dice la storia della nostra città, che ha da sempre accolto i “foresti” di tutto il mondo nella sua Università e che ha saputo abbracciare tanto tempo fa quel frate francescano portoghese, destinato a diventare Sant’Antonio da Padova, simbolo della nostra tradizione. Ma dobbiamo inevitabilmente confrontarci con le regole proprie del Codice di Giustizia Sportiva, che per questo genere di eventi sono particolarmente severe. Oggi il Padova è in diffida, in quanto è stata formalizzata la recidiva. Alla prossima contestazione, oltre al danno economico (la sanzione può arrivare a 50.000 euro), è prevista anche la chiusura del settore dal quale provengono i cori, ove individuato, oppure l’obbligo di giocare con l’intero stadio a porte chiuse, per uno o più turni di campionato. Il Padova ha bisogno dei suoi tifosi. Tutti i tifosi hanno diritto di vivere l’emozione di tifare per i nostri colori. Sarebbe un errore imperdonabile privaci di tale diritto per il comportamento di pochi. Non facciamoci negare la gioia di lottare assieme per questa maglia.

Cari tifosi, facciamo attenzione a come tifiamo. Invitiamo tutti i sostenitori del biancoscudo ad evitare cori o espressioni che possano essere intesi come discriminazione razziale.

E ove ciò dovesse accadere, chiediamo ai nostri tifosi, che certamente non si sentono rappresentati da questo tipo di atteggiamenti e che non vogliono che alla tifoseria, alla Società e alla squadra sia tolta la possibilità di lottare tutti assieme, di manifestare il proprio dissenso, con fischi o applausi. Facciamo squadra, facciamo in modo di non permettere a nessuno di ostacolare il nostro cammino!

Forza Padova. Presidente Roberto Bonetto

PADOVA: IL PRESIDENTE BONETTO SCRIVE AI TIFOSI

Cari tifosi, come parecchi di voi ci hanno riconosciuto, questa estate la Società ha fatto molto per radunare attorno alla squadra il maggior numero possibile di tifosi e riaccendere l’entusiasmo attorno ai nostri colori. La piazza ha risposto bene e gli abbonati sono aumentati significativamente rispetto all’anno scorso. Così, per il derby con il Vicenza, gli oltre novemila tifosi presenti lunedì sera hanno creato un’atmosfera indimenticabile. Non dissipiamo questo tesoro di entusiasmo e passione. Dopo il derby, alla nostra Società è stata comminata una sanzione di 5.000 euro in quanto sono stati tra l’altro avvertiti cori di discriminazione razziale. Un’altra ammenda per le medesime ragioni ci era stata inflitta dopo la gara con il Fano. Dopo sole tre gare il Padova è già stato sanzionato due volte per cori di discriminazione razziale. Noi siamo convinti che Padova e i suoi tifosi non sono razzisti e in sede di giustizia sportiva abbiamo fatto presente tale convinzione. Lo dice la storia della nostra città, che ha da sempre accolto i “foresti” di tutto il mondo nella sua Università e che ha saputo abbracciare tanto tempo fa quel frate francescano portoghese, destinato a diventare Sant’Antonio da Padova, simbolo della nostra tradizione. Ma dobbiamo inevitabilmente confrontarci con le regole proprie del Codice di Giustizia Sportiva, che per questo genere di eventi sono particolarmente severe. Oggi il Padova è in diffida, in quanto è stata formalizzata la recidiva. Alla prossima contestazione, oltre al danno economico (la sanzione può arrivare a 50.000 euro), è prevista anche la chiusura del settore dal quale provengono i cori, ove individuato, oppure l’obbligo di giocare con l’intero stadio a porte chiuse, per uno o più turni di campionato. Il Padova ha bisogno dei suoi tifosi. Tutti i tifosi hanno diritto di vivere l’emozione di tifare per i nostri colori. Sarebbe un errore imperdonabile privaci di tale diritto per il comportamento di pochi. Non facciamoci negare la gioia di lottare assieme per questa maglia.

Cari tifosi, facciamo attenzione a come tifiamo. Invitiamo tutti i sostenitori del biancoscudo ad evitare cori o espressioni che possano essere intesi come discriminazione razziale.

E ove ciò dovesse accadere, chiediamo ai nostri tifosi, che certamente non si sentono rappresentati da questo tipo di atteggiamenti e che non vogliono che alla tifoseria, alla Società e alla squadra sia tolta la possibilità di lottare tutti assieme, di manifestare il proprio dissenso, con fischi o applausi. Facciamo squadra, facciamo in modo di non permettere a nessuno di ostacolare il nostro cammino!

Forza Padova. Presidente Roberto Bonetto

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