OSTEOPOROSI MASCHILE, IN MOLTI A SOFFRINE
06/10/2017 11:51

Si è tenuto a Padova un importante convegno sull’osteoporosi maschile, malattia subdola per mancanza di sintomi è caratterizzata dal deterioramento della qualità dell’osso e pertanto la sua prima manifestazione è spesso caratterizzata da una frattura. Questa patologia è più frequente nelle donne, 1 su 3 dopo la menopausa manifesta tale patologia. Per diagnosticare la presenza di osteoporosi, ci si avvale della densitometria o dell’esame della mineralometria ossea computerizzata MOC, indagine che viene effettuata come screening nelle donne in menopausa. Anche l’uomo può manifestare l’osteoporosi e dopo i 50 anni, 1 uomo su 5 ne risulta essere affetto. Tuttavia non esiste nell’immaginario degli uomini e dei medici un attenzione alla ricerca di questa patologia, tanto che di tutte le densitometrie effettuate in Italia, oltre il 90% è appannaggio delle donne. Lo studio AMOS, nell’ambito del progetto di screening dell’osteoporosi maschile, condotto a Padova dalla Fondazione Foresta ONLUS in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova e ULSS6 e CNR – Sezione invecchiamento, ha dimostrato che su 300 soggetti ultrasessantenni, il 38% manifesta una riduzione della densità dell’osso (osteopenia, osteoporosi), ma soltanto il 9% di questi uomini ne era a conoscenza per aver eseguito un’indagine densitometrica in precedenza. Dallo studio emerge che i fattori di rischio più evidenti per lo sviluppo dell’osteoporosi maschile, risultavano essere l’obesità e l’ipogonadismo (ridotta produzione di testosterone) Negli ultrasessantenni, nell’ambito della condizione clinica definita andropausa (disturbi sessuali, debolezza e riduzione della forza muscolare, obesità, diabete, ecc.), si verifica una riduzione dei livelli di testosterone. La sintomatologia associata alla deficienza di questo ormone si confonde molto con la comune sensazione “di essere anziani”, pertanto la diagnosi di ipogonadismo nell’adulto viene rilevata molto raramente. La conseguenza della mancata individuazione di bassi livelli di testosterone comporta tra l’altro, l’assenza di indicazione alla valutazione della struttura dello scheletro, e quindi la mancata rilevazione dei segni di osteoporosi. Nella donna, dopo la menopausa, lo screening per l’osteoporosi è considerato routinario e diffuso ma è assolutamente necessario che anche gli uomini dopo i 60 anni si sottopongano a questa valutazione soprattutto in presenza di segni clinici di questa patologia. Le conclusioni di questo studio suggeriscono una maggiore attenzione alla sintomatologia dell’ultrasessantenne per cogliere i segni clinici dell’anziano che, se suggestivi di presenza di andropausa, dovrebbero prevedere la confermata della diagnosi attraverso il dosaggio del testosterone. I ridotti livelli di testosterone sono fattore di rischio molto importante per l’osteoporosi e pertanto in questi casi è opportuno approfondire la sintomatologia tipica dell’andropausa mediante l’esecuzione della densitometria ossea.

OSTEOPOROSI MASCHILE, IN MOLTI A SOFFRINE

Si è tenuto a Padova un importante convegno sull’osteoporosi maschile, malattia subdola per mancanza di sintomi è caratterizzata dal deterioramento della qualità dell’osso e pertanto la sua prima manifestazione è spesso caratterizzata da una frattura. Questa patologia è più frequente nelle donne, 1 su 3 dopo la menopausa manifesta tale patologia. Per diagnosticare la presenza di osteoporosi, ci si avvale della densitometria o dell’esame della mineralometria ossea computerizzata MOC, indagine che viene effettuata come screening nelle donne in menopausa. Anche l’uomo può manifestare l’osteoporosi e dopo i 50 anni, 1 uomo su 5 ne risulta essere affetto. Tuttavia non esiste nell’immaginario degli uomini e dei medici un attenzione alla ricerca di questa patologia, tanto che di tutte le densitometrie effettuate in Italia, oltre il 90% è appannaggio delle donne. Lo studio AMOS, nell’ambito del progetto di screening dell’osteoporosi maschile, condotto a Padova dalla Fondazione Foresta ONLUS in collaborazione con l’Azienda Ospedaliera di Padova e ULSS6 e CNR – Sezione invecchiamento, ha dimostrato che su 300 soggetti ultrasessantenni, il 38% manifesta una riduzione della densità dell’osso (osteopenia, osteoporosi), ma soltanto il 9% di questi uomini ne era a conoscenza per aver eseguito un’indagine densitometrica in precedenza. Dallo studio emerge che i fattori di rischio più evidenti per lo sviluppo dell’osteoporosi maschile, risultavano essere l’obesità e l’ipogonadismo (ridotta produzione di testosterone) Negli ultrasessantenni, nell’ambito della condizione clinica definita andropausa (disturbi sessuali, debolezza e riduzione della forza muscolare, obesità, diabete, ecc.), si verifica una riduzione dei livelli di testosterone. La sintomatologia associata alla deficienza di questo ormone si confonde molto con la comune sensazione “di essere anziani”, pertanto la diagnosi di ipogonadismo nell’adulto viene rilevata molto raramente. La conseguenza della mancata individuazione di bassi livelli di testosterone comporta tra l’altro, l’assenza di indicazione alla valutazione della struttura dello scheletro, e quindi la mancata rilevazione dei segni di osteoporosi. Nella donna, dopo la menopausa, lo screening per l’osteoporosi è considerato routinario e diffuso ma è assolutamente necessario che anche gli uomini dopo i 60 anni si sottopongano a questa valutazione soprattutto in presenza di segni clinici di questa patologia. Le conclusioni di questo studio suggeriscono una maggiore attenzione alla sintomatologia dell’ultrasessantenne per cogliere i segni clinici dell’anziano che, se suggestivi di presenza di andropausa, dovrebbero prevedere la confermata della diagnosi attraverso il dosaggio del testosterone. I ridotti livelli di testosterone sono fattore di rischio molto importante per l’osteoporosi e pertanto in questi casi è opportuno approfondire la sintomatologia tipica dell’andropausa mediante l’esecuzione della densitometria ossea.

Share
Condividi su Facebook/ Google+/ Twitter
Facebook share Google+ share Twitter share
Commenti
commenta la notizia con il tuo account facebook
Invia il tuo video/foto
Inizia subito ad essere un iReporter
Tags
trova altri articoli con gli stessi tags
Contattaci
Contatta la nostra redazione






Ho letto e accetto l'informativa sulla privacy

GRUPPO TV7
TEL: 049.8077754
FAX: 049.8074636
Via Francesco Scipione Orologio, 2
35129 Padova [google maps]

direttore responsabile : Ermanno Chasen

E-Mail redazione: redazione@triveneta.tv
E-Mail commerciale: commerciale@gruppotv7.com

P.iva: 00769700287

Informativa sulla privacy Cookie Policy