TENTA DI PORTARE IN ITALIA LA "DROGA DI HITLER"
19/10/2017 12:36

Importante operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Mestre, che hanno tratto in arresto per importazione internazionale di sostanze stupefacenti un 50enne di origini bengalesi, domiciliato nel Lazio.

L’operazione è stata sviluppata in particolari dai militari delle Stazioni Carabinieri di Spinea e Aeroporto VE-Tessera, nell’ambito di un importante slancio operativo dato negli ultimi mesi dall’Arma veneziana al contrasto del traffico di stupefacenti.

I Carabinieri, a seguito di approfonditi accertamenti, avevano acquisito notizie su un soggetto di origini straniere, che si occupava dell’importazione dal Bangladesh sul territorio nazionale delle micidiali pasticche di Metanfetamina di ultima generazione denominate “Yaba”, la cosiddetta “droga di Hitler” o “droga della pazzia” perché rischia di far impazzire le persone, rendendole violente e aggressive, proprio come capitava ai soldati nazisti, provocando anche depressione e istinti suicidi. L’arresto è scaturito grazie agli approfondimenti info-investigativi sulla nuova droga e sui canali di smercio e approvvigionamento effettuati dai Carabinieri negli ultimi mesi, dopo che lo scorso agosto avevano arrestato a Marghera un altro bengalese con oltre 500 pastiglie della potente droga sintetica. I Carabinieri hanno monitorato e approfondito le rotte seguite da alcuni bengalesi che entravano e uscivano dal nostro paese con estrema ed insolita frequenza, focalizzando le attenzioni sul bengalese, regolarmente residente in Italia in provincia di Viterbo ma che stranamente aveva deciso di partire da Venezia per andare a Dacca, rientrando dopo due settimane. Una volta verificato il volo di ritorno lo hanno quindi atteso nei parcheggi del sedime esterno dell’aeroporto “Marco Polo” ove lo scorso martedì sera era giunto via Istanbul, riuscendo ad eludere anche i controlli di frontiera. I militari si sono infatti appostati nei parcheggi appena fuori l’area doganale aeroportuale proprio per prevenire questa evenienza, atteso che lo yaba è una droga di difficile rilevazione anche per i cani antidroga. L’uomo, intercettato e seguito all’uscita, è stato bloccato mentre attendeva che alcuni connazionali lo venissero a prendere.  Il “corriere”, ormai certo di essere caduto nella trappola ben congegnata, seguiva i Carabinieri fino in Stazione, dove una perquisizione approfondita dei suoi quattro bagagli permetteva il rinvenimento di quasi 2.500 (duemilacinquecento) pasticche suddivise in nove involucri, per un peso totale di due etti e mezzo circa, sapientemente occultati tra generi alimentari orientali di ogni tipo e dal forte odore.

Il bengalese veniva quindi dichiarato in stato di arresto per importazione di sostanze stupefacenti nel territorio nazionale e tradotto al carcere di Venezia.

Sono in corso ulteriori accertamenti sulla capacità operativa dell’uomo e sulla portata del portafoglio clienti, nonché sulle precise fonti di approvvigionamento della sostanza.

TENTA DI PORTARE IN ITALIA LA "DROGA DI HITLER"

Importante operazione antidroga dei Carabinieri della Compagnia di Mestre, che hanno tratto in arresto per importazione internazionale di sostanze stupefacenti un 50enne di origini bengalesi, domiciliato nel Lazio.

L’operazione è stata sviluppata in particolari dai militari delle Stazioni Carabinieri di Spinea e Aeroporto VE-Tessera, nell’ambito di un importante slancio operativo dato negli ultimi mesi dall’Arma veneziana al contrasto del traffico di stupefacenti.

I Carabinieri, a seguito di approfonditi accertamenti, avevano acquisito notizie su un soggetto di origini straniere, che si occupava dell’importazione dal Bangladesh sul territorio nazionale delle micidiali pasticche di Metanfetamina di ultima generazione denominate “Yaba”, la cosiddetta “droga di Hitler” o “droga della pazzia” perché rischia di far impazzire le persone, rendendole violente e aggressive, proprio come capitava ai soldati nazisti, provocando anche depressione e istinti suicidi. L’arresto è scaturito grazie agli approfondimenti info-investigativi sulla nuova droga e sui canali di smercio e approvvigionamento effettuati dai Carabinieri negli ultimi mesi, dopo che lo scorso agosto avevano arrestato a Marghera un altro bengalese con oltre 500 pastiglie della potente droga sintetica. I Carabinieri hanno monitorato e approfondito le rotte seguite da alcuni bengalesi che entravano e uscivano dal nostro paese con estrema ed insolita frequenza, focalizzando le attenzioni sul bengalese, regolarmente residente in Italia in provincia di Viterbo ma che stranamente aveva deciso di partire da Venezia per andare a Dacca, rientrando dopo due settimane. Una volta verificato il volo di ritorno lo hanno quindi atteso nei parcheggi del sedime esterno dell’aeroporto “Marco Polo” ove lo scorso martedì sera era giunto via Istanbul, riuscendo ad eludere anche i controlli di frontiera. I militari si sono infatti appostati nei parcheggi appena fuori l’area doganale aeroportuale proprio per prevenire questa evenienza, atteso che lo yaba è una droga di difficile rilevazione anche per i cani antidroga. L’uomo, intercettato e seguito all’uscita, è stato bloccato mentre attendeva che alcuni connazionali lo venissero a prendere.  Il “corriere”, ormai certo di essere caduto nella trappola ben congegnata, seguiva i Carabinieri fino in Stazione, dove una perquisizione approfondita dei suoi quattro bagagli permetteva il rinvenimento di quasi 2.500 (duemilacinquecento) pasticche suddivise in nove involucri, per un peso totale di due etti e mezzo circa, sapientemente occultati tra generi alimentari orientali di ogni tipo e dal forte odore.

Il bengalese veniva quindi dichiarato in stato di arresto per importazione di sostanze stupefacenti nel territorio nazionale e tradotto al carcere di Venezia.

Sono in corso ulteriori accertamenti sulla capacità operativa dell’uomo e sulla portata del portafoglio clienti, nonché sulle precise fonti di approvvigionamento della sostanza.

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