M5S;INQUINAMENTO DA PFAS, MITENI SAPEVA E ORA PAGHI
14/11/2017 16:59

M5S;INQUINAMENTO DA PFAS, MITENI SAPEVA E ORA PAGHI---VENEZIA--La Miteni sapeva nel 2009 del problema dei Pfas, ma l’ha comunicato alle autorità solo nel luglio del 2013. Per ogni giorno di ritardo nella comunicazione Miteni deve pagare, secondo la normativa vigente, una multa fino a 3 mila euro. A rivelarlo, chiedendo conto dei ritardi e delle mancate sanzioni, sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Veneto. “Dalla documentazione emerge come l’azienda fosse a conoscenza del problema già nel 2009 – è l’accusa dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle – poi, improvvisamente, nel luglio del 2013 la Miteni ha effettuato la comunicazione”.Questa realtà è emersa solamente quando i carabinieri del Noe sono entrati in azienda. Ma il conto relativo alla multa deve essere basato sulla data in cui l’azienda di Trissino ha scoperto l’emergenza: in ballo c'è un periodo di oltre quattro anni.“Stiamo parlando di una sanzione complessiva di quasi 9 milioni di euro – avvertono, calcolatrice alla mano, i consiglieri pentastellati – ed è tutto nero su bianco dal rapporto dei carabinieri del nucleo ecologico. Vogliamo sapere perché gli enti preposti al controllo non hanno fatto partire questa multa”. Inoltre parte della sanzione viene prescritta e ogni giorno che passa la sanzione diminuisce. “Vogliamo risposte dall’Arpav, e le vogliamo subito – è la richiesta dei 5 Stelle – altrimenti saremo costretti a presentare un esposto alla Corte dei Conti. Lasciamo tempo fino a venerdì a chi di dovere per farci avere le risposte”.

M5S;INQUINAMENTO DA PFAS, MITENI SAPEVA E ORA PAGHI

M5S;INQUINAMENTO DA PFAS, MITENI SAPEVA E ORA PAGHI---VENEZIA--La Miteni sapeva nel 2009 del problema dei Pfas, ma l’ha comunicato alle autorità solo nel luglio del 2013. Per ogni giorno di ritardo nella comunicazione Miteni deve pagare, secondo la normativa vigente, una multa fino a 3 mila euro. A rivelarlo, chiedendo conto dei ritardi e delle mancate sanzioni, sono i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle del Veneto. “Dalla documentazione emerge come l’azienda fosse a conoscenza del problema già nel 2009 – è l’accusa dei rappresentanti del Movimento 5 Stelle – poi, improvvisamente, nel luglio del 2013 la Miteni ha effettuato la comunicazione”.Questa realtà è emersa solamente quando i carabinieri del Noe sono entrati in azienda. Ma il conto relativo alla multa deve essere basato sulla data in cui l’azienda di Trissino ha scoperto l’emergenza: in ballo c'è un periodo di oltre quattro anni.“Stiamo parlando di una sanzione complessiva di quasi 9 milioni di euro – avvertono, calcolatrice alla mano, i consiglieri pentastellati – ed è tutto nero su bianco dal rapporto dei carabinieri del nucleo ecologico. Vogliamo sapere perché gli enti preposti al controllo non hanno fatto partire questa multa”. Inoltre parte della sanzione viene prescritta e ogni giorno che passa la sanzione diminuisce. “Vogliamo risposte dall’Arpav, e le vogliamo subito – è la richiesta dei 5 Stelle – altrimenti saremo costretti a presentare un esposto alla Corte dei Conti. Lasciamo tempo fino a venerdì a chi di dovere per farci avere le risposte”.

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