IMPRENDITORE SUICIDA: TERZO ARRESTO PER ESTORSIONE
21/12/2017 17:06

E' accusato di estorsione per aver fatto irruzione nello studio del legale che difendeva Bruno Ruzzarin, l'imprenditore padovano che si è suicidato in seguito ad alcune diffamazioni sui social network ricevute da una coppia di Adria. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Padova hanno tratto in arresto un uomo di 50 anni residente in provincia di Milano e già noto alle forze dell'ordine. Poco più di una settimana fa, le forze dell'ordine avevano arrestato Giampaolo Cominato e Raffaella Tessarin, i coniugi di Adria che avevano aperto un contenzioso con Ruzzarin per l'acquisto di due immobili a San Vito di Cadore (Belluno); il giorno dell'esecuzione delle ordinanze nei loro confronti l'uomo si era reso irreperibile. Le conseguenti indagini hanno consentito di ricostruire la sua rete di contatti e scoprire che si nascondeva a Monza. All'atto dell'arresto, aveva carta d'identità, patente e tessera sanitaria con la propria foto ma con dati anagrafici diversi, ed è stato denunciato anche per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

IMPRENDITORE SUICIDA: TERZO ARRESTO PER ESTORSIONE

E' accusato di estorsione per aver fatto irruzione nello studio del legale che difendeva Bruno Ruzzarin, l'imprenditore padovano che si è suicidato in seguito ad alcune diffamazioni sui social network ricevute da una coppia di Adria. Nei giorni scorsi i militari del Nucleo di Polizia Tributaria di Padova hanno tratto in arresto un uomo di 50 anni residente in provincia di Milano e già noto alle forze dell'ordine. Poco più di una settimana fa, le forze dell'ordine avevano arrestato Giampaolo Cominato e Raffaella Tessarin, i coniugi di Adria che avevano aperto un contenzioso con Ruzzarin per l'acquisto di due immobili a San Vito di Cadore (Belluno); il giorno dell'esecuzione delle ordinanze nei loro confronti l'uomo si era reso irreperibile. Le conseguenti indagini hanno consentito di ricostruire la sua rete di contatti e scoprire che si nascondeva a Monza. All'atto dell'arresto, aveva carta d'identità, patente e tessera sanitaria con la propria foto ma con dati anagrafici diversi, ed è stato denunciato anche per possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi.

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