ORAFO UCCISO: 20 ANNI DOPO, INDAGATI ANCHE A PADOVA
08/01/2018 16:36

ORAFO UCCISO: 20 ANNI DOPO, INDAGATI ANCHE A PADOVA. La procura della Repubblica di Mantova ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone facenti capo ad una famiglia di giostrai di origine sinta e residenti a Vicenza e a Busiago di Campo San Martino, in provincia di Padova. Tutti sono ritenuti a vario titolo responsabili, in concorso tra di loro, di duplice omicidio volontario. Ne dà notizia oggi il comando provinciale di Mantova in un comunicato. 
I cinque sarebbero ritenuti coinvolti nella tentata rapina in una gioielleria avvenuta a Suzzara, nel Mantovano, il 19 dicembre 1996 che costò la vita al gioiellerie Gabriele Mora e ad uno dei rapinatori, ferito dall'orafo e abbandonato dai complici, durante una rocambolesca fuga, davanti all'ospedale di Thiene (Vicenza). Il procuratore della Repubblica Manuela Fasolato e il sostituto Alberto Sergi hanno richiesto l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque indagati. Il caso, riferiscono i carabinieri, "ha trovato nuovo impulso a seguito di dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria tra la fine del 2014 e il 2015 da uno dei componenti della famiglia Dori di Vicenza, risultato estraneo al fatto criminoso di Suzzara". 
Ad occuparsi delle nuove indagini sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Mantova, comandato dal colonnello Fabio Federici e dallo stesso procuratore capo. Gli investigatori definiscono "spietati" nel loro agire i rapinatori, "legati da vincoli di parentela, abili, in un primo momento ad evitare frequenza nei rapporti" per intralciare il lavoro di ricostruzione dei fatti da parte dei carabinieri. 

ORAFO UCCISO: 20 ANNI DOPO, INDAGATI ANCHE A PADOVA

ORAFO UCCISO: 20 ANNI DOPO, INDAGATI ANCHE A PADOVA. La procura della Repubblica di Mantova ha iscritto nel registro degli indagati cinque persone facenti capo ad una famiglia di giostrai di origine sinta e residenti a Vicenza e a Busiago di Campo San Martino, in provincia di Padova. Tutti sono ritenuti a vario titolo responsabili, in concorso tra di loro, di duplice omicidio volontario. Ne dà notizia oggi il comando provinciale di Mantova in un comunicato. 
I cinque sarebbero ritenuti coinvolti nella tentata rapina in una gioielleria avvenuta a Suzzara, nel Mantovano, il 19 dicembre 1996 che costò la vita al gioiellerie Gabriele Mora e ad uno dei rapinatori, ferito dall'orafo e abbandonato dai complici, durante una rocambolesca fuga, davanti all'ospedale di Thiene (Vicenza). Il procuratore della Repubblica Manuela Fasolato e il sostituto Alberto Sergi hanno richiesto l'emissione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per i cinque indagati. Il caso, riferiscono i carabinieri, "ha trovato nuovo impulso a seguito di dichiarazioni rese all'autorità giudiziaria tra la fine del 2014 e il 2015 da uno dei componenti della famiglia Dori di Vicenza, risultato estraneo al fatto criminoso di Suzzara". 
Ad occuparsi delle nuove indagini sono stati i carabinieri del nucleo investigativo di Mantova, comandato dal colonnello Fabio Federici e dallo stesso procuratore capo. Gli investigatori definiscono "spietati" nel loro agire i rapinatori, "legati da vincoli di parentela, abili, in un primo momento ad evitare frequenza nei rapporti" per intralciare il lavoro di ricostruzione dei fatti da parte dei carabinieri. 


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