LA GDF PERQUISISCE LA SEDE DEL MATTINO DI PADOVA
12/06/2018 16:41

Il Gico della Guardia di Finanza sta eseguendo alcune perquisizioni nella redazione del quotidiano Il Mattino di Padova (gruppo Finegil), in via Tommaseo, su mandato della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia. Lo rende noto il sindacato giornalisti del Veneto che denuncia quanto accaduto parlando di attacco alla libertà di stampa. Le indagini coinvolgono la cronista di giudiziaria Cristina Genesin, il direttore Paolo Possamai e il condirettore Paolo Cagnan, nei cui confronti viene ipotizzato il reato di favoreggiamento aggravato, legato alla pubblicazione, avvenuta un anno fa, di notizie e di foto sulla presenza del figlio di Toto Riina a Padova, e di rivelazione di segreto istruttorio. Otto agenti del Gico di Mestre hanno eseguito nelle prime ore di oggi una perquisizione domiciliare nei confronti di Genesin, su ordine del pm Fabrizio Celenza, consentendole solo di avvisare la sua legale e di aspettarne l'arrivo. Nella redazione del quotidiano i finanziari hanno poi portato via il computer della cronista e altri documenti. Nell'operazione sono stati sequestrati cellulari, anche personali, dei cronisti, computer e documenti. In una nota, Federazione nazionale della Stampa, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto e Assostampa padovana "condannano con fermezza questo atto, che altro non è se non un attacco alla libertà di stampa, al segreto professionale e alla tutela delle fonti. Il reato contestato - dichiarano i vertici del sindacato giornalisti - è a dir poco sconcertante; non si bloccano i cronisti con una misura repressiva come questa. Ci auguriamo che il nuovo Governo e il Parlamento non si limitino a esprimere solidarietà ai cronisti minacciati, ma che si affrettino ad assumere i relativi provvedimenti a tutela di una informazione libera e indipendente".

LA GDF PERQUISISCE LA SEDE DEL MATTINO DI PADOVA

Il Gico della Guardia di Finanza sta eseguendo alcune perquisizioni nella redazione del quotidiano Il Mattino di Padova (gruppo Finegil), in via Tommaseo, su mandato della Direzione distrettuale antimafia della Procura di Venezia. Lo rende noto il sindacato giornalisti del Veneto che denuncia quanto accaduto parlando di attacco alla libertà di stampa. Le indagini coinvolgono la cronista di giudiziaria Cristina Genesin, il direttore Paolo Possamai e il condirettore Paolo Cagnan, nei cui confronti viene ipotizzato il reato di favoreggiamento aggravato, legato alla pubblicazione, avvenuta un anno fa, di notizie e di foto sulla presenza del figlio di Toto Riina a Padova, e di rivelazione di segreto istruttorio. Otto agenti del Gico di Mestre hanno eseguito nelle prime ore di oggi una perquisizione domiciliare nei confronti di Genesin, su ordine del pm Fabrizio Celenza, consentendole solo di avvisare la sua legale e di aspettarne l'arrivo. Nella redazione del quotidiano i finanziari hanno poi portato via il computer della cronista e altri documenti. Nell'operazione sono stati sequestrati cellulari, anche personali, dei cronisti, computer e documenti. In una nota, Federazione nazionale della Stampa, Sindacato e Ordine giornalisti del Veneto e Assostampa padovana "condannano con fermezza questo atto, che altro non è se non un attacco alla libertà di stampa, al segreto professionale e alla tutela delle fonti. Il reato contestato - dichiarano i vertici del sindacato giornalisti - è a dir poco sconcertante; non si bloccano i cronisti con una misura repressiva come questa. Ci auguriamo che il nuovo Governo e il Parlamento non si limitino a esprimere solidarietà ai cronisti minacciati, ma che si affrettino ad assumere i relativi provvedimenti a tutela di una informazione libera e indipendente".

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