CINESI VENDEVANO ARTICOLI DI MODA CONTRAFFATTI
14/09/2018 11:21

Nell’ambito del Dispositivo operativo per il contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova, i Baschi Verdi del Gruppo patavino hanno individuato due società, gestite da cittadini di etnia cinese, che ponevano in vendita accessori moda (fibbie, fiocchi, etichette, medagliette) recanti il marchio “Gucci” contraffatto. La perquisizione dei locali commerciali, siti presso il Centro Ingrosso Cina, hanno portato i Finanzieri a sequestrare oltre 8.000 articoli, recanti il noto marchio fiorentino, privi di involucri protettivi, scatola contenitore e cartellini attestanti i certificati di qualità e garanzia che generalmente accompagnano i prodotti originali. I titolari delle due ditte individuali sono stati denunciati presso la Procura della Repubblica di Padova per violazione degli artt. 474 e 474 quater del Codice Penale e la merce è stata sequestrata per essere poi distrutta all’esito degli accertamenti definitivi. Gli operanti hanno proseguito le attività presso una terza ditta, anch’essa gestita da un cittadino cinese sempre all’interno del Centro Ingrosso Cina, rinvenendo 158.188 articoli potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore, in quanto privi delle indicazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei rischi derivanti dall’uso normale o ragionevolmente prevedibile del prodotto previste dall’art. 104 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), e pertanto sottoposti a sequestro (amministrativo) per la successiva distruzione. Si tratta, in particolare, di accessori moda sempre Comando Provinciale Guardia di Finanza Padova 2 costituti da fibbie, fiocchi, etichette e medagliette, ma che non recavano alcun marchio distintivo. Il responsabile di quest’ultima violazione è stato segnalato alla locale Camera di Commercio ai fini dell’irrogazione della prescritta sanzione amministrativa che oscilla tra un minimo di 1.500 euro ed un massimo di 30.000 euro. Il valore stimato della merce complessivamente sottoposta a sequestro, commercializzata a prezzi decisamente competitivi rispetto ai prodotti originali e a quelli recanti le indicazioni previste per la tutela dei consumatori, è di circa 230.000 euro.

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Nell’ambito del Dispositivo operativo per il contrasto alla contraffazione e all’abusivismo commerciale, predisposto dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Padova, i Baschi Verdi del Gruppo patavino hanno individuato due società, gestite da cittadini di etnia cinese, che ponevano in vendita accessori moda (fibbie, fiocchi, etichette, medagliette) recanti il marchio “Gucci” contraffatto. La perquisizione dei locali commerciali, siti presso il Centro Ingrosso Cina, hanno portato i Finanzieri a sequestrare oltre 8.000 articoli, recanti il noto marchio fiorentino, privi di involucri protettivi, scatola contenitore e cartellini attestanti i certificati di qualità e garanzia che generalmente accompagnano i prodotti originali. I titolari delle due ditte individuali sono stati denunciati presso la Procura della Repubblica di Padova per violazione degli artt. 474 e 474 quater del Codice Penale e la merce è stata sequestrata per essere poi distrutta all’esito degli accertamenti definitivi. Gli operanti hanno proseguito le attività presso una terza ditta, anch’essa gestita da un cittadino cinese sempre all’interno del Centro Ingrosso Cina, rinvenendo 158.188 articoli potenzialmente pericolosi per la salute del consumatore, in quanto privi delle indicazioni utili alla valutazione e alla prevenzione dei rischi derivanti dall’uso normale o ragionevolmente prevedibile del prodotto previste dall’art. 104 del Codice del Consumo (D.Lgs. 206/2005), e pertanto sottoposti a sequestro (amministrativo) per la successiva distruzione. Si tratta, in particolare, di accessori moda sempre Comando Provinciale Guardia di Finanza Padova 2 costituti da fibbie, fiocchi, etichette e medagliette, ma che non recavano alcun marchio distintivo. Il responsabile di quest’ultima violazione è stato segnalato alla locale Camera di Commercio ai fini dell’irrogazione della prescritta sanzione amministrativa che oscilla tra un minimo di 1.500 euro ed un massimo di 30.000 euro. Il valore stimato della merce complessivamente sottoposta a sequestro, commercializzata a prezzi decisamente competitivi rispetto ai prodotti originali e a quelli recanti le indicazioni previste per la tutela dei consumatori, è di circa 230.000 euro.

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