DISCARICA ABUSIVA NELLA BASSA PADOVANA, DENUNCIATO
26/09/2018 13:33

Verso la fine del mese di luglio u.s., con l’impiego di un velivolo del 14° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno, erano stati eseguiti dei sorvoli su tutta l’area territoriale di competenza del Comando Provinciale Carabinieri di Padova per eseguire un monitoraggio dall’alto di tutti i capannoni industriali sfitti o abbandonati, allo scopo di eseguire un censimento finalizzato alla verifica della presenza eventuale di rifiuti pericolosi stoccati abusivamente in loco, approfittando del fatto che l’immobile non viene utilizzato per altre attività produttive. I sorvoli sono continuati anche successivamente, per verificare l’evoluzione dello stato dei luoghi rilevato durante i servizi precedenti e, nella mattinata di ieri, sono arrivati i primi risultati. Infatti, i Carabinieri della Stazione di Agna (PD) hanno eseguito un accesso all’interno di un capannone in Via Valli a Candiana (PD), dove, nell’area esterna, era stata rilevata la presenza di una ingente quantità di materiale accatastato.

Giunti sul posto, gli operanti si sono trovati di fronte a una vera e propria discarica di rifiuti non autorizzata, con rifiuti stoccati sia all’esterno che all’interno del capannone.

I Carabinieri, oltre a trovare nel cortile del fabbricato una enorme catasta di scarti provenienti da lavorazioni tessili, hanno rinvenuto all’interno, dove si trovava la maggior parte dei rifiuti:

  • 13 “balle” di rifiuto denominato “PET”;
  • 100 “balle” di rifiuto tessile;
  • 50 “balle” di rifiuto plastico di varia natura;
  • 100 scatole di scarto di prodotti plastici stampati.

Tutto il materiale e l’area, compreso il fabbricato, è stato sottoposto a sequestro. Sono, inoltre, in corso accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi nascosti all’interno delle balle di materiale, anche con il coinvolgimento dei reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, nello specifico il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Venezia. Non va dimenticato, infatti, che uno dei metodi utilizzati per smaltire i rifiuti pericolosi per evitare di rivolgersi a ditte specializzate, con gli elevati costi da sostenere, consiste nel rivolgersi a persone senza scrupoli che mescolano i rifiuti per stoccarli e poi, in molti casi, appiccare il fuoco per distruggerli senza lasciare traccia del reale contenuto degli stessi. Dagli accertamenti è emerso che il capannone era stato preso in locazione, da almeno 3 anni, da parte di Z.S., 52enne di Tribano (PD), che svolge l’attività di autotrasportatore autonomo, mentre il fabbricato è di proprietà di una famiglia di Candiana, che è risultata totalmente estranea ai fatti. In relazione a quanto sopra, il responsabile è stato denunciato in stato di libertà per aver realizzato, senza autorizzazione, una raccolta e uno stoccaggio abusivo di rifiuti. Ulteriori indagini sono in corso e non si escludono nuovi sviluppi.

DISCARICA ABUSIVA NELLA BASSA PADOVANA, DENUNCIATO

Verso la fine del mese di luglio u.s., con l’impiego di un velivolo del 14° Nucleo Elicotteri Carabinieri di Belluno, erano stati eseguiti dei sorvoli su tutta l’area territoriale di competenza del Comando Provinciale Carabinieri di Padova per eseguire un monitoraggio dall’alto di tutti i capannoni industriali sfitti o abbandonati, allo scopo di eseguire un censimento finalizzato alla verifica della presenza eventuale di rifiuti pericolosi stoccati abusivamente in loco, approfittando del fatto che l’immobile non viene utilizzato per altre attività produttive. I sorvoli sono continuati anche successivamente, per verificare l’evoluzione dello stato dei luoghi rilevato durante i servizi precedenti e, nella mattinata di ieri, sono arrivati i primi risultati. Infatti, i Carabinieri della Stazione di Agna (PD) hanno eseguito un accesso all’interno di un capannone in Via Valli a Candiana (PD), dove, nell’area esterna, era stata rilevata la presenza di una ingente quantità di materiale accatastato.

Giunti sul posto, gli operanti si sono trovati di fronte a una vera e propria discarica di rifiuti non autorizzata, con rifiuti stoccati sia all’esterno che all’interno del capannone.

I Carabinieri, oltre a trovare nel cortile del fabbricato una enorme catasta di scarti provenienti da lavorazioni tessili, hanno rinvenuto all’interno, dove si trovava la maggior parte dei rifiuti:

  • 13 “balle” di rifiuto denominato “PET”;
  • 100 “balle” di rifiuto tessile;
  • 50 “balle” di rifiuto plastico di varia natura;
  • 100 scatole di scarto di prodotti plastici stampati.

Tutto il materiale e l’area, compreso il fabbricato, è stato sottoposto a sequestro. Sono, inoltre, in corso accertamenti finalizzati a verificare l’eventuale presenza di rifiuti pericolosi nascosti all’interno delle balle di materiale, anche con il coinvolgimento dei reparti speciali dell’Arma dei Carabinieri, nello specifico il Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Venezia. Non va dimenticato, infatti, che uno dei metodi utilizzati per smaltire i rifiuti pericolosi per evitare di rivolgersi a ditte specializzate, con gli elevati costi da sostenere, consiste nel rivolgersi a persone senza scrupoli che mescolano i rifiuti per stoccarli e poi, in molti casi, appiccare il fuoco per distruggerli senza lasciare traccia del reale contenuto degli stessi. Dagli accertamenti è emerso che il capannone era stato preso in locazione, da almeno 3 anni, da parte di Z.S., 52enne di Tribano (PD), che svolge l’attività di autotrasportatore autonomo, mentre il fabbricato è di proprietà di una famiglia di Candiana, che è risultata totalmente estranea ai fatti. In relazione a quanto sopra, il responsabile è stato denunciato in stato di libertà per aver realizzato, senza autorizzazione, una raccolta e uno stoccaggio abusivo di rifiuti. Ulteriori indagini sono in corso e non si escludono nuovi sviluppi.

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