RICHIEDENTE ASILO ARRESTATO IN STAZIONE PER FURTO
22/11/2018 17:04

La sua specialità era il furto ai danni dei viaggiatori che avevano la sfortuna di transitare nella stazione di Padova. Non disdegnava, però, anche i furti all’interno dei negozi della galleria della stazione.

Su di lui però si era ormai concentrata l’attenzione della Polizia Ferroviaria, che con l’aiuto delle descrizioni fornite dalle vittime dei reati e l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza è riuscita dapprima ad identificarlo e poi ad eseguire la misura cautelare personale del carcere ponendo fine alle sue trafile di reati.

I FATTI:

La mattina del 2 agosto, due ragazze russe, in attesa del treno per Roma, sostavano all’interno del Bar Rustichelli & Mangione ed al momento di andar via si accorgevano che il loro trolley non c’era più. Del fatto informavano la Polizia Ferroviaria che le invitava comunque a sporgere la denuncia non appena arrivate a Roma.

 

Nel pomeriggio, gli agenti, fermavano per identificazione uno straniero privo di documenti. Accompagnato in ufficio per identificazione avevano la possibilità di constatare che questi corrispondeva perfettamente alle immagini che l’impianto di videosorveglianza aveva ripreso in occasione del furto alle due turiste russe.

Dall’interno dello zaino inoltre spuntavano alcuni generi alimentari perfettamente confezionati ed un cellulare, uno smartphone marca Maicrosoft.

 

I generi alimentari risultavano asportati dall’interno del supermercato DESPAR di questa stazione, mentre gli accertamenti eseguiti sullo smartphone modello MICROSOFT risultava asportato ad un pendolare che il giorno prima aveva preso il treno da Padova alle ore 6 di mattina per recarsi a Bologna.

 

Interrogato dagli Agenti, rivelava il luogo, il vicino parcheggio a pagamento delle auto, ove aveva abbandonato il trolley delle ragazze russe.

 

La Polizia Ferroviaria restituiva la merce alimentare ancora integra al supermercato Despar, per un valore vicino ai 20 euro. Lo stesso giorno restituiva il cellulare al proprietario e, come concordato con le turiste russe, a mezzo corriere recapitava il trolley a Roma presso il loro Hotel.

 

I fatti venivano segnalati immediatamente alla Procura e si sollecitava l’emissione di una idonea misura restrittiva atteso che lo straniero era nullafacente, con numerosi precedenti penali a carico per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti e che la posizione sul territorio non era più regolare atteso che dal 2009 aveva un permesso di soggiorno come cittadino tunisino di anni 40 e richiedente asilo. Il rinnovo del permesso di soggiorno si era susseguito fino al mese di settembre del 2018.

 

Nella data di Ieri il G.I.P. d.ssa Cavaggion firmava l’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del P.M. dott. Dini e che consegnava a questa Polfer per l’esecuzione.

 

Le successive ricerche dello stesso lo individuavano presso una abitazione in zona Arcella da dove veniva prelevato da questa Polfer e condotto in carcere previa notifica dell’ordinanza, ove dovrà permanervi in attesa di giudizio.

RICHIEDENTE ASILO ARRESTATO IN STAZIONE PER FURTO

La sua specialità era il furto ai danni dei viaggiatori che avevano la sfortuna di transitare nella stazione di Padova. Non disdegnava, però, anche i furti all’interno dei negozi della galleria della stazione.

Su di lui però si era ormai concentrata l’attenzione della Polizia Ferroviaria, che con l’aiuto delle descrizioni fornite dalle vittime dei reati e l’utilizzo degli impianti di videosorveglianza è riuscita dapprima ad identificarlo e poi ad eseguire la misura cautelare personale del carcere ponendo fine alle sue trafile di reati.

I FATTI:

La mattina del 2 agosto, due ragazze russe, in attesa del treno per Roma, sostavano all’interno del Bar Rustichelli & Mangione ed al momento di andar via si accorgevano che il loro trolley non c’era più. Del fatto informavano la Polizia Ferroviaria che le invitava comunque a sporgere la denuncia non appena arrivate a Roma.

 

Nel pomeriggio, gli agenti, fermavano per identificazione uno straniero privo di documenti. Accompagnato in ufficio per identificazione avevano la possibilità di constatare che questi corrispondeva perfettamente alle immagini che l’impianto di videosorveglianza aveva ripreso in occasione del furto alle due turiste russe.

Dall’interno dello zaino inoltre spuntavano alcuni generi alimentari perfettamente confezionati ed un cellulare, uno smartphone marca Maicrosoft.

 

I generi alimentari risultavano asportati dall’interno del supermercato DESPAR di questa stazione, mentre gli accertamenti eseguiti sullo smartphone modello MICROSOFT risultava asportato ad un pendolare che il giorno prima aveva preso il treno da Padova alle ore 6 di mattina per recarsi a Bologna.

 

Interrogato dagli Agenti, rivelava il luogo, il vicino parcheggio a pagamento delle auto, ove aveva abbandonato il trolley delle ragazze russe.

 

La Polizia Ferroviaria restituiva la merce alimentare ancora integra al supermercato Despar, per un valore vicino ai 20 euro. Lo stesso giorno restituiva il cellulare al proprietario e, come concordato con le turiste russe, a mezzo corriere recapitava il trolley a Roma presso il loro Hotel.

 

I fatti venivano segnalati immediatamente alla Procura e si sollecitava l’emissione di una idonea misura restrittiva atteso che lo straniero era nullafacente, con numerosi precedenti penali a carico per reati contro il patrimonio e gli stupefacenti e che la posizione sul territorio non era più regolare atteso che dal 2009 aveva un permesso di soggiorno come cittadino tunisino di anni 40 e richiedente asilo. Il rinnovo del permesso di soggiorno si era susseguito fino al mese di settembre del 2018.

 

Nella data di Ieri il G.I.P. d.ssa Cavaggion firmava l’ordinanza di custodia cautelare in carcere su richiesta del P.M. dott. Dini e che consegnava a questa Polfer per l’esecuzione.

 

Le successive ricerche dello stesso lo individuavano presso una abitazione in zona Arcella da dove veniva prelevato da questa Polfer e condotto in carcere previa notifica dell’ordinanza, ove dovrà permanervi in attesa di giudizio.

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