ELEONORA BOTTARO: CHIESTI DUE ANNI PER I GENITORI
20/06/2019 13:37

La procuratrice aggiunta di Padova Valeria Sanzari, al termine di due ore di requisitoria, ha chiesto due anni di pena per Lino e Rita Bottaro, i genitori di Eleonora, la giovane 18enne di Bagnoli di Sopra morta nell'agosto del 2016 per aver rifiutato la chemioterapia nel 2016. Eleonora si ammalò di leucemia tra la fine del 2015 e il 2016, quando era ancora minorenne. I genitori sono accusati di omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell'evento.
La ragazza aveva 17 anni e buone chance di sopravvivere se avesse fatto la chemioterapia come le consigliavano i medici, ma decise di non curarsi con i metodi tradizionali affidandosi completamente ai genitori che credevano nel metodo Hamer.
Secondo la Procura, i genitori hanno costantemente impedito alla ragazza di essere liberamente informata e di fare le proprie scelte in maniera consapevole e libera. "Eleonora - ha spiegato Sanzari in aula - si sentiva nelle mani del padre, il quale decideva ogni terapia, precludendole l'unica che le avrebbe potuto salvare la vita. Eleonora - ha aggiunto il pm - fino a pochi giorni prima di morire, era convinta di guarire, di compiere i suoi 18 anni e di poter andare in vacanza al mare".
La giovane è morta di leucemia il 29 agosto 2016, due settimane dopo il compimento della maggiore età.

ELEONORA BOTTARO: CHIESTI DUE ANNI PER I GENITORI

La procuratrice aggiunta di Padova Valeria Sanzari, al termine di due ore di requisitoria, ha chiesto due anni di pena per Lino e Rita Bottaro, i genitori di Eleonora, la giovane 18enne di Bagnoli di Sopra morta nell'agosto del 2016 per aver rifiutato la chemioterapia nel 2016. Eleonora si ammalò di leucemia tra la fine del 2015 e il 2016, quando era ancora minorenne. I genitori sono accusati di omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell'evento.
La ragazza aveva 17 anni e buone chance di sopravvivere se avesse fatto la chemioterapia come le consigliavano i medici, ma decise di non curarsi con i metodi tradizionali affidandosi completamente ai genitori che credevano nel metodo Hamer.
Secondo la Procura, i genitori hanno costantemente impedito alla ragazza di essere liberamente informata e di fare le proprie scelte in maniera consapevole e libera. "Eleonora - ha spiegato Sanzari in aula - si sentiva nelle mani del padre, il quale decideva ogni terapia, precludendole l'unica che le avrebbe potuto salvare la vita. Eleonora - ha aggiunto il pm - fino a pochi giorni prima di morire, era convinta di guarire, di compiere i suoi 18 anni e di poter andare in vacanza al mare".
La giovane è morta di leucemia il 29 agosto 2016, due settimane dopo il compimento della maggiore età.

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